Rassegna stampa su vino, birra e altri alcolici del 1 agosto 2008


PARROCCHIASANPIETRO.IT

Trenta associazioni protestano contro la festa della birra

Baronissi, città dell’alcol dal 9 al 12 agosto?

No, grazie!!!

Nei giorni 9-10-11 e 12 agosto, organizzata dall’Associazione di volontariato Il Punto di Baronissi (SA) con il patrocinio della Provincia di Salerno e dell’Amministrazione Comunale , si terrà a  Baronissi la XIII Festa della birra.

Può un’Associazione di volontariato, e tanto più una che si interessa di primo soccorso con autoambulanze, organizzare una “Festa della Birra” o dir si  voglia una  “FESTA DELL’ALCOL”?

Può un’Amministrazione pubblica patrocinare tale evento?

“NO, IL FINE NON GIUSTIFICA I MEZZI. MAI!”

 

Alla campagna del NO, aderiscono:

Academia Gentium Pro Pace - Amici del Cuore Salerno - Associazione dei Team Diabetologici Italiani Onlus - Associazione Donum Vitae - Associazione Internazionale Cavalieri della Cristianità e della Pace delegazione Campania - Associazione Pubblica Assistenza Humana Solidarietà - Associazione Pubblica Assistenza Medici in Emergenza Italia Onlus - Associazione Provinciale Club Alcolisti in Trattamento - Associazione Regionale Club Alcolisti in Trattamento -Associazione Vittime della Strada - AVIS Sezione Pellezzano - Centro Solidarietà La Tenda - Comitato Equestre Internazionale - Comunità Emmanuel - Cooperativa Amistad Salerno - Cooperativa Labor-Team - Corpo Internazionale Pubblica Assistenza Humanitas Italia Soccorso Onlus - Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale di Salerno - C.S.P. Fisciano - Centro Turistico Giovanile Salerno - Dipartimento Corpo dei Garibaldini - Fratres Salerno - Giornale Incontro - Gruppo Logos - Misericordie Salerno - Rangers Campania - Redazione Web www.parrocchiasanpietro.it - Volontari di Protezione Civile delegazione Campania.

È gradita l’adesione on-line delle associazioni di volontariato.

Se vuoi,  lascia  il tuo nome o un commento per aderire alla nostra Campagna pro-salute

http://www.parrocchiasanpietro.it/

 

L’ARENA di Verona

PESCHIERA. Rimproverato il Jam Festival

Veto comunale per lo slogan «fiumi di birra»

La manifestazione in corso ha il patrocinio municipale

Giuditta Bolognesi

Contestato dal Comune lo slogan «fiumi di birra», scelto per la quarta edizione del Peschiera Jam Festival, rassegna musicale riservata a gruppi giovanili in programma da oggi sino a domenica, ideata e organizzata da Arilica Basket e Sirius Agency in collaborazione con Andrea Vacchiano e con il patrocinio del Comune. Insorge Cristina Bertucco, consigliere comunale di Peschiera con delega al sociale: «Musica e birra non sono elementi basilari per favorire l’aggregazione: mi sta bene per la musica, ma non posso condividere questo principio se si parla di birra e dunque di alcol. Quando si trattano certi argomenti occorrerebbe usare più cautela». (*)

Continua la consigliera: «Condivido l’idea di organizzare kermesse come questa riservate ai ragazzi. Conosciamo il ruolo della musica tra i giovani: è una delle molle che più di ogni altra li porta a fare gruppo e a impegnarsi. È giusto offrire a questi ragazzi l'opportunità di esibirsi e vedere riconosciuto il proprio lavoro. Ma messaggi che inducano a pensare che l'uso della birra è elemento di aggregazione danno una valenza positiva a qualcosa che non sempre ce l'ha. Capisco la necessità di attirare l'attenzione, ma in tempi così tristemente caratterizzati da problemi derivanti dall'uso di alcol e sostanze stupefacenti proprio tra i più giovani, avrei trovato più giusto non associare musica e birra».

La consigliera ricorda l’impegno del Comune in quest'ambito: «Abbiamo coinvolto gli esercenti dei locali pubblici invitandoli a non servire alcolici ai minorenni; organizzato, in collaborazione con il Sert di Bussolengo, padiglioni informativi sull'etilometro; a ogni manifestazione sono presenti i chioschi analcolici. Per non parlare dei manifesti voluti dal sindaco Umberto Chincarini sulla responsabilità di chi fa uso di alcol e droghe».

Un impegno che prosegue «e che la scorsa settimana ci ha portato ad aderire, alla conferenza dei sindaci dell'Ulss 22, al rifinanziamento del progetto pilota Siamo sicuri? portato avanti dal Sert: è rivolto ai bambini delle quinte elementari e punta a stimolare la loro capacità critica e autonomia di giudizio. Questo per far sì che prendano coscienza della frequente e possibile falsità e irrealtà dei messaggi che ricevono. Ripeto», dice la consigliera, «nessuna intenzione, da parte mia, di criticare o sminuire il valore della manifestazione, ma facciamo in modo che anche questa diventi un'occasione per incentivare comportamenti responsabili».

Rispondono agli organizzatori del Peschiera Jam Festival: «Ci spiace. Siamo consapevoli del problema e degli sforzi, che condividiamo, del Comune di Peschiera. Da parte nostra c'è totale disponibilità a contribuire a questo impegno: dunque utilizzeremo per tutto il festival materiale informativo sul tema dell'alcol e dei rischi che comporta e in ogni sera avremo il supporto delle forze dell'ordine».

Da questa sera riflettori accesi sul divertimento a suon di rock, dunque, ma all'insegna della consapevolezza dei comportamenti.

Per la cronaca questo il calendario del Peschiera Jam Festival: sul palco della Caserma Cacciatori si esibiranno venerdì Smokerings, Punkarré, La Federazione, Rimozione Forzata, Fuori Tempo; sabato Ecko, Unlevel, Diritto di replica; domenica Pain of Death e gli White Circle con lo show tributo ai Toto.

 

(*) Nota: ieri in rassegna abbiamo pubblicato un articolo di promozione a questa festa.

Gli organizzatori hanno dichiarato di essersi ispirati alla Festa della Birra di Casoni di Luzzara.

Solo non hanno fatto i conti con un’Amministrazione Comunale che, evidentemente, a Peschiera è più attenta e sensibile ai problemi alcol correlati rispetto a quella di Luzzara.

 

L’ADIGE

Tanta gente all’incontro su alcol e guida, denunciate l’anno scorso 1.092 persone

Effetto euforia, bastano anche due bicchieri

MARIO FELICETTI

PREDAZZO - Anche due bicchieri di vino bevuti al pasto od una caraffa di birra, pur non raggiungendo i limiti (0,50 g/l) imposti dalla legge, possono alterare le condizioni psicofisiche di una persona. I due bicchieri di vino o la caraffa di birra possono quindi creare i presupposti per uno stile di guida che è non consono alle necessarie condizioni di sicurezza. I problemi dell'uso e dell'abuso di alcol sono stati spesso sottovalutati, mentre oggi crescono i pericoli per le nuove bevande destinate ai giovani. E non sempre determinate norme (per esempio il divieto di vendita di alcolici ai ragazzi di età inferiore ai 16 anni o a persone che sono già alterate) vengono applicate. Aumentano i controlli, ma bisogna fare di più. Anche con poco alcol c'è infatti quell'«effetto euforia» che provoca la maggior parte degli incidenti stradali, dando a chi si trova al volante una sensazione di sicurezza che, in effetti, non c'è. Le conseguenze di uno stato di ebbrezza alcolica sono la vista annebbiata, le difficoltà di adattamento alla luce, una minore capacità di reazione, la perdita della visione periferica. Nel 2007, su 3.827 incidenti stradali che sono stati rilevati in Trentino, sono stati ben 166 i casi del conducente in stato di ebbrezza alcolica e 1.092 persone sono state deferite all'autorità giudiziaria in quanto trovate con un tasso alcolemico superiore al consentito. Sono stati questi alcuni dei principali argomenti discussi mercoledì sera a Predazzo, durante la conferenza su «alcol e guida», promossa dal Comune di Predazzo, nell'ambito delle numerose iniziative che sono state avviate in questi ultimi anni per capire - come ha ricordato il sindaco Silvano Longo in apertura dell'incontro - «i molteplici motivi esistenziali che caratterizzano l'universo dell'alcol ed imparare a confontarsi in maniera corretta ed adeguata con questo sempre più inquietante fenomeno sociale». Davanti ad un pubblico numeroso ed attentissimo rimasto ad ascoltare fino quasi a mezzanotte, con parecchi giovani (segnale sicuramente positivo), sono state molte le relazioni presentate da autorevoli rappresentanti del mondo sociale e sanitario e della Polizia di Stato.

 

TRENTINO

Alcol e guida, sempre più controlli

La polstrada: rigore immutato anche se calano le patenti ritirate

PREDAZZO Incontro promosso dal Comune

FRANCESCO MORANDINI

 PREDAZZO. I controlli con l’etilometro sono stati intensificati anche nelle valli di Fiemme e Fassa nonostante non ci siano dati ufficiali a confermarlo. Lo hanno affermato l’altra sera nel corso di un dibattito a Predazzo l’ispettore capo della polizia stradale di Trento Roberto Ferrais e il vicequestore aggiunto Roberto Giacomelli, rispondendo così agli interrogativi di chi, a fronte di un sensibile calo in questi ultimi anni dei ritiri di patente, teme che ciò possa essere conseguenza di un allentamento dei controlli. L’ispettore Ferrais ha ricordato tra l’altro che le pattuglie di Cavalese operano fino a Trento e che a parte il fine settimana non ci sono rilevazioni sul territorio. A questo si aggiunge l’organico ridotto della stradale: 101 in tutto il Trentino. E fino a qualche tempo fa, ha ricordato qualcuno in sala, i Carabinieri dovevano farsi prestare l’etilometro dalla stessa polizia. Ma ora le cose sembrano cambiate e i controlli, a quanto si dice, aumentati.

 L’incontro promosso nell’aula magna del municipio dal Comune di Predazzo ha visto anche la partecipazione del sindaco Silvano Longo, di Roberto Cuni esperto del Centro Studi e ricerche dell’Apcat del Trentino e del dottor Guido Dalprà del Servizio alcologia di Fiemme. Dopo l’introduzione del sindaco che ha ripercorso le numerose iniziative messe in cantiere in questi anni dal Comune, Roberto Cuni ha ricordato il concetto di unità alcolica (una birra, un superalcolico o un bicchiere di vino contengono la stessa quantità d’alcol), i tre divieti italiani (all’estero sono molto di più): vendita di alcol sotto i 16 anni e a persone alterate e la guida con un’alcolemia superiore a 0,5. Cuni, come gli altri relatori, hanno sottolineato l’effetto euforizzante dell’alcol, quasi più pericoloso con un tasso alcolemico tra 0.5 e 0,8 che non nei casi di persone palesemente ubriache, le quali, si è detto “fanno male solo a se stesse”.

 Il predazzano Roberto Giacomelli, vicequestore di Trento, ha ricordato che al centro di tutto c’è la sicurezza dei cittadini, confermando l’aumento dei controlli sulla strada e il primato degli incidenti stradali di Triveneto e val d’Aosta. Ha spiegato anche le nuove sanzioni previste del codice della strada tra cui la confisca e la vendita del mezzo. Molto efficace la relazione dell’ispettore Ferrais che con l’ausilio di alcune inequivocabili slide ha parlato degli effetti dell’alcol alla guida (annebbiamento, perdita della visione periferica, diminuzione dei tempi di reazione, dell’adattamento alla luce). Interessanti anche i test alla guida effettuati con tasso alcolemico 0 e 0,48. Guido Dalprà ha spiegato nel dettaglio il compito del servizio di alcologia e tutta la procedura per riacquisire la patente.

 Nel corso del dibattito è emersa tra le altre cose una positiva vicinanza delle tesi dell’Apcat e della polizia. La serata, seguita da una sessantina di persone tra cui molti giovani, è proseguita per quasi tre ore senza cali di attenzione, cosa non usuale per qualsiasi dibattito. Infine c’è stata la possibilità di provare i due tipi di etilometri utilizzati dalla polizia stradale.

 

L’ADIGE

«Ma è soprattutto un problema di cultura»

PREDAZZO - A giudizio di Roberto Cuni , esperto del Centro studi e ricerche dell'Apcat del Trentino sui problemi alcolcorrelati, il problema dell'alcol è soprattutto un problema di cultura, con grosse preoccupazioni per un fenomeno che interessa anche i giovanissimi, fin dall'età di undici/dodici anni. Roberto Giacomelli , predazzano doc, vice Questore aggiunto e dirigente della squadra mobile di Trento, ha ribadito come «la priorità assoluta sia la sicurezza dei cittadini» e come «compito delle forze dell'ordine non sia quello di dare fastidio ma di far rispettare le regole». Confermando l'inizio di attività specifiche di sensibilizzazione dei giovani, anche attraverso il mondo della scuola, e ricordando le ultime, importanti modifiche del Codice della strada. Particolarmente interessante la relazione di Roberto Ferrais , ispettore capo e responsabile dell'ufficio incidenti della Polizia stradale di Trento. Le sue immagini, relative ad alcuni incidenti tanto spettacolari quanto spesso con effetti mortali, hanno colpito la sensibilità dei presenti. «Meglio un figlio senza patente che una patente senza un figlio», è stato l'assunto finale del dirigente, che ha invitato tutti ad una seria riflessione, mentre sulle consulenze alcologiche si è infine soffermato il dottor Guido Dalprà , medico del servizio alcologia del Distretto sanitario di Fiemme e Fassa. Ampio il dibattito, per capire ancora meglio i pericoli che l'eccesso di alcol provoca in chi è alla guida e può mettere a repentaglio la vita propria e altrui. Da esso è emerso che i controlli, anche in Fiemme e Fassa, comunque ci sono, pur essendo impossibile quantificarli con esattezza, trattandosi di dati separati rispetto alle statistiche generali della Provincia.

M. F.

 

IL GAZZETTINO (Treviso)

Ombralonga, il Comune detta le regole

Durante il consiglio comunale Stefano Bastianetto, assessore alle attività produttive e al turismo, l'aveva buttata là, senza troppa enfasi, parlando dell'edizione 2008 dell'Ombralonga: «Ci riserveremo di dare la concessione delle piazze». Una frase passata inosservata, ma che invece nasconde la rotta che Ca' Sugana intende seguire con questa nuova amministrazione. Un messaggio rivolto agli organizzatori, che hanno già illustrato la nuova edizione della "marcia" enogastronomica tra le osterie del centro.

Il giorno dopo Bastianetto ribadisce il concetto, non arretra di un passo e apre scenari non proprio rosei per la prossima Ombralonga: «Beh, il Comune le piazze per la manifestazione non le ha ancora concesse - precisa - e non lo farà se non ci saranno le dovute garanzie. Mercoledì prossimo avrò un incontro con Luigi Gazzotti (padre dell'Ombralonga trevigiana ndr). Oltre a me ci saranno anche Mauro Michielon e Andrea De Checchi: questa manifestazione tocca sicuramente un settore come il turismo, ma ha anche ricadute sul sociale e, soprattutto, sulla sicurezza e sull'ordine pubblico».E proprio questi due ultimi aspetti destano, come sempre, grandi preoccupazioni. Sulla scrivania di Bastianetto è arrivata una corposa relazione, redatta dalla Polizia Locale, di quanto accaduto lo scorso anno. Documento corredato anche da una robusta sezione fotografica. Il quadretto che ne emerge non entusiasmante: sono elencati infatti gli eccessi registrati dai vigili in tutta la città. Particolare enfasi è stata dato all'eccessivo affollamento di alcune zone del centro, come la Pescheria. Scene che il Comune vorrebbe cancellare definitivamente. «Non è proprio una relazione lusinghiera - continua l'assessore - per questo vogliamo garanzie precise».Ca' Sugana ha pronto l'elenco da presentare a Gazzotti: «Dovrà esserci un aumento dei servizi sanitari pubblici a disposizione dei visitatori - avvisa - e poi una maggiore attenzione sul fronte della sicurezza. L'organizzazione ci deve garantire che in ogni stand, in ogni locale, ci dovranno essere almeno due addetti alla sicurezza. E non dovranno essere i gestori o i collaboratori, che avranno già il loro bel lavoro da svolgere ma due persone dedicate solo a questo: del resto è necessario garantire la sicurezza e la tranquillità di chi viene a Treviso in quei giorni. Capisco che tutto questo aumenterà i costi, ma non si può fare altrimenti». Il Comune, anche nel 2008, non offrirà il proprio patrocinio. «Vorrei che questa edizione fosse veramente un'ombra "longa", nel senso di allungata con acqua. Non mi dispiacerebbe, infatti, che accanto al vino ci fosse anche dell'acqua minerale e che la manifestazione non fosse tutta incentrata nel centro storico, ma anche in periferia in modo da diluire la pressione dentro le Mura. Ci vorrebbe maggiore qualità, insomma, sia per quel che riguarda il vino che la sicurezza. Ovviamente, se non daremo la concessione delle piazze l'Ombralonga non si farà». Bastianetto però non vuole mollare del tutto l'Ombralonga. L'idea di utilizzare il vino non solo nella sua valenza ludica, ma anche in quella culturale ha fatto maturare l'idea di una mostra che dovrebbe aprire il 10 ottobre, una settimana prima della manifestazione. «Stiamo lavorando per una mostra dedicata alla storia del vino - afferma - la faremo a Santa Caterina. L'intenzione è quella di sottolineare la storia e l'aspetto culturale e sociale di questa bevanda. Lo faremo attraverso l'esposizione di fotografie, pannelli illustrativi, la pubblicazione di parti di grandi classici dedicati al vino. Ci sarà anche una sezione dedicata al vino nel Vangelo e nel Corano, dove viene nominato in tre sure. Non mancherà l'aspetto mitologico e quello musicale».

