PARROCCHIASANPIETRO.IT
Trenta associazioni protestano contro la festa della birra
Baronissi, città dell’alcol dal 9 al 12 agosto?
No, grazie!!!
Nei giorni 9-10-11 e 12 agosto, organizzata
dall’Associazione di volontariato Il Punto di Baronissi (SA) con il
patrocinio della Provincia di Salerno e dell’Amministrazione Comunale , si
terrà a Baronissi la XIII Festa
della birra.
Può un’Associazione di volontariato, e tanto più una che si interessa di
primo soccorso con autoambulanze, organizzare una “Festa della Birra” o dir
si voglia una
“FESTA DELL’ALCOL”?
Può un’Amministrazione pubblica patrocinare tale evento?
“NO, IL FINE NON GIUSTIFICA I MEZZI. MAI!”
Alla campagna del NO, aderiscono:
Academia Gentium Pro Pace - Amici del Cuore
Salerno - Associazione dei Team Diabetologici Italiani Onlus - Associazione
Donum Vitae - Associazione Internazionale Cavalieri della Cristianità e
della Pace delegazione Campania - Associazione Pubblica Assistenza Humana
Solidarietà - Associazione Pubblica Assistenza Medici in Emergenza Italia
Onlus - Associazione Provinciale Club Alcolisti in Trattamento -
Associazione Regionale Club Alcolisti in Trattamento -Associazione Vittime
della Strada - AVIS Sezione Pellezzano - Centro Solidarietà La Tenda -
Comitato Equestre Internazionale - Comunità Emmanuel - Cooperativa Amistad
Salerno - Cooperativa Labor-Team - Corpo Internazionale Pubblica Assistenza
Humanitas Italia Soccorso Onlus - Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale
di Salerno - C.S.P. Fisciano - Centro Turistico Giovanile Salerno -
Dipartimento Corpo dei Garibaldini - Fratres Salerno - Giornale Incontro -
Gruppo Logos - Misericordie Salerno - Rangers Campania - Redazione Web
www.parrocchiasanpietro.it - Volontari di Protezione Civile delegazione
Campania.
È gradita l’adesione on-line delle
associazioni di volontariato.
Se vuoi,
lascia il tuo nome o un
commento per aderire alla nostra Campagna pro-salute
http://www.parrocchiasanpietro.it/
L’ARENA di Verona
PESCHIERA.
Rimproverato il Jam Festival
Veto comunale per lo slogan «fiumi di birra»
La manifestazione in corso ha il patrocinio
municipale
Giuditta Bolognesi
Contestato dal Comune lo slogan «fiumi di birra»,
scelto per la quarta edizione del Peschiera Jam Festival, rassegna musicale
riservata a gruppi giovanili in programma da oggi sino a domenica,
ideata e organizzata da Arilica Basket e Sirius Agency in collaborazione con
Andrea Vacchiano e con il patrocinio del Comune.
Insorge Cristina Bertucco, consigliere comunale
di Peschiera con delega al sociale: «Musica
e birra non sono elementi basilari per favorire l’aggregazione: mi sta bene
per la musica, ma non posso condividere questo principio se si parla di
birra e dunque di alcol. Quando si trattano certi argomenti occorrerebbe
usare più cautela».
(*)
Continua la consigliera: «Condivido l’idea di
organizzare kermesse come questa riservate ai ragazzi. Conosciamo il ruolo
della musica tra i giovani: è una delle molle che più di ogni altra li porta
a fare gruppo e a impegnarsi. È giusto offrire
a questi ragazzi l'opportunità di esibirsi e vedere riconosciuto il proprio
lavoro. Ma messaggi che inducano a pensare che l'uso della birra è elemento
di aggregazione danno una valenza positiva a qualcosa che non sempre ce l'ha.
Capisco
la necessità di attirare l'attenzione, ma in tempi così tristemente
caratterizzati da problemi derivanti dall'uso di alcol e sostanze
stupefacenti proprio tra i più giovani, avrei trovato più giusto non
associare musica e birra».
La consigliera ricorda l’impegno del Comune in
quest'ambito: «Abbiamo coinvolto gli esercenti
dei locali pubblici invitandoli a non servire alcolici ai minorenni;
organizzato, in collaborazione con il Sert di Bussolengo, padiglioni
informativi sull'etilometro; a ogni manifestazione sono presenti i chioschi
analcolici. Per non parlare dei manifesti voluti dal sindaco Umberto
Chincarini sulla responsabilità di chi fa uso di alcol e droghe».
Un impegno che prosegue «e che la scorsa
settimana ci ha portato ad aderire, alla conferenza dei sindaci dell'Ulss
22, al rifinanziamento del progetto pilota
Siamo sicuri? portato avanti dal
Sert: è rivolto ai bambini delle quinte elementari e punta a stimolare la
loro capacità critica e autonomia di giudizio. Questo per far sì che
prendano coscienza della frequente e possibile falsità e irrealtà dei
messaggi che ricevono. Ripeto», dice la consigliera, «nessuna intenzione, da
parte mia, di criticare o sminuire il valore della manifestazione, ma
facciamo in modo che anche questa diventi
un'occasione per incentivare comportamenti responsabili».
Rispondono agli organizzatori del Peschiera Jam Festival: «Ci spiace. Siamo
consapevoli del problema e degli sforzi, che condividiamo, del Comune di
Peschiera. Da parte nostra c'è totale disponibilità a contribuire a questo
impegno: dunque utilizzeremo per tutto il festival materiale informativo sul
tema dell'alcol e dei rischi che comporta e in ogni sera avremo il supporto
delle forze dell'ordine».
Da questa sera riflettori accesi sul
divertimento a suon di rock, dunque, ma all'insegna della consapevolezza dei
comportamenti.
Per la cronaca questo il calendario del
Peschiera Jam Festival: sul palco della Caserma Cacciatori si esibiranno
venerdì Smokerings, Punkarré, La Federazione, Rimozione Forzata, Fuori
Tempo; sabato Ecko, Unlevel, Diritto di replica; domenica Pain of Death e
gli White Circle con lo show tributo ai Toto.
(*) Nota: ieri in rassegna abbiamo pubblicato
un articolo di promozione a questa festa.
Gli organizzatori hanno dichiarato di essersi
ispirati alla Festa della Birra di Casoni di Luzzara.
Solo
non hanno fatto i conti con un’Amministrazione Comunale che, evidentemente,
a Peschiera è più attenta e sensibile ai problemi alcol correlati rispetto a
quella di Luzzara.
L’ADIGE
Tanta gente all’incontro su alcol e guida,
denunciate l’anno scorso 1.092 persone
Effetto euforia, bastano anche due bicchieri
MARIO FELICETTI
PREDAZZO -
Anche due bicchieri di vino bevuti al pasto od
una caraffa di birra, pur non raggiungendo i limiti (0,50 g/l) imposti dalla
legge, possono alterare le condizioni psicofisiche di una persona. I due
bicchieri di vino o la caraffa di birra possono quindi creare i presupposti
per uno stile di guida che è non consono alle necessarie condizioni di
sicurezza. I problemi dell'uso e dell'abuso di alcol sono stati spesso
sottovalutati, mentre oggi crescono i pericoli per le nuove bevande
destinate ai giovani. E non sempre determinate norme (per esempio il divieto
di vendita di alcolici ai ragazzi di età inferiore ai 16 anni o a persone
che sono già alterate) vengono applicate.
Aumentano i controlli, ma
bisogna fare di più. Anche con poco alcol c'è infatti quell'«effetto
euforia» che provoca la maggior parte degli incidenti stradali, dando a chi
si trova al volante una sensazione di sicurezza che, in effetti, non c'è.
Le
conseguenze di uno stato di ebbrezza alcolica sono la vista annebbiata, le
difficoltà di adattamento alla luce, una minore capacità di reazione, la
perdita della visione periferica. Nel 2007, su 3.827 incidenti stradali che
sono stati rilevati in Trentino, sono stati ben 166 i casi del conducente in
stato di ebbrezza alcolica e 1.092 persone sono state deferite all'autorità
giudiziaria in quanto trovate con un tasso alcolemico superiore al
consentito. Sono stati questi alcuni dei principali argomenti discussi
mercoledì sera a Predazzo, durante la conferenza su «alcol e guida»,
promossa dal Comune di Predazzo, nell'ambito delle numerose iniziative che
sono state avviate in questi ultimi anni per capire - come ha ricordato il
sindaco Silvano Longo in apertura dell'incontro - «i
molteplici motivi esistenziali che caratterizzano l'universo dell'alcol ed
imparare a confontarsi in maniera corretta ed adeguata con questo sempre più
inquietante fenomeno sociale».
Davanti ad un pubblico numeroso ed attentissimo
rimasto ad ascoltare fino quasi a mezzanotte, con parecchi giovani
(segnale sicuramente positivo), sono state molte le relazioni presentate da
autorevoli rappresentanti del mondo sociale e sanitario e della Polizia di
Stato.
TRENTINO
Alcol e guida, sempre più controlli
La polstrada: rigore immutato anche se calano
le patenti ritirate
PREDAZZO Incontro promosso dal Comune
FRANCESCO MORANDINI
PREDAZZO.
I controlli con l’etilometro sono stati intensificati anche
nelle valli di Fiemme e Fassa nonostante non ci siano dati ufficiali a
confermarlo.
Lo hanno affermato l’altra sera nel corso di un dibattito a Predazzo
l’ispettore capo della polizia stradale di Trento Roberto Ferrais e il
vicequestore aggiunto Roberto Giacomelli, rispondendo così agli
interrogativi di chi, a fronte di un sensibile calo in questi ultimi anni
dei ritiri di patente, teme che ciò possa essere conseguenza di un
allentamento dei controlli.
L’ispettore Ferrais ha ricordato tra l’altro che le pattuglie di Cavalese
operano fino a Trento e che a parte il fine settimana non ci sono
rilevazioni sul territorio.
A questo si aggiunge l’organico ridotto della
stradale: 101 in tutto il Trentino.
E fino a qualche tempo fa, ha ricordato qualcuno in sala, i
Carabinieri dovevano farsi prestare l’etilometro dalla stessa polizia.
Ma ora le cose sembrano cambiate e i controlli, a quanto si dice, aumentati.