La mostra verrà organizzata dalla società culturale Mythopoiesis e consisterà in 20-30 pannelli, ognuno dei quali dedicati al vino nella storia. La mostra verrà intitolata "Vino, la bevanda degli Dei", tanto per far capire fin da subito il taglio che si vuole dare. «A questa mostra ci teniamo molto - conclude Bastianetto - e verrà fatta anche se l'Ombralonga non si dovesse più fare».

Paolo Calia

 

PARMA.REPUBBLICA.IT

La lettera inviata da Luc Thibault a commento dei consigli del direttore del Pronto soccorso

LETTERA APERTA. GIOVANI ED ALCOL

Schio: 2008.

Spesso si sente dire "un bicchiere non ha mai ucciso nessuno", oppure che un consumo moderato di alcol, non è la fine del mondo. Ma cosa si intende per "consumo moderato»? Che lo faccia il contadino o che lo faccia l'industriale, è sempre una sostanza tossica; è stata dichiarata droga dall'organizzazione mondiale della salute. Perciò, sarà meglio parlare di quantità o di consumo "a basso o alto rischio", evidenziando che il rischio esiste a qualunque livello di consumo ed aumenta progressivamente con l'incremento delle quantità di bevande alcoliche consumate. Se io mi faccio una "pista di coca", cosa diciamo? Il fatto sicuro è che se uno beve uno o tre bicchiere e perché no? quattro bicchiere al giorno, "tutto va bene", "tutto sotto controllo"; se la persona comincia a dare qualche sintomo di "allegria", che magari col tempo diventerà quotidiana; chi lo conosce dirà, «si è vero, beve un può (ma allora beve moderatamente!?!) ma sapete, per fortuna non si droga». Quante volte abbiamo sentito questa frase "popolare" che nascondeva una tragica impotenza davanti ad una cosa che bisogna chiamare dipendenza da alcol. Nessuno ha cominciato una "carriera" di alcol-dipendente con 1, 2 o 3 litri di vino al giorno, ma proprio con un bicchiere. Certo, «un bicchiere non ha mai ucciso nessuno», ma chi beve sempre acqua o bibite non alcoliche non svilupperà mai una dipendenza alcolica, uno che beve uno o due bicchieri, invece potrà potenzialmente svilupparla. Il tunnel delle dipendenza non è solo "droga classica". Il numero di morti dovute all'alcol non ha nulla da invidiare a quello dei decessi dovuti all'assunzione di sostanze stupefacenti, tanto più che le statistiche riportano dati dai quali emerge come l'etilismo spesso coesista con la dipendenza da oppio-narcotici. Come mai, dunque, questo passaggio dal piacere all"inferno dantesco alcolico"? Qualcuno risponderà, «perché c'è stato "un abuso"». Se dice, (spesso addirittura nelle rivisti mediche) che «un bicchiere al pasto fa bene». Leggiamo sul n°36 di settembre del settimanale Gente: "Curarsi con il vino rosso". Capisco che bere vino faccia parte della nostra cultura "dominante", ma non dobbiamo inventarci effetti benefici sulla salute che non si possono dimostrare.

Non è mai stato provato scientificamente che il vino fa bene, è provato scientificamente il contrario. Per esempio: 1o 2 bicchieri di vino al giorno aumentano di 25% la possibilità di avere un cancro alla gola (non parliamo di chi combina alcol e sigarette!!!). L'O.M.S elenca 60 malattie la cui insorgenza può essere favorita da un consumo anche "moderato" di alcol. Quando si afferma che qualcosa fa bene alla salute, occorrerebbe, peraltro, soffermarsi su cosa nuoce e in che misura a parità di consumo. In realtà non c'è fumo senza arrosto! Effettivamente nel vino rosso, ci sono delle sostanze chimiche che potrebbe fare bene all'organismo, ma questi giornalisti o peggio dottori, non dicono, per esempio se si parla del resveratrolo, che: "riguardo il resveratrolo, noto antiossidante, esistono numerose osservazioni (Università di Parma, studi Canadesi ecc.) che ridimensionano il ruolo svolto da tale sostanza. È stato osservato, ad esempio, che questa sostanza non venga assorbita dall'organismo quando veicolato dal vino o che siano necessarie quantità di vino veramente significative affinché si possa verificare a livello cellulare l'effetto protettivo tipico degli antiossidanti e dei flavonoidi in particolare (come il resveratrolo). In un litro di vino si registrano mediamente livelli di 0,6-0,8 milligrammi di resveratrolo; per ottenere gli effetti di "protezione" e per favorire un ridotto rischio vascolare, la quantità giornaliera assicurata dalla prescrizione medica (di almeno sei mesi) dei comuni farmaci che contengono principi attivi analoghi al resveratrolo è pari a 1000 mg. È facile calcolare che per raggiungere tali livelli terapeutici sarebbero necessari un migliaio di litri ! di vino". (Emanuele Scafato, dal 1999 è Responsabile dell'Osservatorio Alcol dell'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell'Istituto Superiore di Sanità. (Intervista a "Teatro Naturale" del 17.09.2006). Un pò di serietà!

 

IL TIRRENO

Dipendenze in aumento 

L’analisi del fenomeno da parte del Sert

 PIOMBINO. In crescita il numero di alcolisti in cura al Sert della Val di Cornia. Un aumento dovuto a più fattori, non solo un incremento del consumo di alcol ma anche una maggiore conoscenza, da parte degli utenti, del servizio. Il fenomeno è da tenere sotto controllo anche in relazione alle nuove abitudini di consumo dei giovani. Bevande leggermente alcoliche, aperitivi, cocktail: facili da acquistare a tutte le età e talvolta primo passo verso la dipendenza da alcol. Il “prenderla secca” il sabato sera è, di fatto, una moda. Lo sballo come sinonimo di divertimento un luogo comune.

 Ma cosa c’è in agguato? Incidenti stradali, dipendenza, danni fisici e psicologici, problemi in famiglia e sul lavoro. Solo una parte di chi precipita in questo giro vizioso poi riesce a risollevarsi, magari grazie all’aiuto delle associazioni di alcolisti e dei servizi sanitari locali.

 Lo scorso anno gli alcolisti in cura al Sert della Val di Cornia sono stati 42. Ed il dato è analogo a quello nel 2008. Ma se torniamo indietro nel tempo l’incremento dei casi diventa significativo. Nel 2003 erano 29 le persone in cura, 30 nel 2006. Uomini adulti (poche le donne) con un’età media di 48 anni (leggermente superiore a quella registrata dal Sert di Cecina e dell’Elba). In genere chi si rivolge al servizio sanitario ha comunque più di 30 anni. «Dallo scorso anno - spiega la responsabile del servizio, Cristina Tilli - abbiamo in cura anche cittadini stranieri, alcuni casi di alcolisti residenti sul nostro territorio ma originari dell’Est Europa».

 I numeri del Sert non possono, però, rendere conto del fenomeno del “bevitore occasionale”, in questo caso giovane o molto giovane, che si ubriaca con frequenza nei fine settimana. Il questo caso il servizio sanitario interviene, o tenta di intervenire con la prevenzione: incontri a scuola, dibattiti, materiale informativo. Ed anche alcuni quiz.

 Ecco che si scopre, allora, che l’abitudine di bere è diffusa anche tra i ragazzi di 14 e 15 anni, ben consci dei divieti di legge ma poco o per nulla preparati sui rischi per la salute connessi all’uso e all’abuso di alcol sotto una certa età. «Sanno bene con quali tassi alcolemici nel sangue rischiano il ritiro della patente - racconta la dottoressa Tilli - ma ignorano che l’abuso di alcolici provoca danni cerebrali o gastrici legati a fattori biologici: prima dei 18 anni l’organismo non ha un corredo enzimatico sufficientemente sviluppato per digerire l’alcol». L’abuso di alcol rende i giovani aggressivi o vulnerabili, a rischio incidente se si trovano alla guida. Ragazzi e ragazze pericolosi per se stessi e per gli altri, potenziali malati o alcolisti, con tutto ciò che questo comporta sotto il profilo umano e sociale.

 «Tra i 15 ed i 17 anni - continua Cristina Tilli - il consumo si limita, generalmente, a bevande poco alcoliche, dopo di che si comincia con gli aperitivi a base di superalcolici». Il vino e la birra diventano abitudini e nei casi più gravi dipendenze. Le persone che chiedono aiuto, però, rappresentano solo una fetta di un fenomeno di ampie dimensioni, difficilmente quantificabili. «Da noi - spiega la responsabile del Sert - si presentano quelle persone per le quali l’alcol è diventato un problema sociale, lavorativo, legale». Insomma chi non ne può più e vuole uscirne. E lo stesso vale per le associazioni di alcolisti sul territorio che intercettano un maggior numero di malati e rappresentano la prima linea per combattere il fenomeno.

Valentina Landucci

 

IL TIRRENO

Gianfranco Gilardetti racconta la sua storia 

«Basta un bicchiere per ricominciare» 

 PIOMBINO. Cinquantasei anni, ben portati. E una vita alle spalle fatta di alti e bassi. Non come tutti. Quando Ringo, al secolo Gianfranco Gilardetti, ex ferroviere e pugile a riposo, parla di “bassi” intende il vortice dell’alcolismo. Venti anni, militare, solo. Gianfranco comincia a bere, l’alcol è il suo unico pensiero: così per 16 anni. Poi la forza di uscirne, la voglia di ricominciare fino ad una pesante ricaduta e, di nuovo, la rivincita.

 «L’alcol è come un mostro - racconta - ti prende e neanche te ne accorgi: distrugge il fisico e la personalità. Il motivo? C’è sempre una ragione dentro di te per la quale cominci a bere: è quella che va trovata e superata per riuscire ad abbandonare la bottiglia». Gianfranco ha cominciato con il vino. Non come i ragazzi di oggi sedotti da altri tipi di bevande alcoliche. In questi atteggiamenti Ringo vede un grande pericolo. «E’ da qui che si comincia - spiega - per diventare alcolisti». Ed è proprio per questo che ha deciso di mettersi in discussione e raccontare ai giovani, nelle scuole, la propria esperienza narrata anche in un libro.

 «Dalla dipendenza non esci mai - racconta - basta un bicchiere per ricominciare da capo. L’importante, però, è smettere di raccontarsi bugie, riconoscere di essere un alcolista, confrontarsi con chi ha i tuoi stessi problemi: è il primo passo per uscirne». A questo servono le associazioni come l’Acat, il club degli alcolisti in trattamento. Ma la cura è solo una faccia della medaglia: dall’altra parte ci deve essere la prevenzione. «Con gli alcolici ora in commercio - spiega Ringo - si crea il mercato di domani. I giovani bevono per divertirsi il sabato sera? E’ solo una scusa: domani berranno perché sono tristi o perché sono felici, per un alcolista un motivo vale l’altro».

 

IL TIRRENO

La nuova era degli shortini E la notte diventa alcolica    

Cambiano i gusti degli over 18: bar e pub affollati nel weekend per “fare il pieno” prima di andare in discoteca.

Un viaggio tra i teenager che ignorano i rischi per la salute 

 PIOMBINO. Fase uno: aperitivo, anzi aperitivi. Fase due: cocktail o shortino nei pub della zona. Fase tre: tutti in auto per andare in discoteca dove, a detta di molti, è meglio arrivare già belli carichi di alcolici. Abitudini sempre più diffuse tra i giovani e giovanissimi. Come il consumo di alcol. Provare per credere, come abbiamo fatto noi, girando per i locali di Piombino.

 Cocktail bar e pub sono diventati il luogo di ritrovo e di socializzazione preferito dai ragazzi, e questo si accompagna inevitabilmente a una maggior assunzione di bevande alcoliche: aperitivi, miscele di superalcolici e succhi di frutta, shortini. L’identikit del giovane bevitore? Ragazzi e ragazze tra i 16 e i 24 anni, diversi in stile di vita e modi di divertirsi, che trovano in una birra o in un long drink un comune denominatore. I gusti sono in continuo mutamento: bere questo e quel cocktail dipende anche dalla moda del momento.

 Se fino a qualche tempo fa i soft drink, cioè le bevande frizzanti leggermente alcoliche, erano un must e la via d’accesso principale all’alcol per i giovanissimi, adesso sono quasi totalmente scomparsi dal mercato, sostituiti dal più classico aperitivo. Per averne la prova basta guardarsi intorno: nel week-end dopo le 19.00 è un’impresa trovare un posto a sedere nei locali. Ragazzi e ragazze affollano l’ingresso dei ritrovi serali con l’immancabile bicchiere in mano. «E’ un modo per rilassarsi, per staccare dopo una giornata di lavoro o semplicemente per fare due chiacchiere» spiegano un gruppo di ventenni. Un’abitudine che spinge i gestori dei bar a inventare aperitivi più accattivanti, facendo sconti nelle ore prima di cena (l’happy hour), oppure sostituendo i classici stuzzichini con veri e propri antipasti: crostini, crocchette di patate e persino pasta e riso freddo.

 Ma questo è solo l’inizio: il sabato sera è lungo, ed è dopo cena che i locali si riempiono e i baristi iniziano a lavorare freneticamente. Il vino e lo spumante sono pressappoco scomparsi: i tavoli sono sommersi da bicchieri dai colori accesi, mix di basi alcoliche e succhi di frutta o bevande gassate. Cocktail dolci che nascondono il sapore dei superalcolici e risultano facili da bere. I nomi sono fantasiosi e in estate richiamano atmosfere caraibiche: mojito, tequila sun rise, pinja colada, cubano, sex on the beach, tutte costano tra i 4 e i 5 euro. Alcune sono delle autentiche bombe. Un ventenne, con in mano un bicchierone color tè, ride e spiega che sta bevendo un long island: un mix di vodka, jin, rum e controu (oppure tequila), appena scurito da due gocce di coca-cola. Gran parte dei giovani prosegue la serata in discoteca: vogliono tutti sfruttare gli ultimi minuti per caricarsi al massimo. «Non c’è più tempo per un long drink meglio uno shortino da bere alla goccia». Questo pensano i 4 diciottenni al bancone pronti per andare a ballare. Anche un semplice superalcolico da bere tutto d’un fiato può essere più o meno alla moda: troppo semplice un rum e pera o la classica tequila bum-bum. Adesso la tequila viene bevuta solo dopo aver messo un po’ di sale sulle labbra e il suo sapore forte viene placato addentando una fetta di limone. Per il rum c’è invece da seguire “El ritual”: inzuppare una fetta di limone da un lato nello zucchero e l’altro nel caffè, morderlo e bersi il bicchierino. Diverse le abitudini degli under 16. Loro non frequentano i bar: per prenderla secca meglio fare rifornimento al supermercato e rifugiarsi in spiaggia per serate pericolosamente alternative.

Tiziano Rugi

 

TRENTINO

Calano del 14 per cento le stragi del sabato sera

INCIDENTI E anche meno automobilisti sorpresi ubriachi al volante

 ROMA. Diminuiscono le stragi del sabato sera: nei primi sei mesi di quest’anno il numero dei morti registrati nei fine settimana è infatti calato del 14 per cento rispetto ai primi sei mesi del 2007. Ma non è l’unica notizia che potrebbe in qualche modo considerarsi positiva: dal primo gennaio al 30 giugno 2008, a fronte di un aumento dei controlli (+25,16 per cento) si è registrata una diminuzione degli automobilisti positivi all’alcool (circa mille in meno).