L’incontro promosso nell’aula magna
del municipio dal Comune di Predazzo ha visto anche la partecipazione del
sindaco Silvano Longo, di Roberto Cuni esperto del Centro Studi e ricerche
dell’Apcat del Trentino e del dottor Guido Dalprà del Servizio alcologia di
Fiemme. Dopo l’introduzione del sindaco che ha ripercorso le numerose
iniziative messe in cantiere in questi anni dal Comune,
Roberto
Cuni ha ricordato il concetto di unità alcolica (una birra, un superalcolico
o un bicchiere di vino contengono la stessa quantità d’alcol), i tre divieti
italiani (all’estero sono molto di più): vendita di alcol sotto i 16 anni e
a persone alterate e la guida con un’alcolemia superiore a 0,5.
Cuni, come gli altri relatori, hanno sottolineato
l’effetto
euforizzante dell’alcol, quasi più pericoloso con un tasso alcolemico tra
0.5 e 0,8 che non nei casi di persone palesemente ubriache, le quali, si è
detto “fanno male solo a se stesse”.
Il predazzano Roberto Giacomelli,
vicequestore di Trento, ha ricordato che al
centro di tutto c’è la sicurezza dei cittadini, confermando l’aumento dei
controlli sulla strada e il primato degli incidenti stradali di Triveneto e
val d’Aosta.
Ha spiegato anche le nuove sanzioni previste
del codice della strada tra cui la confisca e la vendita del mezzo.
Molto efficace la relazione dell’ispettore
Ferrais che con l’ausilio di alcune inequivocabili slide ha parlato degli
effetti dell’alcol alla guida (annebbiamento, perdita della visione
periferica, diminuzione dei tempi di reazione, dell’adattamento alla luce).
Interessanti anche i test alla
guida effettuati con tasso alcolemico 0 e 0,48.
Guido Dalprà ha spiegato nel dettaglio il
compito del servizio di alcologia e tutta la procedura per riacquisire la
patente.
Nel
corso del dibattito è emersa tra le altre cose una positiva vicinanza delle
tesi dell’Apcat e della polizia.
La serata, seguita da una
sessantina di persone tra cui molti giovani, è proseguita per quasi tre ore
senza cali di attenzione, cosa non usuale per qualsiasi dibattito.
Infine c’è stata la possibilità di provare i due tipi di etilometri
utilizzati dalla polizia stradale.
L’ADIGE
«Ma è soprattutto un problema di cultura»
PREDAZZO -
A
giudizio di Roberto Cuni , esperto del Centro studi e ricerche dell'Apcat
del Trentino sui problemi alcolcorrelati, il problema dell'alcol è
soprattutto un problema di cultura, con grosse preoccupazioni per un
fenomeno che interessa anche i giovanissimi, fin dall'età di undici/dodici
anni. Roberto Giacomelli ,
predazzano doc, vice Questore aggiunto e dirigente della squadra mobile di
Trento, ha ribadito come «la
priorità assoluta sia la sicurezza dei cittadini»
e come «compito
delle forze dell'ordine non sia quello di dare fastidio ma di far rispettare
le regole».
Confermando l'inizio di attività specifiche di sensibilizzazione dei
giovani, anche attraverso il mondo della scuola, e ricordando le ultime,
importanti modifiche del Codice della strada. Particolarmente interessante
la relazione di Roberto Ferrais , ispettore
capo e responsabile dell'ufficio incidenti della Polizia stradale di Trento.
Le sue immagini, relative ad alcuni incidenti tanto spettacolari quanto
spesso con effetti mortali, hanno colpito la sensibilità dei presenti. «Meglio
un figlio senza patente che una patente senza un figlio»,
è stato l'assunto finale del dirigente, che ha invitato tutti ad una seria
riflessione, mentre sulle consulenze alcologiche si è infine soffermato il
dottor Guido Dalprà , medico del servizio alcologia del Distretto sanitario
di Fiemme e Fassa.
Ampio il dibattito, per capire ancora meglio i pericoli che l'eccesso di
alcol provoca in chi è alla guida e può mettere a repentaglio la vita
propria e altrui. Da esso è emerso che i
controlli, anche in Fiemme e Fassa, comunque ci sono, pur essendo
impossibile quantificarli con esattezza, trattandosi di dati separati
rispetto alle statistiche generali della Provincia.
M. F.
IL GAZZETTINO (Treviso)
Ombralonga, il Comune detta le regole
Durante il consiglio comunale Stefano Bastianetto, assessore alle attività
produttive e al turismo, l'aveva buttata là, senza troppa enfasi, parlando
dell'edizione 2008 dell'Ombralonga: «Ci
riserveremo di dare la concessione delle piazze».
Una frase passata inosservata, ma che invece nasconde la rotta che Ca'
Sugana intende seguire con questa nuova amministrazione. Un messaggio
rivolto agli organizzatori, che hanno già illustrato la nuova edizione della
"marcia" enogastronomica tra le osterie del centro.
Il giorno dopo
Bastianetto ribadisce il concetto, non arretra di un passo e
apre scenari non proprio rosei per la prossima
Ombralonga: «Beh, il Comune le
piazze per la manifestazione non le ha ancora concesse - precisa -
e non lo farà se non ci saranno le
dovute garanzie. Mercoledì prossimo avrò un incontro con Luigi
Gazzotti (padre dell'Ombralonga trevigiana ndr). Oltre a me ci saranno anche
Mauro Michielon e Andrea De Checchi: questa
manifestazione tocca sicuramente un settore come il turismo,
ma ha anche ricadute sul sociale e,
soprattutto, sulla sicurezza e sull'ordine pubblico».E proprio
questi due ultimi aspetti destano, come sempre, grandi preoccupazioni. Sulla
scrivania di Bastianetto è arrivata una corposa
relazione, redatta dalla Polizia Locale, di quanto accaduto lo scorso anno.
Documento corredato anche da una robusta sezione fotografica. Il
quadretto che ne emerge non entusiasmante: sono elencati infatti gli eccessi
registrati dai vigili in tutta la città. Particolare enfasi è stata dato
all'eccessivo affollamento di alcune zone del centro, come la Pescheria.
Scene che il Comune vorrebbe cancellare definitivamente. «Non è proprio una
relazione lusinghiera - continua l'assessore - per questo vogliamo garanzie
precise».Ca' Sugana ha pronto l'elenco da presentare a Gazzotti: «Dovrà
esserci un aumento dei servizi sanitari pubblici a disposizione dei
visitatori - avvisa - e poi una maggiore attenzione sul fronte della
sicurezza. L'organizzazione ci deve garantire che in ogni stand, in ogni
locale, ci dovranno essere almeno due addetti alla sicurezza. E non dovranno
essere i gestori o i collaboratori, che avranno già il loro bel lavoro da
svolgere ma due persone dedicate solo a questo: del resto è necessario
garantire la sicurezza e la tranquillità di chi viene a Treviso in quei
giorni. Capisco che tutto questo aumenterà i costi, ma non si può fare
altrimenti».
Il Comune, anche nel 2008, non
offrirà il proprio patrocinio. «Vorrei
che questa edizione fosse veramente un'ombra "longa", nel senso di allungata
con acqua.
Non mi dispiacerebbe, infatti, che accanto al
vino ci fosse anche dell'acqua minerale e che la manifestazione non fosse
tutta incentrata nel centro storico, ma anche in periferia in modo da
diluire la pressione dentro le Mura. Ci
vorrebbe maggiore qualità, insomma, sia per quel che riguarda il vino che la
sicurezza. Ovviamente, se non daremo
la concessione delle piazze l'Ombralonga non si farà».
Bastianetto però non vuole mollare del tutto l'Ombralonga. L'idea di
utilizzare il vino non solo nella sua valenza ludica, ma anche in quella
culturale ha fatto maturare l'idea di una mostra che dovrebbe aprire il 10
ottobre, una settimana prima della manifestazione. «Stiamo
lavorando per una mostra dedicata alla storia del vino - afferma - la
faremo a Santa Caterina. L'intenzione è quella
di sottolineare la storia e l'aspetto culturale e sociale di questa bevanda.
Lo faremo attraverso l'esposizione di fotografie, pannelli illustrativi, la
pubblicazione di parti di grandi classici dedicati al vino. Ci sarà
anche una sezione dedicata al vino nel Vangelo e nel Corano, dove viene
nominato in tre sure. Non mancherà l'aspetto mitologico e quello musicale».
La mostra verrà organizzata dalla società
culturale Mythopoiesis e consisterà in 20-30 pannelli, ognuno dei quali
dedicati al vino nella storia. La mostra verrà
intitolata "Vino, la bevanda degli Dei", tanto per far capire fin da subito
il taglio che si vuole dare. «A
questa mostra ci teniamo molto - conclude Bastianetto -
e verrà fatta anche se l'Ombralonga
non si dovesse più fare».
Paolo Calia
PARMA.REPUBBLICA.IT
La lettera inviata da Luc Thibault a
commento dei consigli del direttore del Pronto soccorso
LETTERA APERTA. GIOVANI ED ALCOL
Schio: 2008.
Spesso si sente dire "un bicchiere non ha mai ucciso nessuno", oppure che un
consumo moderato di alcol, non è la fine del mondo. Ma cosa si intende per
"consumo moderato»? Che lo faccia il contadino o che lo faccia
l'industriale, è sempre una sostanza tossica; è stata dichiarata droga
dall'organizzazione mondiale della salute. Perciò,
sarà meglio parlare di quantità o di
consumo "a basso o alto rischio", evidenziando che il rischio esiste a
qualunque livello di consumo ed aumenta progressivamente con l'incremento
delle quantità di bevande alcoliche consumate.
Se io mi faccio una "pista di coca", cosa diciamo?
Il fatto sicuro è che se uno beve uno o tre
bicchiere e perché no? quattro bicchiere al giorno, "tutto va bene", "tutto
sotto controllo"; se la persona comincia a dare qualche sintomo di
"allegria", che magari col tempo diventerà quotidiana; chi lo conosce dirà,
«si è vero, beve un può (ma allora beve moderatamente!?!) ma sapete, per
fortuna non si droga». Quante volte
abbiamo sentito questa frase "popolare" che nascondeva una tragica impotenza
davanti ad una cosa che bisogna chiamare dipendenza da alcol.
Nessuno ha cominciato una "carriera" di alcol-dipendente con
1, 2 o 3 litri di vino al giorno, ma proprio con un bicchiere.
Certo, «un bicchiere non ha mai ucciso
nessuno», ma chi beve sempre acqua o
bibite non alcoliche non svilupperà mai una dipendenza alcolica, uno che
beve uno o due bicchieri, invece potrà potenzialmente svilupparla.
Il tunnel delle dipendenza non è solo "droga classica". Il numero di morti
dovute all'alcol non ha nulla da invidiare a quello dei decessi dovuti
all'assunzione di sostanze stupefacenti, tanto più che le statistiche
riportano dati dai quali
emerge come l'etilismo spesso coesista con la
dipendenza da oppio-narcotici.
Come
mai, dunque, questo passaggio dal piacere all"inferno dantesco alcolico"?
Qualcuno risponderà, «perché c'è stato "un abuso"». Se dice, (spesso
addirittura nelle rivisti mediche) che «un bicchiere al pasto fa bene».
Leggiamo sul n°36 di settembre del settimanale Gente: "Curarsi
con il vino rosso".
Capisco che bere vino
faccia parte della nostra cultura "dominante", ma non dobbiamo inventarci
effetti benefici sulla salute che non si possono dimostrare.
Non è mai stato provato scientificamente che il vino fa bene, è provato
scientificamente il contrario.
Per esempio: 1o 2 bicchieri di vino
al giorno aumentano di 25% la possibilità di avere un cancro alla gola
(non parliamo di chi combina alcol e sigarette!!!). L'O.M.S elenca 60
malattie la cui insorgenza può essere favorita da un consumo anche
"moderato" di alcol. Quando si afferma che qualcosa fa bene alla salute,
occorrerebbe, peraltro, soffermarsi su cosa nuoce e in che misura a parità
di consumo. In realtà non c'è fumo senza arrosto! Effettivamente nel vino
rosso, ci sono delle sostanze chimiche che potrebbe fare bene all'organismo,
ma questi giornalisti o peggio dottori, non dicono, per esempio se si parla
del resveratrolo, che: "riguardo il resveratrolo, noto antiossidante,
esistono numerose osservazioni (Università di Parma, studi Canadesi ecc.)
che ridimensionano il ruolo svolto da tale sostanza. È stato osservato, ad
esempio, che questa sostanza non venga assorbita dall'organismo quando
veicolato dal vino o che siano necessarie quantità di vino veramente
significative affinché si possa verificare a livello cellulare l'effetto
protettivo tipico degli antiossidanti e dei flavonoidi in particolare (come
il resveratrolo). In un litro di vino si registrano mediamente livelli di
0,6-0,8 milligrammi di resveratrolo; per ottenere gli effetti di
"protezione" e per favorire un ridotto rischio vascolare, la quantità
giornaliera assicurata dalla prescrizione medica (di almeno sei mesi) dei
comuni farmaci che contengono principi attivi analoghi al resveratrolo è
pari a 1000 mg. È facile calcolare che
per raggiungere tali livelli
terapeutici sarebbero necessari un migliaio di litri ! di vino".
(Emanuele Scafato, dal 1999 è
Responsabile dell'Osservatorio Alcol dell'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga
dell'Istituto Superiore di Sanità. (Intervista a "Teatro Naturale" del
17.09.2006).
Un pò di serietà!
IL TIRRENO
Dipendenze in aumento
L’analisi del fenomeno da parte del Sert
PIOMBINO.
In
crescita il numero di alcolisti in cura al Sert della Val di Cornia. Un
aumento dovuto a più fattori, non solo un incremento del consumo di alcol
ma anche una maggiore
conoscenza, da parte degli utenti, del servizio.
Il fenomeno è da tenere sotto controllo anche in relazione alle nuove
abitudini di consumo dei giovani. Bevande
leggermente alcoliche, aperitivi, cocktail: facili da acquistare a tutte le
età e talvolta primo passo verso la dipendenza da alcol.
Il “prenderla secca” il sabato sera
è, di fatto, una moda. Lo sballo come sinonimo di divertimento un luogo
comune.
Ma
cosa c’è in agguato? Incidenti stradali, dipendenza, danni fisici e
psicologici, problemi in famiglia e sul lavoro. Solo una parte di chi
precipita in questo giro vizioso poi riesce a risollevarsi, magari grazie
all’aiuto delle associazioni di alcolisti e dei servizi sanitari locali.
Lo
scorso anno gli alcolisti in cura al Sert della Val di Cornia sono stati 42.
Ed il dato è analogo a quello nel 2008. Ma se torniamo indietro nel tempo
l’incremento dei casi diventa significativo. Nel 2003 erano 29 le persone in
cura, 30 nel 2006. Uomini adulti (poche le donne) con un’età media di 48
anni (leggermente superiore a quella registrata dal Sert di Cecina e
dell’Elba). In genere chi si rivolge al servizio sanitario ha comunque più
di 30 anni. «Dallo scorso anno - spiega la responsabile del servizio,
Cristina Tilli - abbiamo in cura anche cittadini stranieri, alcuni casi di
alcolisti residenti sul nostro territorio ma originari dell’Est Europa».
I
numeri del Sert non possono, però, rendere conto del fenomeno del “bevitore
occasionale”, in questo caso giovane o molto giovane, che si ubriaca con
frequenza nei fine settimana. Il questo caso il servizio sanitario
interviene, o tenta di intervenire con la prevenzione: incontri a scuola,
dibattiti, materiale informativo. Ed anche alcuni quiz.
Ecco che
si
scopre, allora, che
l’abitudine di bere è diffusa anche tra i ragazzi di 14 e 15
anni,
ben consci dei divieti di legge ma poco o per nulla preparati sui rischi per
la salute connessi all’uso e all’abuso di alcol sotto una certa età.
«Sanno bene con quali tassi alcolemici nel
sangue rischiano il ritiro della patente - racconta la dottoressa
Tilli -
ma ignorano che l’abuso di
alcolici provoca danni cerebrali o gastrici legati a fattori biologici:
prima dei 18 anni l’organismo non ha un corredo enzimatico sufficientemente
sviluppato per digerire l’alcol».
L’abuso di alcol rende i giovani aggressivi o
vulnerabili, a rischio incidente se si trovano alla guida. Ragazzi e ragazze
pericolosi per se stessi e per gli altri, potenziali malati o alcolisti, con
tutto ciò che questo comporta sotto il profilo umano e sociale.
«Tra i
15 ed i 17 anni - continua Cristina Tilli -
il
consumo si limita, generalmente, a bevande poco alcoliche, dopo di che si
comincia con gli aperitivi a base di superalcolici». Il vino e la birra
diventano abitudini e nei casi più gravi dipendenze. Le persone
che chiedono aiuto, però, rappresentano solo una fetta di un fenomeno di
ampie dimensioni, difficilmente quantificabili. «Da
noi - spiega la responsabile del Sert -
si presentano quelle persone per le quali l’alcol è diventato
un problema sociale, lavorativo, legale». Insomma chi non ne può più e vuole
uscirne.
E lo stesso vale per le associazioni di alcolisti sul territorio che
intercettano un maggior numero di malati e rappresentano la prima linea per
combattere il fenomeno.
Valentina Landucci
IL TIRRENO
Gianfranco Gilardetti racconta la sua
storia
«Basta un bicchiere per ricominciare»
PIOMBINO.
Cinquantasei anni, ben portati. E una vita alle
spalle fatta di alti e bassi. Non come tutti. Quando Ringo, al secolo
Gianfranco Gilardetti, ex ferroviere e pugile a riposo,
parla di “bassi” intende il vortice dell’alcolismo. Venti
anni, militare, solo. Gianfranco comincia a bere, l’alcol è il suo unico
pensiero: così per 16 anni. Poi la forza di uscirne, la voglia di
ricominciare fino ad una pesante ricaduta e, di nuovo, la rivincita.
«L’alcol
è come un mostro
-
racconta -
ti prende e neanche te ne
accorgi: distrugge il fisico e la personalità.
Il motivo? C’è sempre una ragione dentro di te per la quale cominci a bere:
è quella che va trovata e superata per riuscire ad abbandonare la
bottiglia». Gianfranco ha cominciato con il vino.
Non come i ragazzi di oggi sedotti da altri tipi di bevande alcoliche. In
questi atteggiamenti Ringo vede un grande pericolo. «E’
da qui che si comincia - spiega - per
diventare alcolisti». Ed è proprio per
questo che ha deciso di mettersi in discussione e raccontare ai giovani,
nelle scuole, la propria esperienza narrata anche in un libro.
«Dalla
dipendenza non esci mai
- racconta -
basta
un bicchiere per ricominciare da capo.
L’importante, però, è smettere di raccontarsi
bugie, riconoscere di essere un alcolista, confrontarsi con chi ha i tuoi
stessi problemi: è il primo passo per uscirne».
A questo servono le associazioni come l’Acat,
il club degli alcolisti in trattamento. Ma la cura è solo una faccia della
medaglia: dall’altra parte ci deve essere la prevenzione. «Con gli alcolici
ora in commercio - spiega Ringo - si
crea il mercato di domani.
I giovani bevono per divertirsi il sabato sera? E’ solo una
scusa: domani berranno perché sono tristi o perché sono felici, per un
alcolista un motivo vale l’altro».
IL TIRRENO
La
nuova era degli shortini
E la
notte diventa alcolica
Cambiano i gusti degli over 18: bar e
pub affollati nel weekend per “fare il pieno” prima di andare in discoteca.
Un viaggio tra i teenager che ignorano i rischi
per la salute
PIOMBINO.
Fase uno: aperitivo, anzi aperitivi. Fase due:
cocktail o shortino nei pub della zona. Fase tre: tutti in auto per andare
in discoteca dove, a detta di molti, è meglio arrivare già belli carichi di
alcolici. Abitudini sempre più diffuse tra i giovani e giovanissimi. Come il
consumo di alcol. Provare per credere, come abbiamo fatto noi, girando per i
locali di Piombino.
Cocktail
bar e pub sono diventati il luogo di ritrovo e di socializzazione preferito
dai ragazzi, e
questo si accompagna
inevitabilmente a una maggior assunzione di bevande alcoliche:
aperitivi, miscele di superalcolici e succhi di frutta, shortini.