 I dati della polizia stradale fotografano dunque una situazione in leggero miglioramento, confermata anche dai dati di polizia e carabinieri relativi al numero complessivo degli incidenti verificatisi nei primi sei mesi dell’anno: - 9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2007. Ne sono stati rilevati 66.205 l’anno scorso, quest’anno 60.157: 6.048 in meno. Quanto agli automobilisti fermati per controlli nel 2008, sono stati 126.262 e di questi uno su 10 è risultato positivo all’etilometro. E su un totale di 26.714 incidenti stradali nei fine settimana (-10 per cento rispetto al 2007), le persone decedute sono state 764. Per quanto riguarda le infrazioni, risultano in netto calo (quasi 28 mila in meno) quelle per eccesso di velocità, ma nel totale dell’attività di contravvenzione si è registrato un aumento del 2,7 per cento: in particolare è salito il numero di patenti (51.798) e carte di circolazione (58.884) ritirate, ed è di oltre 2 milioni il numero di punti decurtati (+28,9 per cento rispetto al 2007). I veicoli sequestrati dal 27 maggio al 13 luglio, infine, sono stati 615: ben 562 per guida in stato di ebbrezza alcolica, mentre 53 per l’effetto di sostanze stupefacenti. Secondo la Polstrada, fondamentale nella lotta agli incidenti stradali è il Tutor, sistema di rilevamento della velocità, che ha una forte incidenza sui comportamenti di guida degli automobilisti. Attualmente sono 148 le postazioni di rilevamento, ma entro la fine del 2008 se ne aggiungeranno altre decine sulle autostrade con un tasso di mortalità superiore alla media (A71 tratto Milano/Bologna; A/14 tratto Bologna/Rimini). E in materia di sicurezza stradale si è concluso il forum degli esperti della polizia stradale su www.poliziadistato.it , relativo all’inasprimento delle pene in caso di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e psicotrope e in caso di omissione di soccorso per incidenti stradali. Numerosi gli interventi degli utenti connessi. Chi volesse informazioni sulla quantità di alcol che non bisogna superare prima di mettersi alla guida, può visitare la pagina del sito internet della Polizia di Stato all’indirizzo http://www.poliziadistato.it/pds/stradale/etilometro/quanto.htm .

 

IL TEMPO

Stando ai numeri sembra che sia in corso una sbronza collettiva…

Fabio Di Chio

f.dichio@iltempo.it  

Stando ai numeri sembra che sia in corso una sbronza collettiva. Le cifre: lo scorso anno 171 patenti ritirate dai carabinieri del Nucleo radiomobile di Roma per guida in stato di ebbrezza; da gennaio i provvedimenti sono già a quota a 258, e il 31 dicembre è ancora lontano.

Aumenta anche il numero degli insospettabili che risultano positivi all'etilometro. Non sono solo i giovani ad alzare il gomito durante le notti del divertimento e a mettersi alla guida un po' da irresponsabili. Pochi giorni fa al Trionfale a un posto di blocco dei carabinieri una professionista sui trentacinque anni si è rifiutata di sottoporsi al test e ha addirittura tentato la fuga in auto, tanto che i militari hanno dovuto inseguirla.

«È vero, c'è stato un incremento dei controlli - spiega il comandante del Nucleo radiomobile, il colonnello Luigi Grasso - ma è altrettanto vero che c'è stato un aumento dei consumi di alcool. Le tipologie sono le più svariate: giovani, adulti, uomini, donne, italiani e stranieri. Uno di questi aveva un tasso alcolemico pari a 3.2 grammi di alcol per litro di sangue, mentre il massimo è 0,5». A volte i ritiri di patente avvengono anche per guida sotto effetto di sostanze stupefacenti, «ma sono poche» precisa Grasso.

Roma ha pagato un prezzo alto a causa di ubriachi e tossici al volante. Metà marzo: sul Lungotevere Altoviti, Friederich Vernarelli, 32 anni, investe e uccide sulle strisce pedonali due turiste irlandesi fuggendo e lasciando i loro corpi sull'asfalto. Il 22 dello stesso mese, sempre a tarda sera: su via Nomentana, angolo viale Regina Margherita, Stefano Lucidi, 35 anni, sotto l'effetto degli stupefacenti travolge due fidanzati, studenti universitari, in sella a uno scooter. 17 giugno: Torre Spaccata, una tossicodipendente, Virna Forti, al volante di una Panda ferisce mortalmente un pensionato di 70 anni che va dal medico in bicicletta.

«Purtroppo c'è sempre più gente che ritiene di poter violare le norme sulla guida in stato di ebbrezza - constata il comandante provinciale dell'Arma, il colonnello Vittorio Tomasone - è un grande problema culturale. Non solo, fanno uso smodato di sostanze alcoliche sia giovani, sia non giovani, dimenticando che guidare in simili condizioni è pericoloso per sé e per gli altri, per cui i controlli acquistano il significato di prevenire gli eventi e non solo di reprimere la violazione. È evidente - commenta Tomasone - che è ancora diffusa la strana convinzione che ci si possa divertire solo in compagnia dell'alcool».

 

DALLAPARTEDICHIGUIDA.BLOGOSFERE.IT

http://dallapartedichiguida.blogosfere.it/2006/03/alcol-e-guida-l.html

ALCOL E GUIDA: LETTERA A UN GIUDICE

Il Giudice monocratico del Tribunale di Olbia, Vincenzo Cristiano, ha assolto da ogni addebito penale un 22enne romano che la scorsa estate venne colto, dalla Polizia stradale, in flagranza di guida in stato di ebbrezza. Il ragazzo aveva un tasso alcolemico più che doppio del consentito: l’etilometro segnava 1,2 grammi di alcol per litro di sangue.

Motivo della sentenza: “La sola prova rappresentata dal dato registrato dall’etilometro non è sufficiente a dichiarare la responsabilità penale di chi viene trovato alla guida dell’auto in stato di ebbrezza”.

A tale proposito, scrivo una lettera al Giudice monocratico del Tribunale di Olbia, Vincenzo Cristiano.

 

Gentile Signor Giudice, la Sua sentenza mi turba profondamente, pur non mettendone in dubbio la correttezza giuridica. Se ha la bontà di leggermi, Le spiego perché. In Italia, l’alcol è la causa di oltre il 40 per cento degli incidenti stradali, con 7.000 morti l'anno. Grosso modo, su 6 controlli per guida in stato di ebbrezza, la Polizia accerta un reato. Un’enormità. Una piaga sociale. Uno strazio per i ragazzi, le famiglie, la Polizia, i medici, i soccorritori. Il binomio alcol-guida mi spaventa a tal punto che, proprio su questo blog (http://dallapartedichiguida.blogosfere.it ), ho invocato un maggior numero di pattuglie della Polizia sulle nostre strade e autostrade per intensificare i controlli. Reputo le pene contro chi guida in stato d’ebbrezza (o sotto l’effetto di stupefacenti) lievi, almeno in Italia. Quindi, gentile Signor Giudice, col massimo rispetto verso il Suo lavoro e la Sua persona, io spero che la sentenza di cui sopra non spinga i guidatori a imitare quel 22enne romano da Lei assolto.

Nel ringraziarLa per l'attenzione, le metto il mio blog e la mia mail a disposizione: alessandro.merolla@fastwebnet.it .

 

YAHOO.COM

Abuso di alcol nonostante cirrosi, chirurgia e pericolo di morte

di david frati

Anche interventi chirurgici importanti allo stomaco non inducono i pazienti malati di cirrosi a smettere di bere. Lo sconcertante dato viene da uno studio pubblicato dall’American Journal of Gastroenterology.

I ricercatori dell’University of Wisconsin School of Medicine and Public Health guidati da Michael R. Lucey hanno esaminato 132 pazienti con cirrosi epatica sottoposti a una procedura chirurgica necessaria in questi casi, che prevede la riduzione della ‘pressione’ nelle vene di esofago e stomaco per impedire gravi emorragie. La domanda era: nei 5 anni successivi a questo grave intervento chirurgico avete smesso di bere alcol come consigliato? Ben il 40 per cento dei pazienti, è emerso, aveva continuato a bere smodatamente nonostante i divieti e nonostante un aumento esponenziale del rischio di emorragie e morte.

Fonte: Lucey MR, Connor JT et al for the DIVERT Study Group. Alcohol Consumption by Cirrhotic Subjects: Patterns of Use and Effects on Liver Function . Am J Gastroenterol 2008; 103: 1698–1706.

 

CORRIERE ADRIATICO

Colpi di pistola nella notte, domiciliari per lo sparatore di Loreto

LORETO - “Ero ubriaco, ho sparato dei colpi in aria in un momento di euforia, non ricordo neanche quanti”. Si è difeso così nell’interrogatorio davanti al gip il giovane di Loreto arrestato martedì pomeriggio per il possesso di una pistola con la matricola abrasa, munizioni e un coltello a serramanico.

Con quella calibro 7,65 di fabbricazione slava, la notte precedente, Mirco C., 36 anni, aveva seminato il panico tra i residenti di via Aldo Moro, sparando colpi in serie. Svegliati di soprassalto verso l’una e un quarto, alcuni abitanti del quartiere avrebbero visto una Fiat Punto bianca sgommare ad alta velocità. Grazie alla descrizione della vettura i carabinieri della stazione di Loreto il pomeriggio seguente, verso le 14 e 30, hanno rintracciato il giovane di Loreto e dalla perquisizione della sua vettura è spuntato un armamentario proibito: una pistola calibro 7,65 con la matricola abrasa e 89 proiettili dello stesso calibro oltre ad un coltello a serramanico. Così è scattato l’arresto per violazione della legge sulle armi. Ieri mattina il giovane, difeso dall’avvocato Giovannino Tringali, è stato interrogato dal gip Alberto Pallucchini, che dopo la convalida dell’arresto gli ha concesso i domiciliari. “Mi ero procurato quell’arma per difesa personale e per proteggere i miei familiari”, ha cercato di giustificarsi il giovane, giurando di aver sparato senza un bersaglio preciso, dopo aver bevuto troppo. I carabinieri della compagnia di Osimo però continuano a indagare per capire se l’episodio ha contorni e retroscena diversi. Sul posto hanno sequestrato dei bossoli rimasti in terra, mentre un proiettile ha infranto il parabrezza di un’utilitaria parcheggiata in via Aldo Moro. Quella stessa notte, nella zona dei quartieri nuovi, un altro colpo di pistola ha raggiunto la tapparella di una finestra, spaventando una ragazza che dormiva in casa. Saranno gli accertamenti balistici a verificare se anche i proiettili finiti contro l’auto e sulla serrandina sono stati sparati dalla pistola 7,65 del giovane. “Al mio assistito per il momento non è stato contestato nulla di specifico”, diceva ieri il suo avvocato.

 

LEGGO.IT

Tuffo nudo: placcato

VENEZIA - Tutto nudo ha minacciato di suicidarsi tuffandosi in laguna, ma è stato placcato dagli agenti della polizia ferroviaria. Un immigrato senegalese di 51 anni martedì mattina si è seduto nudo sul bordo del pontile davanti alla stazione Sanata Lucia e, pronunciando frasi sconclusionate, ha minacciato di suicidarsi. I poliziotti con un’azione diversiva lo hanno bloccato e portato in ospedale, dove gli è stata riscontrata una grave sindrome depressiva associata ad abuso di alcolici.

 

CORRIERE DELLA SERA

Italia: estirpazione (con premio) per 58 mila ettari. Zone di pregio a rischio

Troppi vigneti, via alla distruzione

In vigore dal 1° agosto il regolamento Ue: un miliardo di euro di incentivi per eliminare le coltivazioni

Il consumo di vino in Europa sta diminuendo. In Italia si è passati dai 60 litri annui pro capite del 1996 ai 47 attuali. (*)  I vitigni, invece, abbondano. La produzione supera la richiesta del mercato interno e nemmeno l'export basta ad assorbire le eccedenze. Insomma, di vino ce n'è troppo. L'Unione europea ha deciso di ristabilire l'equilibrio tra domanda e offerta e aumentare la competitività dei produttori, riformando l'organizzazione comune del mercato, la cosiddetta Ocm vino. La riforma entra in vigore il 1° agosto. E prevede generosi finanziamenti per chi vorrà estirpare: oltre un miliardo di euro di premi che Bruxelles ha complessivamente stanziato per eliminare 175 mila ettari di vigneti nel triennio 2009-2011. Per l'Italia il plafond è di 58.435 ettari, con un tetto del 10% per ogni singola regione.

Non è la prima volta che Bruxelles dà incentivi all'estirpazione, ma è la prima volta che obbliga gli Stati membri a predisporre le misure.

Costretti a eliminare parte del nostro patrimonio viti-vinicolo?

«No - spiega Ottavio Caggiano, direttore di Federvini - per gli agricoltori l'estirpazione è del tutto volontaria. Nessuno è obbligato a farlo». Ma c'è da aspettarsi che i proprietari di vitigni non redditizi aderiranno. Esistono aree d'Italia in cui la vite non è affatto remunerativa e non c'è mercato per cedere i diritti. In pratica, i viticoltori ci rimettono. (**) «Riteniamo che le richieste arriveranno dalle regioni che hanno la superficie coltivata a vite maggiore, come Veneto, Piemonte, Abruzzo, Sicilia e Puglia», fa sapere la Coldiretti.

Ma estirpare è un bene?

«Dipende - dice Renzo Cotarella, enologo e amministratore delegato di Antinori -. Se si riducono vitigni di basso potenziale qualitativo sì, ma bisogna comunque fare attenzione e non ridurre la questione a un mero fatto economico. La vite ha anche altre ragioni di carattere paesaggistico e di gestione del territorio dal punto di vista idraulico. Se i terreni franano non è solo colpa del cambiamento climatico, ma anche perché si abbandonano le coltivazioni delle colline». A dover stare attente sono le Regioni, che hanno la competenza per escludere un terreno dall'estirpazione. E qui si sono scatenate le polemiche.

Troppo stretti i tempi per stilare l'elenco dei vigneti di particolare pregio. Il regolamento comunitario è stato pubblicato soltanto il 30 giugno, il decreto del ministero delle Politiche agricole è del 23 luglio. L'elenco delle aree non estirpabili doveva essere inviato all'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) entro ieri. Il termine per mandare la documentazione a Bruxelles scade oggi. Le Regioni che hanno presentato l'elenco - fa sapere l'Agea - sono sei: Abruzzo, Campania, Lombardia, Sicilia, Provincia autonoma di Trento e la Calabria. La Valle d'Aosta ha deciso che non consentirà estirpazioni. Nelle altre regioni i viticoltori più in difficoltà potrebbero sacrificare i vitigni storici terrazzati, in pendenza e di montagna che sono poco redditizi proprio perché di difficile coltivazione. Per il presidente del movimento «Città del vino» Valentino Valentini «le grandi regioni vitivinicole hanno dimostrato una scarsa conoscenza dei propri territori. Bastava poco per mettere al riparo aree di alto pregio». Che Valentini ricorda: i terroir delle isole Giglio ed Elba, dei Colli Apuani e della Val d'Orcia in Toscana; l'area del Soave Superiore e quella del Cartizze a Valdobbiadene, le colline terrazzate di San Pietro di Feletto in Veneto; la zona di confine con la Slovenia del Collio e dei Colli Orientali in Friuli-Venezia Giulia; la Val di Susa e il Canavese in Piemonte; i «vigneti delle sabbie» del Ferrarese in Emilia Romagna e le aree vitate del Parco dei Colli Romani nel Lazio. Il rischio è che si perdano vitigni autoctoni. O che succeda come in Francia, dove nella regione Languedoc-Roussillon la crisi della viticoltura locale e i vari piani nazionali di incentivi all'estirpazione hanno modificato la geografia agricola. Negli ultimi 20 anni sono stati estirpati 220 mila ettari coltivati e ne sono rimasti soltanto 280 mila. La scomparsa di quasi la metà delle viti ha, come ha descritto il Nouvel Observateur, «sfigurato» il paesaggio: le viti sono state sostituite soltanto in parte da altre coltivazioni di frutta e alcuni terreni non sono più stati coltivati. Intere colline sono state denudate.