L’identikit del giovane bevitore? Ragazzi e ragazze tra i 16 e i 24 anni,
diversi in stile di vita e modi di divertirsi,
che
trovano in una birra o in un long drink un comune denominatore. I
gusti sono in continuo mutamento: bere questo e quel cocktail dipende anche
dalla moda del momento.
Se
fino a qualche tempo fa i soft drink, cioè le bevande frizzanti leggermente
alcoliche, erano un must e la via d’accesso principale all’alcol per i
giovanissimi, adesso sono quasi totalmente scomparsi dal mercato, sostituiti
dal più classico aperitivo.
Per averne la prova basta guardarsi intorno: nel week-end dopo le 19.00 è
un’impresa trovare un posto a sedere nei locali. Ragazzi e ragazze affollano
l’ingresso dei ritrovi serali con l’immancabile bicchiere in mano. «E’ un
modo per rilassarsi, per staccare dopo una giornata di lavoro o
semplicemente per fare due chiacchiere» spiegano un gruppo di ventenni.
Un’abitudine che spinge i gestori dei bar a inventare aperitivi più
accattivanti, facendo sconti nelle ore prima di cena (l’happy hour), oppure
sostituendo i classici stuzzichini con veri e propri antipasti: crostini,
crocchette di patate e persino pasta e riso freddo.
Ma questo è solo l’inizio: il sabato
sera è lungo, ed è dopo cena che i locali si riempiono e i baristi iniziano
a lavorare freneticamente.
Il vino e lo spumante sono pressappoco
scomparsi: i tavoli sono sommersi da bicchieri dai colori accesi, mix di
basi alcoliche e succhi di frutta o bevande gassate. Cocktail dolci che
nascondono il sapore dei superalcolici e risultano facili da bere.
I nomi sono fantasiosi e in estate richiamano atmosfere caraibiche: mojito,
tequila sun rise, pinja colada, cubano, sex on the beach, tutte costano tra
i 4 e i 5 euro.
Alcune sono delle autentiche bombe.
Un ventenne, con in mano un bicchierone color tè, ride e spiega che sta
bevendo un long island: un mix di vodka, jin, rum e controu (oppure
tequila), appena scurito da due gocce di coca-cola. Gran parte dei giovani
prosegue la serata in discoteca: vogliono tutti sfruttare gli ultimi minuti
per caricarsi al massimo. «Non c’è più tempo per un long drink meglio uno
shortino da bere alla goccia». Questo pensano i 4 diciottenni al bancone
pronti per andare a ballare.
Anche un semplice superalcolico da bere tutto
d’un fiato può essere più o meno alla moda: troppo semplice un rum e pera o
la classica tequila bum-bum. Adesso la tequila viene bevuta solo dopo aver
messo un po’ di sale sulle labbra e il suo sapore forte viene placato
addentando una fetta di limone. Per
il rum c’è invece da seguire “El ritual”: inzuppare una fetta di limone da
un lato nello zucchero e l’altro nel caffè, morderlo e bersi il bicchierino.
Diverse le abitudini degli under 16. Loro non frequentano i
bar: per prenderla secca meglio fare rifornimento al supermercato e
rifugiarsi in spiaggia per serate pericolosamente alternative.
Tiziano Rugi
TRENTINO
Calano del 14 per cento le stragi del sabato
sera
INCIDENTI E anche meno automobilisti sorpresi
ubriachi al volante
ROMA.
Diminuiscono le stragi del sabato sera: nei
primi sei mesi di quest’anno il numero dei morti registrati nei fine
settimana è infatti calato del 14 per cento rispetto ai primi sei mesi del
2007. Ma non è l’unica notizia che potrebbe in qualche modo considerarsi
positiva: dal primo gennaio al 30 giugno 2008, a fronte di un aumento dei
controlli (+25,16 per cento) si è registrata una diminuzione degli
automobilisti positivi all’alcool (circa mille in meno).
I dati
della polizia stradale fotografano dunque una situazione in leggero
miglioramento, confermata anche dai dati di polizia e carabinieri relativi
al numero complessivo degli incidenti verificatisi nei primi sei mesi
dell’anno: - 9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2007. Ne sono
stati rilevati 66.205 l’anno scorso, quest’anno 60.157: 6.048 in meno.
Quanto
agli automobilisti fermati per controlli nel 2008, sono stati 126.262 e di
questi uno su 10 è risultato positivo all’etilometro. E su un
totale di 26.714 incidenti stradali nei fine settimana (-10 per cento
rispetto al 2007), le persone decedute sono state 764. Per quanto riguarda
le infrazioni, risultano in netto calo (quasi 28 mila in meno) quelle per
eccesso di velocità, ma nel totale dell’attività di contravvenzione si è
registrato un aumento del 2,7 per cento: in particolare è salito il numero
di patenti (51.798) e carte di circolazione (58.884) ritirate, ed è di oltre
2 milioni il numero di punti decurtati (+28,9 per cento rispetto al 2007).
I
veicoli sequestrati dal 27 maggio al 13 luglio, infine, sono stati 615: ben
562 per guida in stato di ebbrezza alcolica, mentre 53 per l’effetto di
sostanze stupefacenti. Secondo la
Polstrada, fondamentale nella lotta agli incidenti stradali è il Tutor,
sistema di rilevamento della velocità, che ha una forte incidenza sui
comportamenti di guida degli automobilisti. Attualmente sono 148 le
postazioni di rilevamento, ma entro la fine del 2008 se ne aggiungeranno
altre decine sulle autostrade con un tasso di mortalità superiore alla media
(A71 tratto Milano/Bologna; A/14 tratto Bologna/Rimini). E in materia di
sicurezza stradale si è concluso il forum degli esperti della polizia
stradale su
www.poliziadistato.it
, relativo all’inasprimento delle pene in caso di guida in stato di ebbrezza
o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e psicotrope e in caso di
omissione di soccorso per incidenti stradali. Numerosi gli interventi degli
utenti connessi. Chi volesse informazioni sulla
quantità di alcol che non bisogna superare prima di mettersi alla guida, può
visitare la pagina del sito internet della Polizia di Stato all’indirizzo
http://www.poliziadistato.it/pds/stradale/etilometro/quanto.htm
.
IL TEMPO
Stando ai numeri sembra che sia in corso una
sbronza collettiva…
Fabio Di Chio
Stando ai numeri sembra che sia in corso una sbronza collettiva. Le cifre:
lo scorso anno 171 patenti ritirate dai carabinieri del Nucleo radiomobile
di Roma per guida in stato di ebbrezza; da gennaio i provvedimenti sono già
a quota a 258,
e il 31 dicembre è ancora lontano.
Aumenta anche il numero degli
insospettabili che risultano positivi all'etilometro. Non sono solo i
giovani ad alzare il gomito durante le notti del divertimento e a mettersi
alla guida un po' da irresponsabili.
Pochi giorni fa al Trionfale a un posto di blocco dei carabinieri una
professionista sui trentacinque anni si è rifiutata di sottoporsi al test e
ha addirittura tentato la fuga in auto, tanto che i militari hanno dovuto
inseguirla.
«È
vero, c'è stato un incremento dei controlli
-
spiega il comandante del Nucleo radiomobile, il colonnello Luigi Grasso -
ma è altrettanto vero che c'è stato un aumento dei consumi di
alcool.
Le tipologie sono le più svariate: giovani, adulti, uomini, donne, italiani
e stranieri. Uno di questi aveva un tasso alcolemico pari a 3.2 grammi di
alcol per litro di sangue, mentre il massimo è 0,5».
A volte i ritiri di patente avvengono anche per
guida sotto effetto di sostanze stupefacenti, «ma sono poche» precisa
Grasso.
Roma ha pagato un prezzo alto a causa di
ubriachi e tossici al volante. Metà marzo: sul Lungotevere Altoviti,
Friederich Vernarelli, 32 anni, investe e uccide sulle strisce pedonali due
turiste irlandesi fuggendo e lasciando i loro corpi sull'asfalto. Il 22
dello stesso mese, sempre a tarda sera: su via Nomentana, angolo viale
Regina Margherita, Stefano Lucidi, 35 anni, sotto l'effetto degli
stupefacenti travolge due fidanzati, studenti universitari, in sella a uno
scooter. 17 giugno: Torre Spaccata, una tossicodipendente, Virna Forti, al
volante di una Panda ferisce mortalmente un pensionato di 70 anni che va dal
medico in bicicletta.
«Purtroppo
c'è sempre più gente che ritiene di poter violare le norme sulla guida in
stato di ebbrezza
- constata il
comandante provinciale dell'Arma, il colonnello Vittorio Tomasone -
è un grande problema culturale.
Non solo, fanno uso smodato di sostanze alcoliche sia giovani, sia non
giovani, dimenticando che guidare in simili condizioni è pericoloso per sé e
per gli altri, per cui i controlli acquistano il significato di prevenire
gli eventi e non solo di reprimere la violazione. È evidente
- commenta
Tomasone -
che è ancora diffusa la
strana convinzione che ci si possa divertire solo in compagnia dell'alcool».
DALLAPARTEDICHIGUIDA.BLOGOSFERE.IT
http://dallapartedichiguida.blogosfere.it/2006/03/alcol-e-guida-l.html
ALCOL E GUIDA: LETTERA A UN GIUDICE
Il Giudice monocratico del Tribunale di Olbia,
Vincenzo Cristiano, ha assolto da ogni addebito penale un 22enne romano che
la scorsa estate venne colto, dalla Polizia stradale, in flagranza di guida
in stato di ebbrezza. Il ragazzo aveva un tasso alcolemico più che doppio
del consentito: l’etilometro segnava 1,2 grammi di alcol per litro di
sangue.
Motivo della sentenza: “La sola prova
rappresentata dal dato registrato dall’etilometro non è sufficiente a
dichiarare la responsabilità penale di chi viene trovato alla guida
dell’auto in stato di ebbrezza”.
A
tale proposito, scrivo una lettera al Giudice monocratico del Tribunale di
Olbia, Vincenzo Cristiano.
“Gentile
Signor Giudice,
la Sua sentenza mi turba profondamente,
pur non mettendone in dubbio la correttezza giuridica. Se ha la bontà di
leggermi, Le spiego perché.