Ora tocca ai viticoltori decidere. La domanda per accedere ai premi per l'estirpazione deve essere presentata a Bruxelles entro il 15 settembre 2008. Ma sulla Penisola, dicono gli addetti ai lavori, non ci saranno «estirpazioni selvagge». «Non penso che ci sarà questo problema - dice Riccardo Ricci Curbastro, presidente di FederDoc -. Da noi espianterà chi in questi anni non è riuscito a vendere il vino e si è rivolto alla distillazione, ma non chi produce uva e vino di qualità». Dello stesso parere anche il direttore di Federvini: «Le Regioni sanno da tempo quali sono i vitigni di pregio - dice Caggiano - e sanno come convincere le persone che vogliono estirpare a restare». I finanziamenti servono a questo. E Bruxelles non ha lesinato. In arrivo per il settore c'è un altro miliardo di euro suddiviso in cinque anni tutto per l'Italia e destinato al piano nazionale risorse vino.

Fausta Chiesa

 

(*) Nota: per inquadrare meglio quale è la tendenza, può essere utile ricordare che a metà anni settanta il consumo si attestava sui 104 litri di vino annui pro capite.

 

(**) Nota: quando, non molto tempo fa, abbiamo scritto e diffuso l’articolo “Il vino è un prodotto perdente” (http://www.vino24.tv/content/view/1469/2/ ) pensavamo di essere sommersi da proteste ed insulti.

Invece abbiamo ricevuto soprattutto apprezzamenti e lodi.

Forse la nostra tesi non era poi così lontana dal vero…

 

LA REPUBBLICA

ubriaco al volante, uccise tre amici condannato a un anno e dieci mesi

 LA PROVINCIA PAVESE

un ubriaco scatena la baruffa in ospedale

L’ARENA di Verona

In bici ubriaco, la polstrada denuncia un clandestino

CORRIERE DEL VENETO

«Ombralonga sì, ma a modo nostro»

GAZZETTA DI PARMA

Alcol e guida: così si moltiplica il rischio incidenti

LA PROVINCIA DI CREMONA

Guida ubriaca sospesa patente e autovettura sequestrata

LA CITTA’ DI SALERNO

Controllati tre circoli ricreativi Multe per vendita di bevande alcoliche

GAZZETTA DI REGGIO

Ubriaco alle 8 di mattina, si schianta in auto

IL MESSAGGERO (Marche)

PORTO SANT'ELPIDIO Ubriaco fradicio rischiava di annegare, se una giovane bagnante...

Rassegna stampa vino, birra ed altri alcolici del 8.8.08


 

ASAPS

Osservatorio “Sbirripikkiati” dell’Asaps

499 episodi di violenza ad operatori di polizia monitorati nei primi 6 mesi del 2008. L’alcol è il principale fattore innescante l’aggressione, con il 61,1% dei casi alcol-correlati. Nel 17,6% degli eventi utilizzate armi proprie o improprie Al nord il maggior numero di episodi. Il 40,7% degli attacchi, ad opera di stranieri

L’osservatorio “Sbirri Pikkiati”, curato dall’Asaps, continua a tenere sotto stretta osservazione il fenomeno semisconosciuto della violenza nei confronti di operatori di polizia.

“Nel corso del primo semestre del 2008 – rileva il presidente dell’Asaps Giordano Biserni – sono stati censiti 499 episodi di aggressione fisica, contro i 372 del 2007. L’analisi approfondita di questo aspetto della vita professionale delle Forze dell’Ordine, ci fa dire che siamo di fronte a un fenomeno sottovalutato”.

Gli eventi vengono classificati in relazione alla forza di polizia oggetto di aggressione sulle strade: la Polizia di Stato (159 aggressioni pari al 31.8%), i Carabinieri (252 episodi, corrispondenti al 50.5%) Polizia Locale (91 episodi, il 18.2%) ed “Altro”, intendendo con quest’ultima voce le divise che in generale non effettuano controllo del territorio, i Pubblici Ufficiali o gli Incaricati di Pubblico Servizio, comprendendo anche conducenti di autobus (o ferrovieri), guardie private e sanitari (40 eventi corrispondenti all’8% dei casi violenti).

“È stata monitorata – commenta il presidente dell’Asaps – la stretta relazione con l’uso di alcol e di armi proprie o improprie, facendo rilevare che il 61.1% della violenza è alcol-correlata: in pratica più di un episodio su due (305 aggressioni su 499). Il 17.6% degli attacchi (88) è stato invece sferrato mediante l’uso di un’arma propria o impropria, considerando tale ogni mezzo in grado di amplificare la forza fisica”. Alcol come espressione di disagio sociale, sofferto in buona parte dalla popolazione straniera residente in Italia: 203 eventi (40.7%) hanno come protagonista “i forestieri”, la gran parte dei quali in stato di ebbrezza.

La maggior parte degli episodi avviene al nord, con 277 eventi (55.5%), mentre nel mezzogiorno e nel centro del Paese si osservano rispettivamente 113 e 109 episodi (22.6% e 21.8%). “È nostra opinione – spiega Giordano Biserni – che questa particolare violenza registrata al nord sia legata al fatto che proprio al settentrione i controlli della circolazione stradale siano più intensi e severi, come dimostrano le rilevazioni per il prelievo dei punti dalla patente e siano più frequenti e consolidate le occasioni del bere. In ogni caso – conclude – non si tratta certo di semplici infortuni sul lavoro, ma il risultato di una degenerazione dei valori e di un crescente e preoccupante rancore verso chi interviene in difesa dei più deboli e della legalità”.

Ricerca a cura di Lorenzo Borselli. Ogni ulteriore dettaglio e percentuale sul sito www.asaps.it

 

IL TIRRENO

Lucca

Serata no alcol, i ragazzi ci stanno 

Pubblico da mercoledì, ma la festa sul mare attira anche senza sballo. E già si pensa al bis 

DONATELLA FRANCESCONI 

VIAREGGIO. «No. Con l’alcol non potete entrare». L’agente della polizia municipale all’altezza delle transenne sul Viaolone potrebbe essere, per età, la sorella maggiore dei tre ragazzi arrivati con le lattine di birra in mano. Non alza la voce, sorride e dice semplicemente “no”. I suoi interlocutori non ribattono, si siedono sul marciapiede, tirano ancora qualche sorso, poi lasciano le lattine e si avviano verso la festa sulla spiaggia.

 Il Croda per una sera diventa Crodino: senza alcol lungo tutto il Vialone dalle 23 in poi, senza sbronza libera, forse con la maglia dei controlli un po’ stretta, ma con tanti ragazzini anche più piccoli di quelli che normalmente frequentano il Croda in libera uscita. Certo, era mercoledì e la festa non ha fatto i numeri del fine settimana. Ma non è stato neppure un flop e l’evento non si è trasformato in una sfida tra adulti “proibizionisti” e giovani in cerca di sballo.

 Ai varchi i controlli in borse e zaini hanno intercettato pochissime bottiglie, anche se non è mancato chi ha tentato l’ingresso alla spiaggia portando con sé un rifornimento degno di un bar. Mentre in tanti hanno preso il materiale informativo messo a disposizione all’interno dello stand messo su dal comitato “Non la bevo”. «Come presenze - commenta Roberto Giusti, rappresentante degli organizzatori dell’evento - è andata come il mercoledì di luglio. È stata una bella serata che dà l’idea che una cosa simile si possa rifare». Da ieri il Corda ha anche il suo cocktail rigorosamente no alcol, a base di succo d’ananas, arancia rossa, strizzata di limone e succo di fragola. Per i palati più esigenti “Moletto” e “Vialone” mescolano acqua tonica, granatine, bitter analcolico. Ma più delle bevute «sono andati i bomboloni». Riproposti - ed è una novità - anche nelle tre serate alcoliche «per non mandar via i ragazzi con l’alcol che galleggia nello stomaco vuoto».

 Tra le cose viste, numerosi taxi a portare e riprendere ragazzi e ragazze, ma anche tanti genitori arrivati per rendersi conto di come “buttava” la festa no alcol. «È stato un segnale - commenta Giusti - e nelle serate da ieri a sabato abbiamo voluto mantenere i cartelli sul divieto di somministrazione di alcol ai minori di sedici anni e la vigilanza per non consentire l’ingresso di superalcolici e bottiglie di vetro».

 Certo, i ragazzi hanno anche mugugnato. Come è giusto che sia. Ma gli adulti hanno detto “no”, come è altrettanto giusto che accada perché è anche così che si diventa grandi. In un processo salva vite che qualcuno deve pur avviare, con buona pace di chi - anche a sinistra - pensa che “prenderla secca” sia roba da “ganzi”, magari anche un po’ rivoluzionari.

 

NOITV

VIAREGGIO 

E' stata un successo la serata senza alcool organizzata dal comune in Darsena, con tanti giovani che hanno bevuto solo analcolici; l'iniziativa si ripetera' per tutto il fine settimana.

Divertirsi senza bere, si puo'. Se qualcuno era scettico si dovra' ricredere, dopo la riuscita serata di mercoledi' sulla spiaggia della Marina di levante della Darsena di Viareggio dal significativo titolo 'No Alcool', promossa dal Comune di Viareggio in collaborazione gli organizzatori del Croda, l'Usl 12, il comitato 'Non la Bevo', la cooperativa 'L'altro mare', gli esercenti commerciali di viale Europa e Coop. (*) Niente alcool quindi per i partecipanti alla festa. E questa birra, allora, vi chiederete; non vi fare ingannare, e' analcolica. Chi entrava alla festa veniva controllato per verificare che non avesse bevande alcoliche portate da casa o acquistate all'esterno e gli organizzatori chiedevano un documento d'identita'. Una iniziativa tanto voluta dal primo cittadino Luca Lunardi che risponde in anticipo a chi magari lo volesse accusare di proibizionismo, sostenendo che le iniziative di questo tipo non hanno lo scopo di proibire, ma di educare e sensibilizzare i giovani verso un consumo consapevole di alcool. Ma la festa senz'alcool e' appena iniziata, infatti anche nelle prossime serate, sabato compreso, sono in programma eventi festosi sul mare della Darsena durante i quali alcuni bar venderanno solo bevande analcoliche. 

 

(*) Nota: le resistenze e le difficoltà a organizzare eventi senza alcolici sono simili alle resistenze e difficoltà incontrate da chi prova a non bere o non fumare. L’ostacolo maggiore è riuscire ad immaginare che possa essere piacevole anche la sobrietà. Una volta provato molte apprensioni spariscono.

 

ANSA

SICUREZZA STRADALE: FORTE MARMI, GRATIS A CASA DOPO DISCOTECA 

Piu' di 100 auto Lancia, modelli Ypsilon e Musa, accompagneranno gratis a casa per tutto il mese di agosto turisti e residenti appena usciti da locali e discoteche di Forte dei Marmi (Lucca). Sbarca cosi' anche in Versilia il servizio 'City limousine service', volto a contrastare il fenomeno degli incidenti stradali per comportamenti scorretti alla guida e abusi di alcol e droghe. Lo annuncia in una nota la stessa azienda automobilistica. Il servizio, per il quale e' stato stretto un accordo con il Comune di Forte dei marmi, e' stato inaugurato lo scorso anno a Riccione nel periodo compreso tra 16 luglio e 31 agosto, quando piu' di 36.000 persone - rende noto Lancia automobilies - usufruirono del trasporto gratuito, che e' stato riproposto anche per quest'anno. 

 

IL SECOLO XIX

GENOVA

Multe a chi beve in strada

08 agosto 2008

Daniele Grillo

L’era dei “supersindaci”, a Genova, parte secca con due ordinanze firmate ieri dal sindaco Marta Vincenzi e in vigore già da domani sera nelle zone del Centro storico e di Sampierdarena.

No a lattine e bottiglie

La prima: divieto assoluto, dalle 22 alle 6 del mattino, di consumare all’aperto bevande nel vetro e lattine di birra in alcune vie del centro storico cittadino. Che nel dettaglio sono: Caricamento e via Sottoripa; la zona del Porto Antico compresa tra l’Acquario e i Magazzini del Cotone; piazza delle Erbe; via San Bernardo e salita Pollaiuoli; piazza della Commenda e via Prè; via e piazza della Maddalena. Questa ordinanza, che per la prima volta colpisce anche il singolo consumatore - il cliente di un bar che “trasgredisca” le altre regole in materia di vendita ma anche e soprattutto chi si porta la bottiglia o la lattina da casa - parla anche delle sanzioni nelle quali si può incorrere: 50 euro da pagare entro sessanta giorni.

Guerra a sei locali

La seconda ordinanza dichiara guerra vera ad alcuni locali ben precisi del quartiere di Sampierdarena, «esercizi oggetto di molteplici segnalazioni da parte dei cittadini». Il provvedimento dice che dopo la mezzanotte «i locali in questione non potranno svolgere alcuna attività di intrattenimento né di somministrazione di bevande». I sei locali, tutti della zona attorno a via Sampierdarena, sono i seguenti: Circolo Mangù, Circolo Quisquejia, Italian Egitto Arab Club, Montecarlo Club, Samba Caramba, Il Tempio. Questi locali, in pratica, non potranno operare come hanno fatto fino ad oggi (alcuni di questi bar e club faceva parte della lista dei diciotto “fracassoni” stilata da palazzo Tursi qualche tempo fa), «potranno solo limitarsi a svolgere attività ricreative di altro tipo». In pratica non potranno far altro che chiudere allo scoccare delle 24. I trasgressori di questa seconda ordinanza rischiano dai mille euro di contravvenzione al ritiro della licenza.

I vigili urbani, alle dipendenze del comandante Roberto Mangiardi, saranno in prima linea nelle verifiche che dovrebbero mettere alle corde i gestori “recidivi” costringendoli a rispettare le regole e inizieranno, da sabato, a rendere la vita difficile anche ai molti genovesi e non che si riversano nei fine settimana nelle strade dei vicoli. Ma anche le altre forze dell’ordine potranno, in virtù delle nuove regole in vigore, intervenire per garantire il rispetto delle nuove disposizioni.

Dicono, gli uffici di Amiu, che la passione del vetro, nelle notti della movida, costa l’impegno, oltre che dei 36 uomini previsti per il servizio 23-05 del Centro storico, anche un rinforzo di quattro uomini più una spazzatrice dalle 5 del mattino fino alle 9. E se molti esercenti osservano con scrupolosità le poche regole da rispettare per la raccolta differenziata, contribuendo alla raccolta di 500 chili di vetro ogni notte, altrettanto non si può dire per i clienti, in molti casi non troppo rispettosi del dovere civico di conferire questo tipo di rifiuti nei raccoglitori appositi. Il malcostume si tramuta nella necessità di raccogliere da terra, sottoforma di cocci e colli di bottiglia rotti, di circa 400 chilogrammi in più di materiale (inseribile solo al 60% nei processi di riciclo perchè in condizioni non adeguate).

Con questo ulteriore giro di vite, si può dire che il ferro si conficchi nel legno. Creando di fatto i presupposti per arrivare a un rispetto assoluto delle regole di convivenza tra il popolo della movida e quello dei residenti del centro storico, pendendo decisamente per rispondere agli esposti e alle lamentele dei secondi. Queste due ordinanze - rese possibili dal decreto numero 92 sulla sicurezza, appena varato dal governo - si inseriscono in un quadro che ha già visto un corposo intervento dell’amministrazione pubblica sugli orari dei degli esercizi, dei circoli privati, degli alimentari, dei phone e internet point e persino dei panificatori, che in base a una recente normativa devono essere regolati e resi noti ogni anno, con un regime di cautela maggiore in Centro storico. Soprattutto le nuove regole si aggiungono al divieto assoluto di vendita dopo il tramonto di bevande in bottiglie di vetro esteso a tutta la città e a ogni giorno della settimana. Per quanto riguarda gli orari, nel Centro storico (Prè-Molo-Maddalena, quindi nell’area compresa tra piazza De Ferrari, piazza Sarzano, piazza Cavour, via Prè, via Cairoli, via Garibaldi), il limite dell’ultima somministrazione è all’1 (si estende sino alle 2 solo il venerdì e il sabato sera e resta il vincolo dei 30 minuti per l’ultima consumazione).

 

IL GAZZETTINO

Feltre, firmato il patto per notti senza schiamazzi

Feltre

Dalla notte scorsa gli abitanti feltrini dovrebbero godere di notti più tranquille, perché un decreto tradurrà in pratica l'accordo siglato fra i titolari di una ventina di locali pubblici, Comune e forze dell'ordine. Le regole dovranno essere rispettate per garantire maggiore quiete pubblica e minori abusi di alcol. La giunta s'impegna ad effettuare più controlli notturni, i baristi saranno severi con gli avventori in caso di eccessi. Chi sbaglia paga.

 

IL GAZZETTINO (Padova)

PIOVE DI SACCO

Raffaele Zanon, Moreno Cipriotto e Annarita Doardo contestano la decisione del sindaco di vietare la vendita dei superalcolici dopo le 23 

An "spara" sull'ordinanza anti-alcol in centro 

Ma i pubblici esercenti inventano un cocktail alternativo e per la vigilia di Ferragosto concerto dei "Positiva"

Una petizione popolare per chiedere al sindaco il ritiro dell'ordinanza anti-alcol in centro storico, che entrerà in vigore dal 14 agosto al 14 settembre. L'iniziativa è del consigliere regionale di An Raffaele Zanon che, supportato dal consigliere comunale dello stesso partito, Moreno Cipriotto, e dalla presidente del circolo Destra veneta della Saccisica, Annarita Doardo, ha spiegato perché l'ordinanza non va bene così come è stata concepita. La vera lotta all'alcol non si fa a ore. A che serve vietare la vendita di super alcolici dopo le 23 quando chiunque può bere prima? spiega Zanon -. Il provvedimento del sindaco non focalizza il vero problema, ne fa solo un accenno nel testo quando chiede ai gestori di locali pubblici il corretto utilizzo delle aree a loro disposizione. Su questo siamo d'accordo anche noi ma è l'amministrazione che deve avere questo compito. A tal proposito presenterò un'interrogazione al consiglio regionale sul corretto utilizzo della polizia locale. L'ordinanza è incompleta gli fa eco Cipriotto -. E' il Comune che deve trovare fondi per far fronte alla sicurezza. Vietare la vendita dei super alcolici in centro e permettere che chiunque possa bere nei locali appena fuori dall'isola pedonale non conta. Porterò la questione nel prossimo consiglio comunale straordinario, assieme alle firme che raccoglieremo in questi giorni. Il modulo per partecipare alla petizione si troverà già da oggi nei bar del centro che daranno il loro consenso. Quella dell'amministrazione ci pare un'iniziativa di superficie aggiunge Doardo -. Piove è molto diversa da qualche anno fa, la percezione dell'insicurezza è aumentata e non è questo il modo migliore per dare risposte.

Intanto i baristi del centro corrono ai ripari. Non poter vendere super alcolici nelle notti d'estate significherà per loro una sicura perdita alla quale in qualche modo bisogna ovviare. In questo li aiuterà proprio il sindaco Mario Crosta, che fin dall'inizio ha sempre detto che il bersaglio da colpire non sono loro. Proprio la sera del 14 agosto in piazza Vittorio Emanuele sarà organizzato un grande concerto dei Positiva con ospiti speciali annuncia Giuseppe Boscaro del bar Pavoni -. Nell'occasione partiranno iniziative per sensibilizzare i giovani al corretto uso dell'alcol. Inoltre, alcuni di noi si sono già attrezzati per preparare cocktail e bevande estive al di sotto dei 21 gradi. Federica Bertaggia

 

TGCOM

Test alcolemici, il rifiuto costa caro

Rafforzate le sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza

Roma 08/08/2008 – Mano severa per chi guida dopo aver bevuto troppo o fatto uso di droghe. E neanche vale più la scappatoia del rifiuto di sottoporsi al test: da oggi, per questi casi, si applicano sanzioni pesanti. Lo scorso 5 agosto sono state confermate, e in alcuni casi rafforzate, le sanzioni previste dal Codice della strada per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’uso di stupefacenti, introdotte la scorsa estate dopo i turbamenti provocati da vari tragici incidenti imputabili a queste condotte irresponsabili dei guidatori. Ricordiamo che il tasso alcolemico sopra il quale scattano le sanzioni è 0,5 grammi/litro (0,5 g/l), e da questo limite fino a 0,8 g/l si applica una sanzione dai 500 ai 2.000 Euro, più la sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Ma vediamo ora i casi più gravi.

Se il test etilico mostra un’assunzione di alcol da parte del guidatore compresa fra 0,8 e 1,5 g/l, la multa sale da un minimo di 800 a un massimo di 3.200 Euro, ma c’è anche la sospensione della patente da 6 mesi a un anno e l’arresto fino a 6 mesi. Se si superano gli 1,5 g/l la sanzione pecuniaria varia da 1.500 a 6.000 Euro, c’è l’arresto da 3 mesi a un anno e il giudice monocratico può sospendere la patente fino a due anni. Attenzione comunque: la patente viene sempre revocata in caso di recidiva o se il guidatore ubriaco era al volante di un autobus. Non è finita, perché tutte le pene diventano doppie se il guidatore in stato di ebbrezza causa un incidente. Infine, con la sentenza di condanna, scatta la confisca del veicolo, anche nei casi di pena sospesa in via condizionale, a meno che il proprietario del veicolo non sia un’altra persona.

Il Governo ha poi colmato la lacuna che nasceva dal rifiuto del guidatore di sottoporsi al test sul tasso di alcol presente nel suo sangue. Questi può ancora rifiutarsi, ma in questo caso si applicano le sanzioni previste dall’articolo 186 comma 7 del codice stradale, e che prevedono le stesse pene di chi è stato fermato con un tasso superiore agli 1,5 g/l: ammenda da 1.500 a 6.000 Euro, arresto fino a un anno e sospensione della patente fino a due anni. Diventa così difficile il rifiuto a queste condizioni, che sono le stesse di chi si fa trovare alla guida dopo aver fatto uso di sostanze stupefacenti, con la sola differenza che la sospensione della patente varia, in questi casi, da 6 mesi a un anno.

 

LA STAMPA

Torino

I vigili: “In 4 anni aumentati i controlli ma è diminuita la percentuale dei colpevoli”

Ubriachi al volante ora è emergenza

“L’anno scorso avevamo l’emergenza extracomunitari, quest’anno registriamo quella degli automobilisti sorpresi alla guida in stato di ubriachezza”. L’osservatorio di mezza estate del procuratore vicario torinese Raffaele Guariniello lo porta ad evidenziare il nuovo fenomeno che, sul piano dei numeri, per l’area di sua competenza (la città e parte della provincia) si traduce quotidianamente in una ventina di denunce da parte della polizia municipale. E in 4-5 sequestri al giorno di automezzi in vista della confisca obbligatoria prevista, nei casi più gravi, con il decreto di condanna.

È una conseguenza delle ultime recenti disposizioni di legge, efficaci in questo caso sotto il profilo della deterrenza: ieri è toccato a un’Audi TT superaccessoriata e praticamente nuova, valore commerciale dichiarato dal disperato proprietario: 46 mila euro. L’automobilista (“Per carità, non scrivete sul giornale il mio nome se no rischio pure il posto di lavoro”) è stato sottoposto all’alcol test. Esito: tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, fascia C, la più alta delle tre previste dalla legge. Punizione prevista: arresto da tre mesi a 1 anno (con la condizionale), ammenda sino a 6000 euro e, qui cominciano le sanzioni accessorie, più efficaci, la sospensione della patente da uno a due anni, revoca per i recidivi o per chi guidi autobus o altri mezzi pesanti. Dulcis in fundo, la confisca obbligatoria dell’automobile se risulti di proprietà del reo. Vera stangata nel caso di auto di lusso.

Sesto piano del Palagiustizia, stanza della “fascia B”, in cui rientrano i reati minori ma di maggior impatto sociale. Un pool di pm e polizia giudiziaria, a turno, li inserisce in una corsia giudiziaria preferenziale. Con immediata o quasi richiesta di emissione di decreto penale di condanna ai gip. Sino a fine 2007 accadeva che gli ufficiali giudiziari riuscissero a consegnare agli interessati i decreti di condanna penale 24-36 mesi dopo la loro emissione. La causa: il forte arretrato. Agli avvocati bastava far opposizione per deviarli sul binario morto della futura prescrizione. Dal 2008 il “tappo” è stato rimosso.

Altro profilo. Mauro Famigli, comandante della polizia municipale torinese: “Non si creda che siano i giovanissimi i maggiori trasgressori colpiti. La statistiche ci dicono che sono gli uomini tra i 35-40 anni”. Alberto Gramagnini è il dirigente dei vigili urbani che organizza i controlli in collaborazione con polstrada e carabinieri: “Ne facciamo indubbiamente di più rispetto a 4 anni fa, quando abbiamo iniziato. Per questo risultano maggiori denunce, ma, e questo è un indicazione in controtendenza, rispetto al 2004 è fortemente scesa la percentuale fra controllati e sanzionati. Allora era fuorilegge uno su quattro”.

Gli automobilista al volante sono avvisati. Da internet (Geocities.com o il sito della Polizia di Stato) si possono scaricare le informazioni necessarie per calcolare il tasso alcolico che avranno rimettendosi al volante (quanto ritengono di bere, gradazione alcolica e proprio peso). E adeguarsi.

 

ORVIETONEWS

Bere, divertirsi ma non rischiare!

di Simone Zazzera

Con il "pacchetto sicurezza" il Governo ha inasprito le sanzioni per chi viene sorpreso a guidare sotto l'effetto di alcol o droghe. Le multe sono salatissime ma soprattutto si rischia (con un tasso alcolico nel sangue superiore a 1,5 grammi per litro) di vedere la propria auto finire direttamente nella mani dello Stato. Confiscata.

Il legislatore si è limitato ad innalzare le sanzioni senza spendere un soldo in campagne di sensibilizzazione ed informazioni sui rischi legati alla guida in stato d'ebbrezza. Il motivo è semplice: le campagne costano soldi, le multe li fanno incassare. Solo che fin qui le sanzioni, per quanto alte, non hanno rallentato il contatore dei morti sulle strade. (*)

Vecchia storia. Dal proibizionismo americano degli anni '30 in qua ci hanno battuto la testa un po' tutti, senza capire che più una cosa è proibita più è invitante, per quel gusto della trasgressione più o meno innato nel genere umano. È stato così per il whisky al tempo dei gangster, è così per la droga o per la prostituzione oggi.

Eppure l'estate 2008 sembra proprio la stagione dei divieti. Il sindaco leghista di Verona ha disposto multe di 500 euro per i clienti delle prostitute, il suo collega di Venezia, (PD) ha messo il divieto di chiedere l'elemosina per strada. A Bologna e Firenze i sindaci del PD hanno vietato i lavavetri ai semafori, mentre a Forte dei Marmi gli ambulanti, anche quelli con i permessi in regola, non possono vendere sulla spiaggia. A Roma Alemanno (PDL) sta pensando di vietare ai turisti di mangiarsi un panino (bivaccare?) seduti sugli scalini dei monumenti, ma è allo studio anche il divieto di rovistare nei cassonetti alla ricerca di cibo. Questione di decoro: non sta bene, meglio continuare a morire di fame. Fino al sindaco di Novara che ha proibito nelle ore notturne il formarsi di gruppi formati da più di due persone nei parchi pubblici della città. Quando gli hanno fatto notare che la norma puzzava un po' di ventennio fascista lui ha fatto spallucce con viva soddisfazione del ministro Maroni, che ha invitato i sindaci ad essere "creativi" nel proibire.

Vietato. Vietato. Vietato. Come vendere alcolici nelle discoteche (ma non nei bar e nei negozi aperti h24) dopo le due di notte, perché l'alcol, che i medici definiscono una "droga legale", è causa di un gran numero di incidenti stradali, soprattutto nel weekend, e fa vittime soprattutto fra i giovani.

Giustissimo.

Solo che il dito viene puntato sempre contro quegli stessi giovani cui nessuno perde tempo a spiegare quali sono i rischi, quali gli effetti di certi comportamenti. Sono tutti troppo impegnati a vietare, a criminalizzare comportamenti vecchi come l'uomo (il vino era il nettare degli dei), per perdere tempo a spiegare.

Così in questa estate proibizionista per due sere almeno Orvieto ha deciso di andare contro corrente.

Sinistra Democratica, all'interno della festa per l'Unità della Sinistra in programma ai giardini di Sferracavallo, ha organizzato due serate dimostrative per parlare con i ragazzi dei rischi legati alla guida in stato d'ebbrezza. Durante la prima serata, venerdì 8 agosto, verranno preparati cocktail analcolici e a bassa gradazione alcolica distribuiti gratuitamente insieme ad un volantino informativo sugli effetti dell'alcol su chi si mette alla guida. Come barman sono stato chiamato a spiegare che si possono chiedere cocktail gustosi, dissetanti anche se analcolici o leggermente alcolici, senza spappolarsi il fegato ogni weekend. (**)

Mentre sabato 9 agosto verranno distribuiti etilometri monouso per poter misurare il proprio stato psicofisico prima di mettersi in macchina.

Un modo semplice per non demonizzare l'alcol, informando allo stesso tempo sui suoi effetti indesiderati. Perché come avviene in molti casi non è l'uso la causa del rischio ma l'abuso. In attesa che anche il legislatore si renda conto che INFORMARE forse non sarà redditizio come MULTARE ma sicuramente è più efficace di VIETARE.

 

(*)   Nota: si possono fare molte discussioni teoriche sul proibizionismo. In ogni caso si devono conoscere dei dati di realtà, come ad esempio che con le nuove norme gli incidenti sono diminuiti. Altrimenti la discussione rischia di diventare una esercitazione di filosofia. 

 

(**) Nota: chi ha scritto questo articolo è un barman. Ha molta fiducia nell’informazione. Forse non sa che la semplice informazione, da sola, aumenta i rischi. Tra i barman l’incidenza del problemi alcol correlati è più alta della media.  

 

L’ARENA

SICUREZZA IN STRADA

Palazzo Barbieri rende noti i dati dopo l’introduzione delle norme decise dal governo contro chi beve o assume droghe prima di guidare

Ubriachi al volante, stop alle notti folli

Saranno confiscate le 27 vetture sequestrate ad automobilisti con tasso alcolico superiore a 1,5 Altamura: grazie ai servizi di prevenzione abbiamo disinnescato molte «bombe»

Dal 26 maggio scorso, quindi in poco più di due mesi dall’entrata in vigore del pacchetto sicurezza del governo, decreto ora convertito in legge, la polizia municipale ha sequestrato 27 automobili a persone sorprese a guidare con un tasso di alcol nel sangue superiore a 1,5 grammi per litro. Il dato è stato reso noto ieri a Palazzo Barbieri dal comandante Luigi Altamura che ha presentato un primo bilancio dopo il giro di vite deciso dal governo in fatto di lotta contro chi guida in stato di ebbrezza. «L’ultima vettura caduta nella rete», fa sapere Altamura, «era praticamente nuova, aveva fatto solo cinquemila chilometri e il guidatore è stato sorpreso con un tasso alcolemico di 2,76. Non si è ancora reso conto che non la rivedrà mai più». A meno che qualcuno non l’acquisti per suo conto all’asta giudiziaria che si terrà prossimamente. Le norme, infatti, prevedono la confisca delle auto sequestrate.

Alla presentazione dei risultati ha partecipato anche il sindaco Flavio Tosi. In questo stesso periodo, è stato sottolineato ieri per evidenziare il dato veronese, a Trento i veicoli sequestrati sono stati 16.

Ieri è stato fatto un bilancio anche del piano «Notti sicure» scattato il primo gennaio. «Fino al 30 giugno», ha detto il comandante Altamura, «le nostre pattuglie hanno percorso 25mila chilometri, due volte la distanza tra Italia ed Australia, mostrando un impegno straordinario motivato dalle centinaia di segnalazioni che ci giungono». In sei mesi sono stati quasi 3.200 i veicoli e 3.400 le persone controllate, il 30 per cento in più rispetto allo scorso anno. I conducenti sottoposti ad alcoblow, lo strumento che segnala se una persona si è posta alla guida dopo aver bevuto, sono stati 2.500. Di questi, 1.960 sono stati poi sottoposti all’alcoltest. Solo una minima parte, il 6 per cento, di questi è poi risultato positivo, ma il dato preoccupante è che spesso i livelli rilevati sono molto superiori al limite di 0,50 grammi per litro, in media il tasso è di due. La punta massima è stata di 3,96.

Durante i controlli sono stati inoltre rilevati 88 incidenti, 1.500 violazioni al codice della strada e 121 notizie di reato, di cui 113 per guida in stato di ebbrezza e 8 per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Dei 121 automobilisti fermati in stato di alterazione psicofisica, solo 24 sono stati individuati a seguito di un incidente stradale: in 23 avevano abusato di alcol e uno di droghe. E dei 180 conducenti in stato di ebbrezza individuati nei primi sei mesi di quest’anno dalla polizia municipale, oltre il 62 per cento è stato fermato proprio durante il servizio notturno. «Vere e proprie "bombe" potenziali», li ha definiti il comandante dei vigili, «che grazie alle nuove tecnologie di cui disponiamo siamo riusciti a disinnescare». Durante l’ultimo controllo effettuato in via Forte Tomba sono stati controllati 91 automobilisti in tre ore. Sei di questi sono stati segnalati all’autorità giudiziaria.