In Italia, l’alcol è la causa di oltre il 40 per cento degli incidenti
stradali, con 7.000 morti l'anno. Grosso modo, su 6 controlli per guida in
stato di ebbrezza, la Polizia accerta un reato. Un’enormità. Una piaga
sociale. Uno strazio per i ragazzi, le famiglie, la Polizia, i medici, i
soccorritori. Il binomio alcol-guida mi spaventa a tal punto che, proprio su
questo blog (http://dallapartedichiguida.blogosfere.it
), ho invocato un maggior numero di pattuglie della Polizia sulle nostre
strade e autostrade per intensificare i controlli.
Reputo le pene contro chi guida in
stato d’ebbrezza (o sotto l’effetto di stupefacenti) lievi, almeno in
Italia. Quindi, gentile Signor
Giudice, col massimo rispetto verso il Suo lavoro e la Sua persona, io spero
che la sentenza di cui sopra non spinga i guidatori a imitare quel 22enne
romano da Lei assolto.
Nel ringraziarLa per l'attenzione, le metto il mio blog e la mia mail a
disposizione:
alessandro.merolla@fastwebnet.it .
YAHOO.COM
Abuso
di alcol nonostante cirrosi, chirurgia e pericolo di morte
di david frati
Anche interventi chirurgici importanti
allo stomaco non inducono i pazienti malati di cirrosi a smettere di bere.
Lo sconcertante dato viene da uno studio pubblicato dall’American Journal of
Gastroenterology.
I
ricercatori dell’University of Wisconsin School of Medicine and Public
Health guidati da Michael R. Lucey hanno esaminato 132 pazienti con cirrosi
epatica sottoposti a una procedura chirurgica necessaria in questi casi, che
prevede la riduzione della ‘pressione’ nelle vene di esofago e stomaco per
impedire gravi emorragie. La domanda
era: nei 5 anni successivi a questo grave intervento chirurgico avete smesso
di bere alcol come consigliato?
Ben il 40 per cento dei pazienti, è emerso, aveva continuato
a bere smodatamente nonostante i divieti e nonostante un aumento
esponenziale del rischio di emorragie e morte.
Fonte: Lucey MR, Connor JT et al for the DIVERT Study Group. Alcohol
Consumption by Cirrhotic Subjects: Patterns of Use and Effects on Liver
Function .
Am J Gastroenterol 2008; 103: 1698–1706.
CORRIERE ADRIATICO
Colpi di pistola nella notte, domiciliari per
lo sparatore di Loreto
LORETO - “Ero
ubriaco, ho sparato dei
colpi in aria in un momento di euforia, non ricordo neanche quanti”.
Si è difeso così nell’interrogatorio davanti al gip il giovane di Loreto
arrestato martedì pomeriggio per il possesso di una pistola con la matricola
abrasa, munizioni e un coltello a serramanico.
Con quella calibro
7,65 di fabbricazione slava, la notte precedente, Mirco C., 36 anni, aveva
seminato il panico tra i residenti di via Aldo Moro, sparando colpi in
serie. Svegliati di soprassalto verso l’una e un quarto, alcuni abitanti del
quartiere avrebbero visto una Fiat Punto bianca sgommare ad alta velocità.
Grazie alla descrizione della vettura i carabinieri della stazione di Loreto
il pomeriggio seguente, verso le 14 e 30, hanno rintracciato il giovane di
Loreto e dalla perquisizione della sua vettura è spuntato un armamentario
proibito: una pistola calibro 7,65 con la matricola abrasa e 89 proiettili
dello stesso calibro oltre ad un coltello a serramanico. Così è scattato
l’arresto per violazione della legge sulle armi. Ieri mattina il giovane,
difeso dall’avvocato Giovannino Tringali, è stato interrogato dal gip
Alberto Pallucchini, che dopo la convalida dell’arresto gli ha concesso i
domiciliari. “Mi ero procurato quell’arma per
difesa personale e per proteggere i miei familiari”, ha cercato di
giustificarsi il giovane,
giurando di aver sparato senza un bersaglio preciso,
dopo aver bevuto troppo.
I carabinieri della compagnia di Osimo però continuano a indagare per capire
se l’episodio ha contorni e retroscena diversi. Sul posto hanno sequestrato
dei bossoli rimasti in terra, mentre un proiettile ha infranto il parabrezza
di un’utilitaria parcheggiata in via Aldo Moro. Quella stessa notte, nella
zona dei quartieri nuovi, un altro colpo di pistola ha raggiunto la
tapparella di una finestra, spaventando una ragazza che dormiva in casa.
Saranno gli accertamenti balistici a verificare se anche i proiettili finiti
contro l’auto e sulla serrandina sono stati sparati dalla pistola 7,65 del
giovane. “Al mio assistito per il momento non è stato contestato nulla di
specifico”, diceva ieri il suo avvocato.
LEGGO.IT
Tuffo nudo: placcato
VENEZIA -
Tutto nudo ha minacciato di suicidarsi
tuffandosi in laguna, ma è stato placcato dagli agenti della polizia
ferroviaria. Un immigrato senegalese di 51 anni martedì mattina si è
seduto nudo sul bordo del pontile davanti alla stazione Sanata Lucia e,
pronunciando frasi sconclusionate, ha minacciato di suicidarsi. I poliziotti
con un’azione diversiva
lo hanno bloccato e portato in ospedale,
dove gli è stata riscontrata una
grave sindrome depressiva associata ad abuso di alcolici.
CORRIERE DELLA SERA
Italia: estirpazione (con premio) per 58 mila
ettari. Zone di pregio a rischio
Troppi vigneti, via alla distruzione
In vigore dal 1° agosto il
regolamento Ue:
un
miliardo di euro
di incentivi per
eliminare le coltivazioni
Il
consumo di vino in Europa sta diminuendo. In Italia si è passati dai 60
litri annui pro capite del 1996 ai 47 attuali.
(*)
I vitigni, invece, abbondano.
La
produzione supera la richiesta del mercato interno e nemmeno l'export basta
ad assorbire le eccedenze.
Insomma, di vino ce n'è troppo.
L'Unione europea ha deciso di ristabilire l'equilibrio tra domanda e offerta
e aumentare la competitività dei produttori, riformando l'organizzazione
comune del mercato, la cosiddetta Ocm vino. La riforma entra in vigore il 1°
agosto. E
prevede generosi finanziamenti per chi vorrà
estirpare: oltre un miliardo di euro di premi che Bruxelles ha
complessivamente stanziato per eliminare 175 mila ettari di vigneti nel
triennio 2009-2011. Per l'Italia il plafond è di 58.435 ettari,
con un tetto del 10% per ogni singola regione.
Non è la prima volta che Bruxelles dà incentivi all'estirpazione, ma è la
prima volta che obbliga gli Stati membri a predisporre le misure.
Costretti a eliminare parte del nostro
patrimonio viti-vinicolo?
«No - spiega Ottavio Caggiano, direttore di
Federvini - per gli agricoltori l'estirpazione
è del tutto volontaria. Nessuno è obbligato a farlo». Ma
c'è da
aspettarsi che i proprietari di vitigni non redditizi aderiranno.
Esistono aree d'Italia in cui la vite non è affatto remunerativa e non c'è
mercato per cedere i diritti.
In pratica, i viticoltori ci rimettono.
(**) «Riteniamo che le richieste arriveranno
dalle regioni che hanno la superficie coltivata a vite maggiore, come
Veneto, Piemonte, Abruzzo, Sicilia e Puglia», fa sapere la Coldiretti.
Ma estirpare è un bene?
«Dipende - dice Renzo Cotarella, enologo e
amministratore delegato di Antinori -. Se si riducono vitigni di basso
potenziale qualitativo sì, ma bisogna comunque fare attenzione e non ridurre
la questione a un mero fatto economico. La vite ha anche altre ragioni di
carattere paesaggistico e di gestione del territorio dal punto di vista
idraulico. Se i terreni franano non è solo colpa del cambiamento climatico,
ma anche perché si abbandonano le coltivazioni delle colline». A dover stare
attente sono le Regioni, che hanno la competenza per escludere un terreno
dall'estirpazione. E qui si sono scatenate le polemiche.
Troppo stretti i
tempi per stilare l'elenco dei vigneti di particolare pregio. Il regolamento
comunitario è stato pubblicato soltanto il 30 giugno, il decreto del
ministero delle Politiche agricole è del 23 luglio. L'elenco delle aree non
estirpabili doveva essere inviato all'Agenzia per le erogazioni in
agricoltura (Agea) entro ieri. Il termine per mandare la documentazione a
Bruxelles scade oggi. Le Regioni che hanno presentato l'elenco - fa sapere
l'Agea - sono sei: Abruzzo, Campania, Lombardia, Sicilia, Provincia autonoma
di Trento e la Calabria.
La Valle d'Aosta ha deciso che non consentirà
estirpazioni. Nelle altre regioni i viticoltori più in difficoltà
potrebbero sacrificare i vitigni storici terrazzati, in pendenza e di
montagna che sono poco redditizi proprio perché di difficile coltivazione.
Per il presidente del movimento «Città del
vino» Valentino Valentini «le grandi regioni vitivinicole hanno dimostrato
una scarsa conoscenza dei propri territori. Bastava poco per mettere al
riparo aree di alto pregio». Che Valentini ricorda: i terroir delle
isole Giglio ed Elba, dei Colli Apuani e della Val d'Orcia in Toscana;
l'area del Soave Superiore e quella del Cartizze a Valdobbiadene, le colline
terrazzate di San Pietro di Feletto in Veneto; la zona di confine con la
Slovenia del Collio e dei Colli Orientali in Friuli-Venezia Giulia; la Val
di Susa e il Canavese in Piemonte; i «vigneti delle sabbie» del Ferrarese in
Emilia Romagna e le aree vitate del Parco dei Colli Romani nel Lazio. Il
rischio è che si perdano vitigni autoctoni.
O che
succeda come in Francia, dove nella regione Languedoc-Roussillon
la crisi della viticoltura locale e i vari piani nazionali di
incentivi all'estirpazione
hanno modificato la geografia agricola.
Negli ultimi 20 anni sono stati estirpati 220 mila ettari coltivati e ne
sono rimasti soltanto 280 mila. La scomparsa di quasi la metà delle viti ha,
come ha descritto il Nouvel Observateur, «sfigurato» il paesaggio: le viti
sono state sostituite soltanto in parte da altre coltivazioni di frutta e
alcuni terreni non sono più stati coltivati. Intere colline sono state
denudate.
Ora tocca ai
viticoltori decidere. La domanda per accedere ai premi per l'estirpazione
deve essere presentata a Bruxelles entro il 15 settembre 2008. Ma sulla
Penisola, dicono gli addetti ai lavori, non ci saranno «estirpazioni
selvagge». «Non penso che ci sarà questo problema - dice Riccardo Ricci
Curbastro, presidente di FederDoc -.
Da noi espianterà chi in questi anni non è
riuscito a vendere il vino e si è rivolto alla distillazione, ma non chi
produce uva e vino di qualità». Dello stesso parere anche il
direttore di Federvini: «Le Regioni sanno da
tempo quali sono i vitigni di pregio - dice Caggiano -
e sanno come convincere le
persone che vogliono estirpare a restare».
I finanziamenti servono a questo. E Bruxelles non ha lesinato.
In arrivo per il settore c'è un
altro miliardo di euro suddiviso in cinque anni tutto per l'Italia e
destinato al piano nazionale risorse vino.
Fausta Chiesa
(*)
Nota: per inquadrare meglio quale è la tendenza, può essere utile ricordare
che a metà anni settanta il consumo si attestava sui 104 litri di vino annui
pro capite.
(**) Nota: quando, non molto tempo fa, abbiamo
scritto e diffuso l’articolo “Il vino
è un prodotto perdente” (http://www.vino24.tv/content/view/1469/2/
) pensavamo di essere sommersi da proteste ed insulti.
Invece abbiamo ricevuto soprattutto
apprezzamenti e lodi.
Forse la nostra tesi non era poi così lontana
dal vero…
LA REPUBBLICA
ubriaco al volante, uccise tre amici
condannato a un anno e dieci mesi
LA
PROVINCIA PAVESE
un ubriaco scatena la baruffa in ospedale
L’ARENA di Verona
In bici ubriaco, la polstrada denuncia un
clandestino
CORRIERE DEL VENETO
«Ombralonga sì, ma a modo nostro»
GAZZETTA DI PARMA
Alcol e guida: così si moltiplica il rischio
incidenti
LA PROVINCIA DI CREMONA
Guida ubriaca sospesa patente e autovettura
sequestrata
LA CITTA’ DI SALERNO
Controllati tre circoli ricreativi Multe per
vendita di bevande alcoliche
GAZZETTA DI REGGIO
Ubriaco alle 8 di mattina, si schianta in
auto
IL MESSAGGERO (Marche)
PORTO SANT'ELPIDIO Ubriaco fradicio rischiava
di annegare, se una giovane bagnante...
ASAPS
Osservatorio “Sbirripikkiati” dell’Asaps
499
episodi di violenza ad operatori di polizia monitorati nei primi 6 mesi del
2008. L’alcol è il principale fattore innescante l’aggressione, con il 61,1%
dei casi alcol-correlati. Nel 17,6% degli eventi utilizzate armi proprie o
improprie Al nord il maggior numero di episodi. Il 40,7% degli attacchi, ad
opera di stranieri
L’osservatorio “Sbirri Pikkiati”, curato dall’Asaps, continua a tenere sotto stretta osservazione il fenomeno semisconosciuto della violenza nei confronti di operatori di polizia.
“Nel corso del primo semestre del 2008
– rileva il presidente dell’Asaps Giordano Biserni – sono stati censiti 499
episodi di aggressione fisica, contro i 372 del 2007. L’analisi approfondita
di questo aspetto della vita professionale delle Forze dell’Ordine, ci fa
dire che siamo di fronte a un fenomeno sottovalutato”.
Gli eventi vengono classificati in
relazione alla forza di polizia oggetto di aggressione sulle strade: la
Polizia di Stato (159 aggressioni pari al 31.8%), i Carabinieri (252
episodi, corrispondenti al 50.5%) Polizia Locale (91 episodi, il 18.2%) ed
“Altro”, intendendo con quest’ultima voce le divise che in generale non
effettuano controllo del territorio, i Pubblici Ufficiali o gli Incaricati
di Pubblico Servizio, comprendendo anche conducenti di autobus (o
ferrovieri), guardie private e sanitari (40 eventi corrispondenti all’8% dei
casi violenti).
“È stata monitorata – commenta il
presidente dell’Asaps – la stretta relazione con l’uso di alcol e di armi
proprie o improprie, facendo rilevare che il 61.1% della violenza è
alcol-correlata: in pratica più di un episodio su due (305 aggressioni su
499). Il 17.6% degli attacchi (88) è stato invece sferrato mediante l’uso di
un’arma propria o impropria, considerando tale ogni mezzo in grado di
amplificare la forza fisica”. Alcol come espressione di disagio sociale,
sofferto in buona parte dalla popolazione straniera residente in Italia: 203
eventi (40.7%) hanno come protagonista “i forestieri”, la gran parte dei
quali in stato di ebbrezza.
La maggior parte degli episodi avviene
al nord, con 277 eventi (55.5%), mentre nel mezzogiorno e nel centro del
Paese si osservano rispettivamente 113 e 109 episodi (22.6% e 21.8%). “È
nostra opinione – spiega Giordano Biserni – che questa particolare violenza
registrata al nord sia legata al fatto che proprio al settentrione i
controlli della circolazione stradale siano più intensi e severi, come
dimostrano le rilevazioni per il prelievo dei punti dalla patente e siano
più frequenti e consolidate le occasioni del bere. In ogni caso – conclude –
non si tratta certo di semplici infortuni sul lavoro, ma il risultato di una
degenerazione dei valori e di un crescente e preoccupante rancore verso chi
interviene in difesa dei più deboli e della legalità”.
Ricerca a cura di Lorenzo Borselli.
Ogni ulteriore dettaglio e percentuale sul sito www.asaps.it
IL TIRRENO
Serata no alcol, i ragazzi ci stanno
Pubblico da mercoledì, ma la festa sul
mare attira anche senza sballo. E già si pensa al bis
DONATELLA FRANCESCONI
VIAREGGIO. «No. Con l’alcol non potete entrare». L’agente della polizia municipale all’altezza delle transenne sul Viaolone potrebbe essere, per età, la sorella maggiore dei tre ragazzi arrivati con le lattine di birra in mano. Non alza la voce, sorride e dice semplicemente “no”. I suoi interlocutori non ribattono, si siedono sul marciapiede, tirano ancora qualche sorso, poi lasciano le lattine e si avviano verso la festa sulla spiaggia.
Il
Croda per una sera diventa Crodino: senza alcol lungo tutto il Vialone dalle
23 in poi, senza sbronza libera, forse con la maglia dei controlli un po’
stretta, ma con tanti ragazzini anche più piccoli di quelli che normalmente
frequentano il Croda in libera uscita. Certo, era mercoledì e la festa non
ha fatto i numeri del fine settimana. Ma non è stato neppure un flop e
l’evento non si è trasformato in una sfida tra adulti “proibizionisti” e
giovani in cerca di sballo.
Ai varchi i controlli in borse e zaini hanno intercettato pochissime bottiglie, anche se non è mancato chi ha tentato l’ingresso alla spiaggia portando con sé un rifornimento degno di un bar. Mentre in tanti hanno preso il materiale informativo messo a disposizione all’interno dello stand messo su dal comitato “Non la bevo”. «Come presenze - commenta Roberto Giusti, rappresentante degli organizzatori dell’evento - è andata come il mercoledì di luglio. È stata una bella serata che dà l’idea che una cosa simile si possa rifare». Da ieri il Corda ha anche il suo cocktail rigorosamente no alcol, a base di succo d’ananas, arancia rossa, strizzata di limone e succo di fragola. Per i palati più esigenti “Moletto” e “Vialone” mescolano acqua tonica, granatine, bitter analcolico. Ma più delle bevute «sono andati i bomboloni». Riproposti - ed è una novità - anche nelle tre serate alcoliche «per non mandar via i ragazzi con l’alcol che galleggia nello stomaco vuoto».
Tra
le cose viste, numerosi taxi a portare e riprendere ragazzi e ragazze, ma
anche tanti genitori arrivati per rendersi conto di come “buttava” la festa
no alcol. «È stato un segnale - commenta Giusti - e nelle serate da ieri a
sabato abbiamo voluto mantenere i cartelli sul divieto di somministrazione
di alcol ai minori di sedici anni e la vigilanza per non consentire
l’ingresso di superalcolici e bottiglie di vetro».
Certo,
i ragazzi hanno anche mugugnato. Come è giusto che sia. Ma gli adulti hanno
detto “no”, come è altrettanto giusto che accada perché è anche così che si
diventa grandi. In un processo salva vite che qualcuno deve pur avviare, con
buona pace di chi - anche a sinistra - pensa che “prenderla secca” sia roba
da “ganzi”, magari anche un po’ rivoluzionari.
NOITV
VIAREGGIO
E'
stata un successo la serata senza alcool organizzata dal comune in Darsena,
con tanti giovani che hanno bevuto solo analcolici; l'iniziativa si
ripetera' per tutto il fine settimana.
Divertirsi
senza bere, si puo'. Se qualcuno era scettico si dovra' ricredere, dopo la
riuscita serata di mercoledi' sulla spiaggia della Marina di levante della
Darsena di Viareggio dal significativo titolo 'No Alcool', promossa dal
Comune di Viareggio in collaborazione gli organizzatori del Croda, l'Usl 12,
il comitato 'Non la Bevo', la cooperativa 'L'altro mare', gli esercenti
commerciali di viale Europa e Coop. (*)
Niente alcool quindi per i partecipanti alla festa. E questa birra, allora,
vi chiederete; non vi fare ingannare, e' analcolica. Chi entrava alla festa
veniva controllato per verificare che non avesse bevande alcoliche portate
da casa o acquistate all'esterno e gli organizzatori chiedevano un documento
d'identita'. Una iniziativa tanto voluta dal primo cittadino Luca Lunardi
che risponde in anticipo a chi magari lo volesse accusare di proibizionismo,
sostenendo che le iniziative di questo tipo non hanno lo scopo di proibire,
ma di educare e sensibilizzare i giovani verso un consumo consapevole di
alcool. Ma la festa senz'alcool e' appena iniziata, infatti anche nelle
prossime serate, sabato compreso, sono in programma eventi festosi sul mare
della Darsena durante i quali alcuni bar venderanno solo bevande
analcoliche.