Nello stesso semestre, infine, sono stati controllati dalla polizia municipale oltre 350 esercizi pubblici in particolare bar e pub. Le verifiche sono state compiute spesso su richiesta dei cittadini che avevano segnalato problemi di disturbo della quiete pubblica e disagi alla viabilità.

«Il bilancio di questa attività». commenta il sindaco Tosi, «è più che positivo. Sulle politiche per la sicurezza il Comune ha investito molto, ma stanno producendo un miglioramento della qualità della vita dei cittadini». E.S.

 

IL TIRRENO

Grosseto

Alzano il gomito alla Festa della birra A tre i carabinieri ritirano la patente 

SORANO. Alzano il gomito alla festa della birra, si mettono alla guida e finiscono nei guai.

 I carabinieri della compagnia di Pitigliano hanno continuato ad effettuare servizi straordinari di controllo, in particolare nei comuni di Sorano e nella località termale di Saturnia.

 Controlli sulla strada regionale 74 nel tratto tra Sorano e Pitigliano, a poca distanza dalla frazione San Quirico di Sorano che c’era la Festa della birra. Durante tali servizi i carabinieri del nucleo radiomobile di Pitigliano hanno sottoposto a verifica del tasso alcolico con etilometro molti automobilisti al rientro dalla serata. Per tre persone è scattato immediatamente il ritiro della patente e la segnalazione alla Procura. Si tratta di C.P. 70enne di Sorano, B.V. 40enne e R.V. 30enne, entrambi della provincia di Viterbo, tutti avevano superato ampiamente il tasso alcolico limite per guidare autoveicoli con valori rispettivamente di 1,12 - 1,52 ed 1,15 g/l. Comunque tutto il fine settimana ha visto il nucleo radiomobile di Pitigliano impegnato anche in Saturnia dove sono stati operati molti sequestri di sostanza stupefacente, prevalentemente hashish, usata da giovani avventori che dopo aver fatto un bagno termale approfittano della tranquillità dei luoghi, per dedicarsi al consumo di droghe. I carabinieri hanno fermato quattro giovani, di età compresa tra i venticinque ed i trentadue anni, tutti della capitale, mentre erano intenti a consumare della sostanza stupefacente, in totale sono stati sequestrati quasi dieci grammi di hashish. Tutti segnalati alla Prefettura. I carabinieri di Manciano hanno denunciato alla Procura in stato di libertà A.C., 42enne autotrasportatore di Manciano, che nonostante avesse la patente di guida revocata era alla guida di un automezzo pesante.

 

IL TIRRENO

Ubriachi al volante 

I carabinieri ritirano tre patenti 

LUCCA. I carabinieri del radiomobile assieme a quelli della stazione di Capannori hanno effettuato una serie di controlli sulle strade secondarie della Piana per combattere la guida in stato di ebbrezza. Tre gli automobilisti trovati al volante con un tasso alcolemico tre volte superiore rispetto al limite minimo consentito dalla legge. Si tratta di S.A., 38 anni, operaio, residente a Porcari, che era al volante di una Punto; L.A., 26 anni, operaio, di Barga, alla guida di una Clio e T.S., 42 anni, di Lucca, a bordo di una Citroen Xsara. Per loro denuncia e patente sospesa per un anno.

 E sempre i militari di Capannori hanno denunciato per furto e negoziazione fraudolenta di carta di credito Z.R., 31 anni, ucraino che a metà luglio si era reso responsabile del furto del portafogli di un connazionale a cui aveva sottratto la carta bancomat prelevando 600 euro.

 

IL RESTO DEL CARLINO

IL GRAVE INCIDENTE DI SABATO NOTTE A PUNTA MARINA: ACQUISITE LE ANALISI FATTE IN OSPEDALE

Quello scooterista era proprio ubriaco

Se di 1.47 era il tasso alcolemico riscontrato alle 6 del mattino, perchè solo allora il conducente dello scooter che nella notte fra sabato e domenica in viale dei Navigatori a Punta Marina ha travolto un ciclista e due pedoni, aveva dato il consenso al prelievo, ben maggiore è il tasso accertato alle analisi del sangue prelevato dal medico del pronto soccorso nell’imminenza del ricovero, ovvero tre ore prima. Dalla cartella clinica acquisita su disposizione del pm Isabella Cavallari dalla Polizia stradale di Faenza — che ha eseguito i rilievi — risulta un tasso alcolemico addirittura di 2.13.

Il grave incidente avvenne all’altezza della discoteca Bbk. Lo scooter, condotto da un ragazzo bolognese di 27 anni, travolse un ciclista fratturandogli una gamba, poi la bicicletta finì come un proiettile contro due passanti: Barbara Bettocchi di 43 anni residente a Imola fu colpita alla testa e le sue condizioni apparvero subito gravissime. La donna è ancora in coma presso il reparto di rianimazione del ‘Bufalini’ di Cesena.

Il conducente dello scooter in un primo momento si rifiutò di sottoporsi alla prova dell’etilometro; poi acconsentì alle analisi solo verso le 6. E in questo frangente il tasso risultò contenuto all’interno del limite, 1.50, oltre il quale scatta il sequestro del mezzo ai fini della confisca. Ora invece con il nuovo dato scatterà appunto anche il sequestro del mezzo che alla condanna sarà confiscato se non risulterà di proprietà di terzi. La pena per la guida in stato di ebbrezza, aggravata dall’incidente provocato, va da sei mesi a due anni di arresto; aggravate anche la pena per le lesioni arrecate ai passanti

 

IL TEMPO

San Martino L'uomo è anche rimasto lievemente ferito

Ubriaco causa un incidente, 33enne denunciato dai carabinieri

LARINO La giornata di ieri è stata abbastanza impegnativa per i Carabinieri della Compagnia di Larino, ma soprattutto per i militari delle Stazioni Carabinieri di San Martino in Pensilis e Lucito.

I Carabinieri di San Martino, infatti, all'alba hanno controllato un'autovettura alla cui guida hanno identificato G. G. un 33enne residente del posto. Questi, che versava in stato di ebbrezza alcolica, aveva causato addirittura un piccolo incidente stradale nel corso del quale era rimasto lievemente ferito.

Nonostante l'evidente stato di alterazione psicofisica, il giovane aveva rifiutato di sottoporsi all'accertamento sul tasso alcolemico. Per questo motivo è stato denunciato in stato di libertà dai Carabinieri che lo avevano controllato, alla Procura della Repubblica di Larino, per guida in stato di ebbrezza alcolica.

Immediato è scattato il ritiro della patente di guida.

 

IL MESSAGGERO

Trans stuprato e ucciso, i due fermati confessano: l'aggressione dopo aver assunto droga e alcol

MILANO - Una rapina, uno stupro e poi un violentissimo pestaggio. Così è morto Gustavo Brandau, transessuale brasiliano di 30 anni conosciuto come "Samantha", in Italia da clandestino. Davide Grasso, 19 anni, residente a Rozzano (Milano), oggi ha cercato di spiegare che cos'è accaduto quella notte in cui lui e un ragazzo marocchino di 17 anni hanno causato la morte di Brandau.

Sia Grasso che il minorenne marocchino hanno confessato, davanti al pm Fabio Napoleone, la loro partecipazione all'aggressione, avvenuta dopo aver assunto droga e alcool. Il gip Paola Belsito ha convalidato il fermo di Grasso, difeso dall'avvocato Roberta Ligotti, per rapina, violenza sessuale e sequestro di persona a cui è seguita la morte.

Negli interrogatori ciascun indagato avrebbe cercato di scaricare sull'altro le principali responsabilità raccontando, però, di non aver preordinato la morte del viado, che sarebbe stato lasciato ancora vivo lunga la tangenziale. Il corpo del brasiliano era stato abbandonato lungo la Tangenziale Ovest, dove gli agenti lo avevano ritrovato dopo la segnalazione di un altro trans che era presente quando i due hanno costretto Brandau a salire a bordo della loro auto.

Secondo la ricostruzione degli agenti della Squadra Mobile, il 29 luglio, Grasso e il minorenne marocchino hanno chiesto una prestazione sessuale gratuita al viado, in via Novara; poi lo hanno sequestrato, violentato e colpito (non si è certi se con un coltello o un cacciavite) prima di abbandonarne il corpo, che sarebbe stato ritrovato una settimana dopo in avanzato stato di decomposizione. La scena del trans caricato a forza a bordo di una Ford Escort, che i due avevano rubato, era però stata ripresa dalle telecamere messe per motivi di sicurezza dal comune e da un altro trans, "Paola", che aveva cercato di intervenire, senza riuscire a sventare il sequestro. Poi , dopo qualche incertezza, essendo anch'egli clandestino, si era rivolto a un avvocato e quel misterioso episodio era stato denunciato alla polizia. La Ford era stata trovata intrisa di sangue. All'interno della vettura, le impronte digitali del minorenne. Fermato, il giovanissimo marocchino è stato il primo a confessare, facendo il nome del complice.

 

IL TEMPO

Passo Corese

Ubriaco devasta la stazione Arrestato dai carabinieri

Si è accanito con violenza su vetrate, sedie e panchine della sala d'attesa della stazione ferroviaria di Passo Corese. Francesco G., romano di 40 anni, con precedenti, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Poggio Mirteto. L'uomo, in evidente stato di ebbrezza alcolica, è stato bloccato nella tarda serata di ieri dai militari, avvertiti da alcuni viaggiatori, mentre danneggiava la sala d'attesa della stazione Lazio nord

L'accusa per l'uomo è di danneggiamento di edifici destinati ad uso pubblico. È stato rinchiuso nel carcere reatino di Santa Scolastica.

 

CORRIERE DELLA SERA

Le universita' vietano lo "sport" diffusissimo tra gli studenti

Troppo alcol tra i giovani, crociata negli Usa contro il "beer pong"

La gara consiste nel far centro in un bicchiere pieno di birra con una pallina da tennistavol: chi perde beve

NEW YORK - Allarme tra genitori e dirigenti universitari americani per il nuovo trend che imperversa nei campus Usa: il “beer pong”, dove i giocatori cercano di gettare la pallina di ping pong dentro numerosi bicchieri di birra sistemati alle due estremità del tavolo da gioco e sono costretti a berla in caso di perdita. Cioè se il loro bicchiere viene colpito o se, quando è il loro turno, non fanno "canestro" nel bicchiere dell’avversario.

L'ALLARME - «È una ubriacatura non stop assicurata» denuncia un genitore. Secondo il settimanale Time l’America ha dichiarato guerra al beer pong, accusato di aggravare un problema già endemico nei college USA: l’alcolismo degli studenti. Secondo un recente studio effettuato dell’università di Harvard su un campione di oltre 50.000 studenti in 120 college americani, l’ubriacatura estrema ed estemporanea è oggi parte integrante della cultura dei campus. Per correre ai ripari diverse università, tra cui Georgetown, Yale, Amherst e Tufts, hanno messo al bando il beer pong, spesso anche nei dormitori designati agli studenti over-21, che possono cioè bere legalmente. «Siamo consapevoli che l’età legale per bere in America è di 21 anni - si giustifica il portavoce della Tufts University Michelle Bowdler - Ma non vogliamo che i nostri studenti partecipino ad attività che possono danneggiare loro e gli altri».

PROIBIZIONISMO - Ma la crociata anti-beer pong ha sortito effetti insperati. Al Dartmouth College, dove è stato sostituito con il water pong, si sono verificati numerosi casi d’intossicazione d’acqua che, a detta degli esperti, può essere altrettanto pericolosa. «I proibizionismo non serve a nulla», teorizza Tammy Gocial, dean degli studenti al Kenyon college, in Ohio, che invece di mettere al bando il beer pong ha sviluppato una campagna anti-alcool per sensibilizzare gli studenti al problema. E anche se il nuovo "sport" è stato vietato in diverse città del New Jersey, secondo Time «è qui per stare». Il prossimo gennaio i più entusiasti aficionado del nuovo trend si sono già dati appuntamento a Las Vegas per l’annuale Campionato Mondiale di Beer Pong, organizzato dal sito bpong.com. Tutti possono partecipare, italiani inclusi; basta che amino la birra e non abbiano paura di perdere.

Alessandra Farkas

 

IL GAZZETTINO

Los Angeles

C'è un ragazzetto giovane e ubriaco che ...

C'è un ragazzetto giovane e ubriaco che gioca a carte e pensa alle donne e a divertirsi. L'immagine successiva è quella di un uomo in completo grigio, seduto alla scrivania dell'ufficio ovale. Come si è passati da quella prima immagine alla seconda? Si chiede Oliver Stone nel trailer del film sull'attuale inquilino della Casa Bianca George W. Bush. Il film, dal semplice titolo "W", uscirà negli Stati Uniti a metà ottobre, in tempo per le elezioni presidenziali di novembre. Stone, già regista di "JFK" e "Nixon", sta per concludere la produzione del film che racconterà gli anni della giovinezza di Bush, quelli della droga e dell'alcool, delle notti passate nei locali notturni, a giocare d'azzardo, o magari nella guardiola di un posto di polizia. Non è stato facile trovare chi avesse voglia di interpretare l'attuale Presidente nel film. Lo stesso Josh Brolin (recentemente candidato all'Oscar per il suo ruolo in "Non è un paese per vecchì" dei fratelli Coen) in principio non voleva saperne: «Inizialmente ho riposto con un secco no - racconta l'attore - trovavo insano raccontare di Bush quando questi era ancora in carica ma poi Stone mi ha spiegato che non si sarebbe trattato del racconto degli anni della politica ma del periodo precedente, ed allora ho letto il copione e me ne sono innamorato. Ho provato persino empatia per questo ragazzo viziato, ed ho deciso di interpretarlo».

 

QUOTIDIANO.NET

CANTANTE DEGLI AEROSMITH

Steven Tyler scrive un'autobiografia E racconta gli eccessi di alcol e droga

"Le leggende sui festini della band e sull'uso di stupefacenti sono tutte vere e questa volta le sentirete uscire direttamente dalla mia bocca". Questa la promessa di Tyler nella suo nuovo libro che uscirà nel 2009

New York, 8 agosto 2008 - Il cantante degli Aerosmith Steven Tyler sta scrivendo la sua seconda autobiografia, ancora senza titolo, in uscita nel 2009. Ecco, una divisione della casa editrice HarperCollins, ha vinto all'asta i diritti di pubblicazione e sborserà due milioni di dollari per il libro di Tyler, che si annuncia come una summa degli ultimi cinque anni di vita della rockstar sessantenne tra droga ed eccessi.

Ho tanti aneddoti scandalosi nel cassetto e sto per rivelarli al mondo."Le leggende sui festini degli Aerosmith e sull'uso di droghe sono tutte vere e questa volta le sentirete uscire direttamente dalla mia bocca", ha promesso Tyler.

Nel 2003 la band aveva già raccontato il proprio stile di vita sregolato nel libro 'Walk this way: The autobiography of Aerosmith', facendo riferimento alla canzone 'Walk this way', successo del gruppo negli anni Settanta, Tyler, che si è sempre dichiarato salutista convinto, a differenza di come lo dipingevano i media, lo scorso maggio ha rivelato di essere stato in una comunità di recupero perché aveva bisogno di un "ambiente sicuro in cui riprendersi". Un preludio alla bomba autobiografica attesissima dai fan della band di Boston, in Massachusetts.

 

IL SECOLO XIX

Al volante sotto l'effetto di alcol e droga il diciannovenne che ha investito un vigile Alcolici e musicala Riviera si divide.