(*) Nota: le resistenze e le
difficoltà a organizzare eventi senza alcolici sono simili alle resistenze e
difficoltà incontrate da chi prova a non bere o non fumare. L’ostacolo
maggiore è riuscire ad immaginare che possa essere piacevole anche la
sobrietà. Una volta provato molte apprensioni spariscono.
ANSA
SICUREZZA STRADALE: FORTE MARMI, GRATIS A CASA
DOPO DISCOTECA
Piu' di 100 auto Lancia, modelli
Ypsilon e Musa, accompagneranno gratis a casa per tutto il mese di agosto
turisti e residenti appena usciti da locali e discoteche di Forte dei Marmi
(Lucca). Sbarca cosi' anche in Versilia il servizio 'City limousine
service', volto a contrastare il fenomeno degli incidenti stradali per
comportamenti scorretti alla guida e abusi di alcol e droghe. Lo annuncia in
una nota la stessa azienda automobilistica. Il servizio, per il quale e'
stato stretto un accordo con il Comune di Forte dei marmi, e' stato
inaugurato lo scorso anno a Riccione nel periodo compreso tra 16 luglio e 31
agosto, quando piu' di 36.000 persone - rende noto Lancia automobilies -
usufruirono del trasporto gratuito, che e' stato riproposto anche per
quest'anno.
IL SECOLO XIX
GENOVA
Multe
a chi beve in strada
08 agosto 2008
Daniele Grillo
L’era dei “supersindaci”, a Genova,
parte secca con due ordinanze firmate ieri dal sindaco Marta Vincenzi e in
vigore già da domani sera nelle zone del Centro storico e di Sampierdarena.
No a lattine e bottiglie
La prima: divieto assoluto, dalle 22
alle 6 del mattino, di consumare all’aperto bevande nel vetro e lattine di
birra in alcune vie del centro storico cittadino. Che nel dettaglio sono:
Caricamento e via Sottoripa; la zona del Porto Antico compresa tra
l’Acquario e i Magazzini del Cotone; piazza delle Erbe; via San Bernardo e
salita Pollaiuoli; piazza della Commenda e via Prè; via e piazza della
Maddalena. Questa ordinanza, che per la prima volta colpisce anche il
singolo consumatore - il cliente di un bar che “trasgredisca” le altre
regole in materia di vendita ma anche e soprattutto chi si porta la
bottiglia o la lattina da casa - parla anche delle sanzioni nelle quali si
può incorrere: 50 euro da pagare entro sessanta giorni.
Guerra a sei locali
La seconda ordinanza dichiara guerra
vera ad alcuni locali ben precisi del quartiere di Sampierdarena, «esercizi
oggetto di molteplici segnalazioni da parte dei cittadini». Il provvedimento
dice che dopo la mezzanotte «i locali in questione non potranno svolgere
alcuna attività di intrattenimento né di somministrazione di bevande». I sei
locali, tutti della zona attorno a via Sampierdarena, sono i seguenti:
Circolo Mangù, Circolo Quisquejia, Italian Egitto Arab Club, Montecarlo
Club, Samba Caramba, Il Tempio. Questi locali, in pratica, non potranno
operare come hanno fatto fino ad oggi (alcuni di questi bar e club faceva
parte della lista dei diciotto “fracassoni” stilata da palazzo Tursi qualche
tempo fa), «potranno solo limitarsi a svolgere attività ricreative di altro
tipo». In pratica non potranno far altro che chiudere allo scoccare delle
24. I trasgressori di questa seconda ordinanza rischiano dai mille euro di
contravvenzione al ritiro della licenza.
I vigili urbani, alle dipendenze del comandante Roberto Mangiardi, saranno in prima linea nelle verifiche che dovrebbero mettere alle corde i gestori “recidivi” costringendoli a rispettare le regole e inizieranno, da sabato, a rendere la vita difficile anche ai molti genovesi e non che si riversano nei fine settimana nelle strade dei vicoli. Ma anche le altre forze dell’ordine potranno, in virtù delle nuove regole in vigore, intervenire per garantire il rispetto delle nuove disposizioni.
Dicono, gli uffici di Amiu, che la passione del vetro, nelle notti della movida, costa l’impegno, oltre che dei 36 uomini previsti per il servizio 23-05 del Centro storico, anche un rinforzo di quattro uomini più una spazzatrice dalle 5 del mattino fino alle 9. E se molti esercenti osservano con scrupolosità le poche regole da rispettare per la raccolta differenziata, contribuendo alla raccolta di 500 chili di vetro ogni notte, altrettanto non si può dire per i clienti, in molti casi non troppo rispettosi del dovere civico di conferire questo tipo di rifiuti nei raccoglitori appositi. Il malcostume si tramuta nella necessità di raccogliere da terra, sottoforma di cocci e colli di bottiglia rotti, di circa 400 chilogrammi in più di materiale (inseribile solo al 60% nei processi di riciclo perchè in condizioni non adeguate).
Con questo ulteriore giro di vite, si può dire che il ferro si conficchi nel legno. Creando di fatto i presupposti per arrivare a un rispetto assoluto delle regole di convivenza tra il popolo della movida e quello dei residenti del centro storico, pendendo decisamente per rispondere agli esposti e alle lamentele dei secondi. Queste due ordinanze - rese possibili dal decreto numero 92 sulla sicurezza, appena varato dal governo - si inseriscono in un quadro che ha già visto un corposo intervento dell’amministrazione pubblica sugli orari dei degli esercizi, dei circoli privati, degli alimentari, dei phone e internet point e persino dei panificatori, che in base a una recente normativa devono essere regolati e resi noti ogni anno, con un regime di cautela maggiore in Centro storico. Soprattutto le nuove regole si aggiungono al divieto assoluto di vendita dopo il tramonto di bevande in bottiglie di vetro esteso a tutta la città e a ogni giorno della settimana. Per quanto riguarda gli orari, nel Centro storico (Prè-Molo-Maddalena, quindi nell’area compresa tra piazza De Ferrari, piazza Sarzano, piazza Cavour, via Prè, via Cairoli, via Garibaldi), il limite dell’ultima somministrazione è all’1 (si estende sino alle 2 solo il venerdì e il sabato sera e resta il vincolo dei 30 minuti per l’ultima consumazione).
IL GAZZETTINO
Feltre, firmato
il patto per notti senza schiamazzi
Feltre
Dalla notte scorsa gli abitanti
feltrini dovrebbero godere di notti più tranquille, perché un decreto
tradurrà in pratica l'accordo siglato fra i titolari di una ventina di
locali pubblici, Comune e forze dell'ordine. Le regole dovranno essere
rispettate per garantire maggiore quiete pubblica e minori abusi di alcol.
La giunta s'impegna ad effettuare più controlli notturni, i baristi saranno
severi con gli avventori in caso di eccessi. Chi sbaglia paga.
IL GAZZETTINO (Padova)
PIOVE DI SACCO
Raffaele Zanon, Moreno Cipriotto e Annarita Doardo contestano la decisione del sindaco di vietare la vendita dei superalcolici dopo le 23
Ma i pubblici esercenti inventano un cocktail alternativo e per la vigilia di Ferragosto concerto dei "Positiva"
Una petizione popolare per chiedere al sindaco il ritiro dell'ordinanza anti-alcol in centro storico, che entrerà in vigore dal 14 agosto al 14 settembre. L'iniziativa è del consigliere regionale di An Raffaele Zanon che, supportato dal consigliere comunale dello stesso partito, Moreno Cipriotto, e dalla presidente del circolo Destra veneta della Saccisica, Annarita Doardo, ha spiegato perché l'ordinanza non va bene così come è stata concepita. La vera lotta all'alcol non si fa a ore. A che serve vietare la vendita di super alcolici dopo le 23 quando chiunque può bere prima? spiega Zanon -. Il provvedimento del sindaco non focalizza il vero problema, ne fa solo un accenno nel testo quando chiede ai gestori di locali pubblici il corretto utilizzo delle aree a loro disposizione. Su questo siamo d'accordo anche noi ma è l'amministrazione che deve avere questo compito. A tal proposito presenterò un'interrogazione al consiglio regionale sul corretto utilizzo della polizia locale. L'ordinanza è incompleta gli fa eco Cipriotto -. E' il Comune che deve trovare fondi per far fronte alla sicurezza. Vietare la vendita dei super alcolici in centro e permettere che chiunque possa bere nei locali appena fuori dall'isola pedonale non conta. Porterò la questione nel prossimo consiglio comunale straordinario, assieme alle firme che raccoglieremo in questi giorni. Il modulo per partecipare alla petizione si troverà già da oggi nei bar del centro che daranno il loro consenso. Quella dell'amministrazione ci pare un'iniziativa di superficie aggiunge Doardo -. Piove è molto diversa da qualche anno fa, la percezione dell'insicurezza è aumentata e non è questo il modo migliore per dare risposte.
Intanto i baristi del centro corrono
ai ripari. Non poter vendere super alcolici nelle notti d'estate
significherà per loro una sicura perdita alla quale in qualche modo bisogna
ovviare. In questo li aiuterà proprio il sindaco Mario Crosta, che fin
dall'inizio ha sempre detto che il bersaglio da colpire non sono loro.
Proprio la sera del 14 agosto in piazza Vittorio Emanuele sarà organizzato
un grande concerto dei Positiva con ospiti speciali annuncia Giuseppe
Boscaro del bar Pavoni -. Nell'occasione partiranno iniziative per
sensibilizzare i giovani al corretto uso dell'alcol. Inoltre, alcuni di noi
si sono già attrezzati per preparare cocktail e bevande estive al di sotto
dei 21 gradi. Federica Bertaggia
TGCOM
Roma 08/08/2008 –
Mano severa per chi guida dopo aver bevuto troppo
o fatto uso di droghe. E neanche vale più la scappatoia del rifiuto di
sottoporsi al test: da oggi, per questi casi, si applicano sanzioni pesanti.