 

IL MESSAGGERO VENETO

camionisti, alla guida soltanto se astemi

tre denunce e ritiro di patente per guida in stato d'ebbrezza

 

L’ADIGE

L'hanno vista aggirarsi per Strigno completamente ubriaca

 

Rassegna stampa vino, birra ed altri alcolici del 9.8.08


 

SEGNALAZIONE DI BEPPE CORLITO

"se avete SKY vi invito a guardare la trasmissione che abbiamo realizzato sugli stili di vita per MAREMMA CHANNEL che andrà in onda sul canale 914 domenica 10 agosto alle 16. C'erano anche i Club ed era un contesto allargato molto interessante”

 

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IL MATTINO

Birra, oggi festa tra le polemiche

09/08/2008 - GIANPAOLO RICCA

«Non desidero alimentare alcuna polemica: la Festa della Birra non è una manifestazione per alcolisti, né invoglia ad abusare dell'alcol, ogni critica è solo strumentale». Così reagisce Antonio Aliberti, presidente dell'associazione di volontariato «Il punto», alle mille polemiche scatenatesi negli ultimi giorni intorno alla Festa della Birra il cui inizio è previsto per stasera. Una protesta dai toni accesi promossa da don Nello Senatore, parroco di Aiello, e supportata dall'adesione di circa trenta associazioni. Don Nello ribadisce da giorni il suo "no" alla manifestazione che definisce «inopportuna» sia perché promuove la somministrazione di una bevanda alcolica e anche perché organizzata da un'associazione che si occupa di primo soccorso. Polemiche roventi che hanno coinvolto anche il sindaco di Baronissi, Franco Cosimato e i vertici della Provincia di Salerno. Questi ultimi, attraverso una lettera del presidente Angelo Villani, si son tirati fuori dalla querelle affermando la loro contrarietà all’evento e smentendo ogni patrocinio, nonostante il logo della Provincia appaia nei manifesti. Cosimato, da parte sua, ha affermato che «è giusta una politica sociale volta a trasmettere specie alle nuove generazioni i pericoli dell'abuso di bevande alcoliche, ma che ciò non ha nulla a che vedere con la Festa della Birra». Un nuovo attacco è giunto però ieri mattina quando, sul sito web della parrocchia di San Pietro, don Nello ha pubblicato un editoriale in cui denuncia l’atteggiamento, a suo dire scorretto, del primo cittadino e del presidente de "Il punto". «Due anni fa Cosimato e Aliberti vennero in parrocchia, si parlò della manifestazione, ed entrambi la riconobbero come inopportuna e da non ripetersi. Tant'è che nel 2007 non si è svolta, ma quest'anno è stata riproposta». «La kermesse - chiarisce Aliberti - nasce da un'idea di anni fa di tutti i volontari. Forse all'epoca il problema dell'abuso di alcol si avvertiva di meno, ma ciò non toglie che la nostra è una manifestazione assolutamente sana. Non fuggiamo davanti ai problemi, ritengo giustissimo fare informazione e tutelare la salute dei cittadini, specie i più giovani. Ma la Festa della Birra è un bell'evento, cresciuto negli anni e continueremo a farlo. Non trovo contraddittorio che una simile iniziativa nasca da un'associazione di volontariato, anzi, la nostra presenza garantirà un più attento monitoraggio della situazione. Faremo informazione, non solo dal palco invitando a bere con moderazione, ma ci sarà persino uno stand della polizia stradale con tanto di etilometro. Infine la nostra manifestazione sarà dedicata ad un volontario che ci ha lasciati due mesi fa e non ha alcun fine di lucro: poco tempo fa ci hanno rubato un mezzo antincendio, se qualcosa entrerà nelle nostre casse sarà utile a ricomprare quello». Tra i contendenti una voce laica, quella dello pschiatra Giulio Corrivetti, direttore dell’unità operativa di Igiene mentale dell’ASl Sa 2. «Non demonizzerei la birra - chiarisce - ci sono ben altre sostanze, mi riferisco alle droghe, pericolose. addirittura letali, per i nostri ragazzi. Diffusissime, purtroppo. Una vera minaccia per la gioventù. Festa inopportuna? Beh, solo perchè la birra, al contrario del vino, non appartiene alla nostra tradizione».

 

IL MATTINO

PONTECAGNANO 

Sicurezza, alcol vietato ai minori 

09/08/2008 - EMANUELA ANFUSO

Pontecagnano Faiano. Maggiore sicurezza per i cittadini di Pontecagnano Faiano. La promessa è del sindaco della città Ernesto Sica all'indomani della legge con la quale sono stati conferiti maggiori poteri ai comuni. Il primo cittadino Sica ha emanato una nuova ordinanza con la quale si dice basta ai fenomeni di bullismo ed alla consumazione di bevande alcoliche tra i giovani e nelle ore notturne. Il provvedimento riguarda soprattutto gli esercizi pubblici e ricreativi a cui si fa divieto di vendita e di somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni. (*) Una misura necessaria dopo i tanti episodi di degrado sociale come schiamazzi notturni, fenomeni di bullismo, teppismo ed i non pochi casi di violenza, compiuti da persone in preda all'alcool o a sostanze stupefacenti. Il comune di Pontecagnano Faiano ha inteso attuare in tempi brevi le linee volute dal governo per ridare sicurezza e tranquillità alle città. In questi giorni i cittadini hanno chiesto alla polizia municipale di Pontecagnano Faiano di intensificare i controlli in città. L'altra sera alcuni giovinastri sono stati visti scorazzare nei giardini pubblici di piazza Sabbato a bordo di motorini. Qualche notte fa pare si sia verificata una rissa sempre in pieno centro. Tutti episodi che hanno convinto il sindaco Sica ed il comandate della polizia municipale Fabrizio Leone, ad adottare le maniere forti nei confronti di balordi e teppisti che minacciano da tempo la quiete pubblica. I cittadini sono preoccupati e non si sentono tranquilli. Nella stessa ordinanza si ribadisce la lotta al fenomeno della prostituzione, ma anche al commercio abusivo ed all'illecita occupazione di suolo pubblico. Il numero delle lucciole si è sensibilmente ridotto dopo i controlli avviati dallo scorso mese dai vigili urbani della città picentina. Saranno gli operatori della polizia municipale a occuparsi dei controlli, insieme ai carabinieri della locale stazione guidata dal maresciallo Andrea Ciappina. I vigili urbani circoleranno per le strade cittadine sino all'una di notte. Da mezzanotte all'alba sono vietati assembramenti e schiamazzi, ma anche caroselli di auto e moto.

 

(*) Nota: riguardo alla somministrazione ai minori di anni sedici la legge c’è già. In merito alla vendita, dall’articolo non si capisce se il divieto è limitato alle ore notturne. Nel qual caso sarebbe un provvedimento piuttosto limitato.

 

LA PROVINCIA DI VARESE

Etilometri in tutti i bar per prevenire la sbronza

Campagna di sensibilizzazione contro l'abuso di alcol abbinata ai Mondiali di ciclismo

Etilometri in tutti i bar, zone “chill out” per rilassarsi e magari riprendersi dagli effetti di una sbronza, aperitivi analcolici offerti abbinamento a stuzzichini ispirati ai Mondiali di ciclismo. Ecco le iniziative in programma per l’Alcol Prevention Day 2008, la giornata-evento che accompagnerà la manifestazione iridata con una serie di iniziative finalizzate a sensibilizzare i giovani sull’importanza di un consumo equilibrato di alcol. Partita da Ascom e supportata dall’assessorato ai servizi sociali, dalla Cooperativa lotta contro l’emarginazione (Colce) e da Confesercenti, l’organizzazione è appena iniziata ma già le anticipazioni non mancano.

L’evento principale sarà il concorso per “l’aperitivo mondiale”: i bar che decideranno di partecipare, gratuitamente si intende, saranno chiamati a presentare un innovativo aperitivo analcolico corredato da stuzzichini a tema ciclistico tra le 17 e le 19 del 20 settembre. Sarà un’apposita giuria formata da esperti del settore a valutare le proposte e a eleggere il vincitore, che sarà premiato il 24 settembre sullo stesso palco che pochi giorni dopo calcheranno i campioni del mondo.

Ma l’iniziativa prevede molto di più. «Intanto abbiamo l’idea di fornire di etilometro tutti i bar che vorranno partecipare» spiega Antonella Zambelli, fiduciaria Fipe ed entusiasmata organizzatrice dell’evento. Sarà allestita una mostra fotografica in centro per raccontare visivamente i rischi derivanti dal consumo di alcol, e in piazza San Giuseppe sarà mostrata un’auto incidentata con l’abitacolo riempito di bottiglie vuote, a dimostrazione pratica di quali possano essere le conseguenze dirette.

 

IL TRENTINO

Proteste in paese dopo la movimentata festa rock «Scossoni di agosto»

Ragazzi e alcol anche a Pomarolo

POMAROLO. Ancora lamentele contro i giovani fracassoni e ubriachi. A Rovereto non si è ancora sopita del tutto la bufera scatenata dalla Noisy Parade: sui forum locali di Internet continuano i commenti, con molti giovani che difendono la manifestazione e accusano chi protesta di non permettere di divertirsi. Intanto, si aggiungono contro di loro ulteriori proteste da parte di adulti. Questa volta è un gruppo di genitori di Pomarolo, che lamenta il disturbo dato dalla festa “Scossoni di agosto”, tenutasi lo scorso fine settimana nel parco del paese. Musica ad alto volume, giovani ubriachi fradici, con rumori e grida fino alle prime ore del mattino. «Siamo un gruppo di genitori arrivati in paese da poco - commenta una madre - e siamo scandalizzati dopo quanto accaduto. Da una parte ci spiace per i comportamenti tenuti da questi giovani, davvero poco rispettosi non solo degli altri, ma anche della loro stessa salute. Ci rivolgiamo però anche all’amministrazione, che dovrebbe stare più attenta nell’autorizzare feste simili. Il luogo stesso, il parco dedicato ai bambini in centro al paese, non era certo dei più adatti».

 

L’ADIGE

Notti sicure: sequestri e alcoltest

In poco più di due mesi dall’entrata in vigore del decreto sul pacchetto sicurezza, ora convertito in legge, sono 27 le auto sequestrate dalla Polizia Municipale, per essere confiscate, ai proprietari dei veicoli sorpresi a guidare con un tasso di alcool nel sangue superiore a 1.5 g/l. Il dato è stato reso noto nell’ambito della conferenza stampa in cui è stato presentato il bilancio del progetto “Notti sicure nei quartieri”, relativo ai controlli notturni sul territorio comunale effettuati dalla Polizia Municipale di Verona nel primo semestre di quest’anno: erano presenti il sindaco Flavio Tosi e il comandante della Polizia Municipale Luigi Altamura.

In tema di sicurezza stradale sono stati quasi 3.200 i veicoli e 3.400 le persone controllate, il 30 per cento in più rispetto allo scorso anno; 2.500 i conducenti sottoposti ad alcoblow, lo strumento che segnala se una persona si è posta alla guida dopo aver bevuto; quasi 2.000 i conducenti che hanno poi effettivamente soffiato nell’alcoltest: di questi il 6% è risultato positivo, spesso con tassi di molto superiori alla quota consentita (0.50 g/l), fino ad arrivare a punte di 2.76 e 3.96 g/l. “Un bilancio positivo”, spiega il sindaco Tosi, “perché grazie all’aumento dei controlli della Polizia Municipale, soprattutto serali e notturni, sono state maggiormente evidenziate le problematiche legate sia all’abuso di alcool e stupefacenti che in altri ambiti. Fondamentali sono state le segnalazioni e le richieste dei cittadini relative a problemi legati ad esercizi pubblici, commerciali, affittacamere abusivi, laboratori clandestini e situazioni di occupazione di immobili. Sulle politiche per la sicurezza il Comune ha investito molto, ma con buon risultato per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini”.

Dal bilancio dei controlli risultano rilevati 88 incidenti, 1.500 violazioni al Codice della strada e 121 notizie di reato, di cui 113 per guida in stato di ebbrezza e 8 per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Dei 121 conducenti fermati in stato di alterazione psicofisica solo 24 sono stati individuati a seguito di incidente stradale, 23 per alcol ed uno per sostanze psicotrope. Dei 180 conducenti ubriachi individuati nei primi sei mesi del 2008 dalla Polizia municipale, il 62,7% è stato fermato proprio durante il servizio notturno.

Nel primo semestre di quest’anno infine sono stati controllati dalla Polizia Municipale oltre 350 esercizi pubblici in particolare bar e pub. I controlli sono stati effettuati spesso su richiesta dei cittadini per problemi di disturbo della quiete pubblica e disagi alla viabilità. Oltre alle verifiche di legge su autorizzazioni e personale all’interno, gli agenti sono intervenuti anche multando auto in divieto di sosta e intimando ai clienti di abbassare la voce e rientrare.

 

IL GAZZETTINO

Verona multa chi sporca i muri, Genova chi beve 

Gara di creatività fra sindaci con i nuovi poteri conferiti ai Comuni dal ministro Maroni

Roma

I nuovi poteri riconosciuti dal ministro Maroni ai sindaci sembrano aver innescato una sorta di competizione tra i primi cittadini che in questi giorni si sfidano a colpi di ordinanze in una gara a chi è più creativo, come aveva raccomandato il responsabile del Viminale. È di ieri la decisione che vieta l'utilizzo delle panchine pubbliche di Voghera, a partire dalle 23, «a gruppi composti da più di tre persone», firmata dal vicesindaco Percivalle. Un'iniziativa che sta sollevando aspre critiche soprattutto da parte degli anziani che ne sono i più assidui frequentatori. E fa discutere l'ordinanza del sindaco di Cernobbio Saladini secondo cui chiunque voglia diventare residente (anche i nuovi sposi) dovrà accettare un'ispezione igienico-sanitaria della sua casa da parte di agenti di polizia municipale, il cui parere sarà decisivo. A Genova nei carrugi del centro storico non si potrà più passeggiare con una bottiglia o una lattina di bevande alcoliche in mano, pena una multa che va dai 25 ai 500 euro.

Intanto a Verona è scattata la sanzione di 500 euro per chi imbratta muri e monumenti o anche deturpa targhe pubbliche e segnaletica stradale o panchine, voluta dal sindaco Tosi, lo stesso che ha appena vietato l'accattonaggio (pena la confisca del denaro e una sanzione di 100 euro) e sta spingendo per introdurre multe da 500 euro per i clienti delle prostitute in strada. Sempre a Verona, il Comune ha dato lo stop all'utilizzo di un capannone come luogo di preghiera per un gruppo di fedeli islamici. In serata Tosi ha chiarito che non in città non c'è alcun progetto relativo a una moschea, e che la richiesta bocciata riguardava un cambio d'uso non autorizzato.

A Novara ha fatto scalpore il divieto imposto dal sindaco Giordano di sostare in parchi e giardini in più di due persone. Tra le prime ordinanze creative annunciate, ha avuto invece una battuta d'arresto, dopo il coro di no di alcune comunità, quella anti-rovistaggio nei cassonetti voluto dal sindaco di Roma, Alemanno e che sembrava in dirittura d'arrivo.

La più gettonata tra le ordinanze è quella "anti vu cumprà". Il sindaco di Alassio, prendendo esempio da Venezia, ha già firmato un'ordinanza che vieta il trasporto di mercanzia in borsoni e sacchi di plastica. Un doppio stop a venditori abusivi e graffitari, viene dal sindaco di Massa, Pucci che annuncia l'installazione di telecamere nei punti più nevralgici. Per «tutelare il decoro», anche il primo cittadino di Padova Zanonato farà multare i clienti di prostitute che intralciano il traffico ma anche i casi di immobili occupati, di aree invase da ambulanti, o di zone rese invivibili da clandestini.

L'Anci intanto ha avviato una banca dati delle ordinanze emesse dai comuni in tema di sicurezza urbana e di incolumità pubblica con l'obiettivo di realizzare un monitoraggio da condividere con il ministero dell'Interno.

 

IL SALVAGNTE

Su energy drink allo studio etichette sicure

Energy drink 'osservati speciali' del ministero del Welfare. Le popolari bevande analcoliche, che spesso però vengono usate dai giovani per cocktail a base di alcol, potrebbero a breve avere etichette ad hoc. "Si stanno valutando specifiche disposizioni di etichettatura - riferisce il ministero di Lavoro, Salute e Politiche sociali - per favorire un uso corretto e sicuro dei prodotti in questione. A tal riguardo la Commissione europea è stata coinvolta per un approccio armonizzato tra i Paesi comunitari". Il riferimento è a un articolo apparso ieri su un quotidiano, in cui si denuncia l'abitudine degli under 30 a consumare, nelle discoteche della Capitale, cocktail alcolici a base di energy drink. "Nel frattempo - prosegue il dicastero - sono in corso i contatti con le associazioni di categoria per disciplinare, anche su base volontaria, una corretta informazione sul consumo di questi prodotti e sulla pubblicità, per permettere scelte consapevoli legate al loro eccessivo consumo o all'assunzione in contemporanea di alcol". (*) Attualmente, per le bevande analcoliche a base di caffeina o taurina vige all'interno della Ue una specifica disposizione di etichettatura che impone l'avvertenza circa il 'Tenore elevato di caffeina', da inserire nello stesso campo visivo della denominazione del prodotto. "Alla luce del quadro normativo vigente a livello comunitario - ricorda la nota del Welfare - il ministero della Salute per favorire un corretto uso di questi prodotti, ed evitarne abusi o usi impropri, aveva già emanato nel 1998 un'apposita circolare. E il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha sottoposto recentemente all'attenzione della Commissione unica per la dietetica e la nutrizione la questione legata al consumo di tali drink, soprattutto negli ambienti giovanili, in associazione con bevande alcoliche o super alcoliche".

 

(*) Nota: può sembrare contraddittorio che si pensi di mettere informazioni sanitarie sulle etichette degli energy drink mentre non ci sono su quelle degli alcolici. Probabilmente però le informazioni saranno su “base volontaria”, come del resto accade per le etichette degli alcolici. Avrà quindi lo stesso effetto. Cioè nessuno.

 

IL TRENTINO

Acquistati dal Comune per la polizia municipale

Ecco 3 nuovi etilometri

TRENTO. Con una spesa di poco più di duemila euro, il comune di Trento ha deciso di acquistare tre nuovi etilometri che andranno in dotazione agli agenti del corpo di polizia municipale. Si tratta del modello AlcoQuant 6020, già provati dagli agenti, distribuiti dalla Emmetre di Ravina.

 

IL MATTINO

Escono fuori strada: muore diciottenne il giovane al volante positivo ai test

09/08/2008 - Un giovane, Samuel Serpa, 18 anni, è morto in un incidente stradale avvenuto ieri sulla strada statale 18 che attraversa il Tirreno cosentino. L’auto su cui viaggiava insieme ad altri quattro amici (tutti sono rimasti gravemente feriti) è uscita fuori strada. Il giovane conducente dell’auto è risultato positivo al test dell’alcol e della marijuana: il ragazzo ha raccontato ai carabinieri di aver tentato un sorpasso quando dalla corsia opposta ha visto un’altra auto che stava accennando alla stessa manovra. A quel punto, ha perso il controllo del mezzo finendo fuori strada. E ancora altri incidenti hanno rallentato ieri il traffico dovuto all’esodo su tutte le autostrade italiane.

 

LA SICILIA

Caltagirone: denunciato lo straniero  

Due scooteristi travolti da un romeno ubriaco  

Un romeno di 29 anni è stato denunciato in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica, dai carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Caltagirone, per avere provocato, a causa dello stato di ebbrezza in cui si trovava, un incidente costato il ferimento di due giovani calatini - un ragazzo e una ragazza - che percorrevano la via Vittorio Emanuele a bordo di un motorino.

L'episodio si è verificato nella tarda serata di giovedì scorso, intorno alle 22.30 circa, lungo la via Vittorio Emanuele, nel tratto che si trova all'incrocio con le vie Duca degli Abruzzi e Stella, nel quartiere San Giacomo. Secondo la ricostruzione dei fatti compiuta dai militari dell'Arma, grazie anche alle testimonianze di alcune persone che hanno assistito alla scena, il romeno viaggiava a velocità sostenuta, alla guida di un'Opel "Astra", in direzione della via Duca degli Abruzzi, mentre i due giovani procedevano in direzione opposta, accingendosi a imboccare la via Stella.

A seguito dell'impatto frontale in cui sono stati coinvolti i due mezzi, l'autovettura investitrice ha trascinato i due malcapitati centauri per una quindicina di metri, concludendo poi la propria corsa. Le ferite riportate dai due giovani non sono, per fortuna tali da destare eccessive preoccupazioni.

Mariano Messineo

 

IL GIORNO

SEQUESTRO LAMPO A SEREGNO

Rapita e caricata a forza su un camion Salvata dallo stupro grazie a un posto di blocco

Due sudamerticani hanno costretto una loro connazionale a salire sul furgone, ma dopo pochi chilometri i due uomini non si sono fermati a un controllo degli agenti e dopo un breve inseguimento sono stati arrestati

Milano, 8 agosto 2008 - L'hanno caricata a forza su un camion a Seregno, le hanno sfilato gli slip e tenuta nascosta,  ma poco lontano sono incappati in un controllo della polstrada di Seregno. A finire in manette un ecuadoriano 25enne, Paul L.P., e un boliviano 22enne, Alex M.L. E' accaduto la scorsa notte intorno alle 3.30. I due sudamericani sono stati bloccati a Sesto in via Monte Grappa e sono accusati entrambi di sequestro di persona.

Secondo la ricostruzione della polizia i due hanno conosciuto a Seregno tre ragazze sudamericane con le quali si sono intrattenuti a chiacchierare. Poi, due di loro si sono allontanate per andare in bagno e hanno sentito le urla dell'amica che veniva caricata a forza dai due su un camion.

Al volante si è messo l'ecuadoriano, mentre il boliviano è rimasto nel vano dell'autocarro con la giovane. I due sono fuggiti inseguiti dalle due amiche della giovane che, però, hanno perso le tracce del camion. Poco dopo è stata la polstrada di Seregno a bloccare i due sudamericani che non si sono fermati a un controllo, ma sono stati bloccati dopo un breve inseguimento.

L'ecuadoriano è risultato ubriaco e mentre venivano effettuati i controlli gli agenti hanno sentito le urla della ragazza. Quindi, hanno fatto aprire il portellone del camion e all'interno hanno trovato la ragazza, le cui generalità non sono ancora note, in lacrime e spaventata. Con lei il boliviano che teneva nella tasca dei pantaloni le mutandine della giovane. Per i due sono scattate le manette con l'accusa di sequestro di persona. L'ecuadoriano è anche accusato di guida in stato di ebbrezza. A un primo esame, la giovane non presenterebbe segni di violenza, ma gli accertamenti sono ancora in corso. Sequestrati, oltre al camion, un materasso, che si trovava nel vano dell'autocarro, e un preservativo.

 

IL TEMPO

FRASCATI

Drogato al volante fa lo slalom tra i tavolini di un bar

Ubriaco e drogato faceva la gincana tra i tavolini di un noto bar del centro storico di Frascati.

09/08/2008- L'uomo è stato fermato, ma il suo è solo l'ennesimo caso di violazione del codice stradale nel Comune. Negli ultimi giorni sono infatti state contestate dalle forze dell'ordine ben 130 multe. E proprio l'alcol è spesso la causa di queste infrazioni.

Nel corso delle verifiche fatte dagli agenti della polizia di Frascati in collaborazione con carabinieri e guardia di finanza, infatti, sono emerse numerose irregolarità soprattutto legate alla somministrazione di bevande in violazione alla ordinanza comunale. E non solo. Perchè se è vero che si continua a vendere alcol per strada è altrettanto vero che molti pub e birrerie non rispettano gli orari di chiusura. Per i ragazzi diventa così facile ubriacarsi e passare una serata all'insegna dello sballo.

Non sempre droga e alcol comunque, anche molti automobilisti indisciplinati, sono infatti finiti nella fitta rete dei controlli.

 

AOSTASERA

Cronaca

Sei patenti ritirate nei giorni scorsi per guida in stato di ebbrezza

Aosta - A finire nei guai, anche un autista di Tir di 47 anni, S.F., era alla guida del suo mezzo pesante, nonostante avesse bevuto.Fermato per un controllo a Pont-Saint-Martin, l’autista è stato sottoposto all’etilometro, ed è risultato positivo.

Continuano i controlli per prevenire la guida in stato di ebbrezza sulle nostre strade. Nei giorni scorsi, la polizia stradale di Aosta ha ritirato sei patenti.

A finire nei guai, anche un autista di Tir di 47 anni, S.F. era alla guida del suo mezzo pesante, nonostante avesse bevuto. Fermato per un controllo a Pont-Saint-Martin, l’autista è stato sottoposto all’etilometro, ed è risultato positivo, con un tasso alcolico di 2,8 g/l. Il Tir, di proprietà di una società con sede legale a Udine, era diretto a Biella.

Altre cinque persone, tra i 32 e i 59 anni, si sono imbattute nei controlli della polizia stradale. A tutti è stata ritirata la patente ed è scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza.

di Cristina Porta

 

IL PAESE NUOVO

Denunciati in 4 per guida in stato di ebbrezza a Taviano        

Nel corso di servizi notturni di controllo della circolazione stradale sulla litoranea che collega Gallipoli con marina di Mancaversa, sono stati controllati complessivamente nr. 45 autovetture.

Per 4 persone: un 25 di Torino, un 30enne di Vicenza, un 30 enne di Gallipoli ed un 27 enne di Racale sono stati riscontrati positivi con tassi alcoolemici ben oltre i valori consentiti. I relativi documenti di guida sono stati ritirati.

 

IL TIRRENO

Causa un incidente e si allontana 

Automobilista rifiuta l’alcoltest in ospedale e viene denunciato 

PONTEDERA. Guidava a zig-zag in via Roma, nei pressi del sottopasso ferroviario. Alcuni cittadini si sono spaventati: l’automobilista, che ha rischiato di investire dei pedoni, ha urtato un’auto in sosta per poi proseguire la sua corsa, andando a sbattere pure contro un muro.

 È stato richiesto l’intervento della polizia municipale - è successo l’altra mattina, intorno alle 11 - a cui è stata segnalata l’auto sospetta e anche il numero di targa, in modo da facilitare le ricerche, visto che nel frattempo la vettura si era lasciata un po’ di danni alle spalle.

 La pattuglia non ha dovuto fare troppa strada. Nel frattempo, infatti, la macchina era arrivata in via Primo Maggio e, in prossimità di un incrocio, aveva centrato un ’altra vettura, alla cui guida c’era una donna, rimasta sconcertata dall’atteggiamento dell’automobilista.

 Neppure il secondo incidente ha convinto F.M., 43 anni, di Pontedera, che era il caso di fermarsi. Ma questa volta nelle vicinanze c’erano anche due agenti della polizia municipale e l’automobilista “distratto” è stato bloccato. L’uomo è stato quindi accompagnato al pronto soccorso per gli accertamenti necessari ad accertare se l’uomo guidava in condizioni alterate.

 Inizialmente l’automobilista non ha trovato niente da ridire. Poco dopo invece, quando ormai era davanti al medico, ha dato in escandescenze, rifiutandosi di sottoporsi all’accertamento.

 L’automobilista, stando a quanto spiegato dalla stessa polizia municipale, è stato quindi denunciato in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto degli stupefacenti, per il rifiuto di essersi sottoposto all’esame e anche per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

 È stato anche multato per non essersi fermato dopo avere causato un incidente stradale.

 Pare che alla fine di una convulsa mattinata, l’uomo abbia ammesso di avere bevuto numerose birre, dei superalcolici e anche del metadone. Un cocktail che probabilmente aiuta a spiegare perché andava a zig-zag mentre era alla guida della macchina.

Sabrina Chiellini  

 

LA NAZIONE

Guida ubriaco, fugge e sperona polizia

Tolti 58 punti a ventisetteenne

L'inseguimento è iniziato a Castiglion Fibocchi, quando l'automobilista non si è fermato all'alt intimatogli dagli agenti, che lo avevano visto transitare ad alta velocità. Dopo gli speronamenti, i poliziotti si sono annotati la targa e, una volta risaliti al nome del proprietario dell'auto, si sono messi sulle sue tracce. Le infrazioni contestategli sono sufficienti a sei sospensioni della patente

Arezzo, 8 agosto 2008 - E' arrivato a farsi togliere 58 punti dalla patente. Il protagonista è un 27enne che, ubriaco alla guida di una Lancia Delta ha superato il limite di velocità, ha sorpassato altre auto in tratti stradali dov'era vietato e poi, inseguito dalla polizia, ha speronato due volte la volante.

Per questo, la notte scorsa ad Arezzo gli agenti hanno tolto 58 punti dalla patente contestandogli infrazioni sufficienti a sei sospensioni della licenza di guida.

L'inseguimento è iniziato a Castiglion Fibocchi, quando l'automobilista non si è fermato all'alt intimatogli dagli

agenti, che lo avevano visto transitare ad alta velocità. Dopo gli speronamenti, i poliziotti si sono annotati la targa e, una volta risaliti al nome del proprietario dell'auto, si sono messi sulle sue tracce. Gli agenti lo hanno trovato addormentato dentro la vettura parcheggiata in una strada di campagna. L'uomo ha rifiutato di sottoporsi ai controli in ospedale e alla fine è stato denunciato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e guida in stato

d'ebbrezza.

 

PARMAOK

Sei ubriaco, niente drink: distrugge il locale e picchia agente di polizia

PARMA 

Un diverbio col barista che finisce con l'aggressione di un agente in Questura. L'episodio è avvenuto ieri sera alle 19.30 al bar Invito di via Farini.

Un cliente abituale del locale ha improvvisamente dato in escandescenze dopo il rifiuto ricevuto dal gestore che, vedendolo in condizioni di ebbrezza, non gli ha servito un drink.

Il barista preoccupato per le reazioni inconsulte dell'uomo ha avvertito la polizia, mentre R.N., 39 anni, ha cominciato ha danneggiare l'interno del locale, scaraventando tavoli e sedie.

L'uomo, originario di Sondrio, è stato condotto in Questura da una pattuglia.

Qui ha nuovamente perso il controllo iniziando prima a minacciare gli agenti e, successivamente, si è scagliato contro uno di loro, afferrandogli il collo.

Nella colluttazione entrambi sono caduti a terra, e solo grazie all'intervento degli altri ufficiali presenti, l'uomo è stato bloccato.

Il 39enne è stato quindi accompagnato al Pronto Soccorso del Maggiore, per un controllo.

L'uomo è stato denunciato per lesioni, minacce e violenza a pubblico ufficiale.

 

CRONACAQUI

In manette due extracomunitari

Uno urina nel lavandino del bar, l'altro si rotola per terra: arrestati

ALMESE - Serata indimenticabile per gli avventori e per i proprietari del bar di piazza Martiri, in pieno centro del paese, conclusasi con due arresti da parte dei carabinieri della stazione cittadina. Poco dopo l’ora di cena entrano nel locale due avventori, un tunisino di 28 anni e un marocchino di 34, che sono già visibilmente alterati dall’alcol e forse anche da altre sostanze (su questo aspetto sono in corso ulteriori indagini). I due chiedono da bere ai baristi, che però capiscono che non è il caso di caricarli ulteriormente di alcol. «Ve ne do un bicchiere e non di più, questo è l’ultimo», dice responsabilmente il titolare. Ma, bevuto il bicchiere, i due non ne vogliono sapere di fermarsi e iniziano a dare in escandescenze, gridando, insultando e minacciando i baristi. Addirittura, i due arrivano a urinare nel lavandino del bagno anziché nei sanitari predisposti a tale scopo. A quel punto il titolare capisce che non c’è più margine per fermarli se non chiamare i carabinieri. I militari della stazione cittadina arrivano in un attimo e hanno tutto il loro bel daffare nel cercare di farli tornare alla calma, in mezzo agli altri avventori incuriositi per tutto il trambusto che stava capitando, con uno che si dimenava da una parte e l’altro che si rotolava sul pavimento del bar. Così, per completare l’operazione è stato necessario l’arrivo di una seconda pattuglia, questa volta del nucleo radiomobile di Rivoli. In particolare, il marocchino si è ribellato a più riprese all’arresto per resistenza a pubblico ufficiale, continuando a tentare di divincolarsi prima in auto, poi alla stazione cittadina e infine fino al definitivo trasporto nel carcere torinese delle Vallette. d.p.

09/08/2008

 

AGRIGENTONOTIZIE

Violenta rissa tra immigrati: 5 denunce e 4 feriti

di Gioacchino Schicchi

Cronaca - Agrigento - 09/08/2008

Una violenta rissa tra extracomunitari è scoppiata ieri sera all'interno di un appartamento in via Piersanti Mattarella, ad Agrigento. I coinvolti, 5 uomini di nazionalità pakistana e afghana, sarebbero giunti alle mani per futili motivi: miccia scatenante sarebbe stato lo stato di ubriachezza di uno di loro. Oltre a calci e pugni, durante la furibonda rissa, sarebbe volato un vaso, i cui cocci avrebbero ferito in maniera non grave alcuni dei coinvolti.

Quattro di loro si sono comunque dovuti rivolgere alle cure del pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, a causa delle ferite riportate in seguito alla rissa. Sul luogo, intorno alle 22 si sono recati gli uomini della Sezione Volanti della Questura di Agrigento, che hanno prontamente riportato la calma e denunciato a piede libero i cinque immigrati.

 

IL RESTO DEL CARLINO

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ITALIA OGGI

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