Lo scorso 5 agosto sono state confermate, e in alcuni casi rafforzate, le
sanzioni previste dal Codice della strada per chi guida in stato di ebbrezza
o sotto l’uso di stupefacenti, introdotte la scorsa estate dopo i turbamenti
provocati da vari tragici incidenti imputabili a queste condotte
irresponsabili dei guidatori. Ricordiamo che il tasso alcolemico sopra il
quale scattano le sanzioni è 0,5 grammi/litro (0,5 g/l), e da questo limite
fino a 0,8 g/l si applica una sanzione dai 500 ai 2.000 Euro, più la
sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Ma vediamo ora i casi più gravi.
Se il test etilico mostra un’assunzione di alcol da parte del guidatore compresa fra 0,8 e 1,5 g/l, la multa sale da un minimo di 800 a un massimo di 3.200 Euro, ma c’è anche la sospensione della patente da 6 mesi a un anno e l’arresto fino a 6 mesi. Se si superano gli 1,5 g/l la sanzione pecuniaria varia da 1.500 a 6.000 Euro, c’è l’arresto da 3 mesi a un anno e il giudice monocratico può sospendere la patente fino a due anni. Attenzione comunque: la patente viene sempre revocata in caso di recidiva o se il guidatore ubriaco era al volante di un autobus. Non è finita, perché tutte le pene diventano doppie se il guidatore in stato di ebbrezza causa un incidente. Infine, con la sentenza di condanna, scatta la confisca del veicolo, anche nei casi di pena sospesa in via condizionale, a meno che il proprietario del veicolo non sia un’altra persona.
Il Governo ha poi colmato la lacuna
che nasceva dal rifiuto del guidatore di sottoporsi al test sul tasso di
alcol presente nel suo sangue. Questi può ancora rifiutarsi, ma in questo
caso si applicano le sanzioni previste dall’articolo 186 comma 7 del codice
stradale, e che prevedono le stesse pene di chi è stato fermato con un tasso
superiore agli 1,5 g/l: ammenda da 1.500 a 6.000 Euro, arresto fino a un
anno e sospensione della patente fino a due anni. Diventa così difficile il
rifiuto a queste condizioni, che sono le stesse di chi si fa trovare alla
guida dopo aver fatto uso di sostanze stupefacenti, con la sola differenza
che la sospensione della patente varia, in questi casi, da 6 mesi a un anno.
LA STAMPA
“L’anno scorso avevamo l’emergenza
extracomunitari, quest’anno registriamo quella degli automobilisti sorpresi
alla guida in stato di ubriachezza”. L’osservatorio di mezza estate del
procuratore vicario torinese Raffaele Guariniello lo porta ad evidenziare il
nuovo fenomeno che, sul piano dei numeri, per l’area di sua competenza (la
città e parte della provincia) si traduce quotidianamente in una ventina di
denunce da parte della polizia municipale. E in 4-5 sequestri al giorno di
automezzi in vista della confisca obbligatoria prevista, nei casi più gravi,
con il decreto di condanna.
È una conseguenza delle ultime recenti disposizioni di legge, efficaci in questo caso sotto il profilo della deterrenza: ieri è toccato a un’Audi TT superaccessoriata e praticamente nuova, valore commerciale dichiarato dal disperato proprietario: 46 mila euro. L’automobilista (“Per carità, non scrivete sul giornale il mio nome se no rischio pure il posto di lavoro”) è stato sottoposto all’alcol test. Esito: tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, fascia C, la più alta delle tre previste dalla legge. Punizione prevista: arresto da tre mesi a 1 anno (con la condizionale), ammenda sino a 6000 euro e, qui cominciano le sanzioni accessorie, più efficaci, la sospensione della patente da uno a due anni, revoca per i recidivi o per chi guidi autobus o altri mezzi pesanti. Dulcis in fundo, la confisca obbligatoria dell’automobile se risulti di proprietà del reo. Vera stangata nel caso di auto di lusso.
Sesto piano del Palagiustizia, stanza della “fascia B”, in cui rientrano i reati minori ma di maggior impatto sociale. Un pool di pm e polizia giudiziaria, a turno, li inserisce in una corsia giudiziaria preferenziale. Con immediata o quasi richiesta di emissione di decreto penale di condanna ai gip. Sino a fine 2007 accadeva che gli ufficiali giudiziari riuscissero a consegnare agli interessati i decreti di condanna penale 24-36 mesi dopo la loro emissione. La causa: il forte arretrato. Agli avvocati bastava far opposizione per deviarli sul binario morto della futura prescrizione. Dal 2008 il “tappo” è stato rimosso.
Altro profilo. Mauro Famigli, comandante della polizia municipale torinese: “Non si creda che siano i giovanissimi i maggiori trasgressori colpiti. La statistiche ci dicono che sono gli uomini tra i 35-40 anni”. Alberto Gramagnini è il dirigente dei vigili urbani che organizza i controlli in collaborazione con polstrada e carabinieri: “Ne facciamo indubbiamente di più rispetto a 4 anni fa, quando abbiamo iniziato. Per questo risultano maggiori denunce, ma, e questo è un indicazione in controtendenza, rispetto al 2004 è fortemente scesa la percentuale fra controllati e sanzionati. Allora era fuorilegge uno su quattro”.
Gli automobilista al volante sono avvisati. Da internet (Geocities.com o il sito della Polizia di Stato) si possono scaricare le informazioni necessarie per calcolare il tasso alcolico che avranno rimettendosi al volante (quanto ritengono di bere, gradazione alcolica e proprio peso). E adeguarsi.
ORVIETONEWS
Bere,
divertirsi ma non rischiare!
di Simone Zazzera
Con il "pacchetto sicurezza" il
Governo ha inasprito le sanzioni per chi viene sorpreso a guidare sotto
l'effetto di alcol o droghe. Le multe sono salatissime ma soprattutto si
rischia (con un tasso alcolico nel sangue superiore a 1,5 grammi per litro)
di vedere la propria auto finire direttamente nella mani dello Stato.
Confiscata.
Il
legislatore si è limitato ad innalzare le sanzioni senza spendere un soldo
in campagne di sensibilizzazione ed informazioni sui rischi legati alla
guida in stato d'ebbrezza. Il motivo è semplice: le campagne costano soldi,
le multe li fanno incassare. Solo che fin qui le sanzioni, per quanto alte,
non hanno rallentato il contatore dei morti sulle strade.
(*)
Vecchia storia. Dal proibizionismo americano degli anni '30 in qua ci hanno battuto la testa un po' tutti, senza capire che più una cosa è proibita più è invitante, per quel gusto della trasgressione più o meno innato nel genere umano. È stato così per il whisky al tempo dei gangster, è così per la droga o per la prostituzione oggi.
Eppure l'estate 2008 sembra proprio la stagione dei divieti. Il sindaco leghista di Verona ha disposto multe di 500 euro per i clienti delle prostitute, il suo collega di Venezia, (PD) ha messo il divieto di chiedere l'elemosina per strada. A Bologna e Firenze i sindaci del PD hanno vietato i lavavetri ai semafori, mentre a Forte dei Marmi gli ambulanti, anche quelli con i permessi in regola, non possono vendere sulla spiaggia. A Roma Alemanno (PDL) sta pensando di vietare ai turisti di mangiarsi un panino (bivaccare?) seduti sugli scalini dei monumenti, ma è allo studio anche il divieto di rovistare nei cassonetti alla ricerca di cibo. Questione di decoro: non sta bene, meglio continuare a morire di fame. Fino al sindaco di Novara che ha proibito nelle ore notturne il formarsi di gruppi formati da più di due persone nei parchi pubblici della città. Quando gli hanno fatto notare che la norma puzzava un po' di ventennio fascista lui ha fatto spallucce con viva soddisfazione del ministro Maroni, che ha invitato i sindaci ad essere "creativi" nel proibire.
Vietato. Vietato. Vietato. Come
vendere alcolici nelle discoteche (ma non nei bar e nei negozi aperti h24)
dopo le due di notte, perché l'alcol, che i medici definiscono una "droga
legale", è causa di un gran numero di incidenti stradali, soprattutto nel
weekend, e fa vittime soprattutto fra i giovani.
Giustissimo.
Solo che il dito viene puntato sempre contro quegli stessi giovani cui nessuno perde tempo a spiegare quali sono i rischi, quali gli effetti di certi comportamenti. Sono tutti troppo impegnati a vietare, a criminalizzare comportamenti vecchi come l'uomo (il vino era il nettare degli dei), per perdere tempo a spiegare.
Così in questa estate proibizionista
per due sere almeno Orvieto ha deciso di andare contro corrente.
Sinistra
Democratica, all'interno della festa per l'Unità della Sinistra in programma
ai giardini di Sferracavallo, ha organizzato due serate dimostrative per
parlare con i ragazzi dei rischi legati alla guida in stato d'ebbrezza.
Durante la prima serata, venerdì 8 agosto, verranno preparati cocktail
analcolici e a bassa gradazione alcolica distribuiti gratuitamente insieme
ad un volantino informativo sugli effetti dell'alcol su chi si mette alla
guida. Come barman sono stato chiamato a spiegare che si possono chiedere
cocktail gustosi, dissetanti anche se analcolici o leggermente alcolici,
senza spappolarsi il fegato ogni weekend.
(**)
Mentre
sabato 9 agosto verranno distribuiti etilometri monouso per poter misurare
il proprio stato psicofisico prima di mettersi in macchina.
Un modo semplice per non demonizzare
l'alcol, informando allo stesso tempo sui suoi effetti indesiderati. Perché
come avviene in molti casi non è l'uso la causa del rischio ma l'abuso. In
attesa che anche il legislatore si renda conto che INFORMARE forse non sarà
redditizio come MULTARE ma sicuramente è più efficace di VIETARE.
(*)
Nota: si possono fare molte discussioni teoriche sul proibizionismo.
In ogni caso si devono conoscere dei dati di realtà, come ad esempio che con
le nuove norme gli incidenti sono diminuiti. Altrimenti la discussione
rischia di diventare una esercitazione di filosofia.
(**) Nota: chi ha scritto questo
articolo è un barman. Ha molta fiducia nell’informazione. Forse non sa che
la semplice informazione, da sola, aumenta i rischi. Tra i barman
l’incidenza del problemi alcol correlati è più alta della media.
L’ARENA
SICUREZZA IN STRADA
Palazzo Barbieri rende noti i dati
dopo l’introduzione delle norme decise dal governo contro chi beve o assume
droghe prima di guidare
Ubriachi al volante, stop alle notti folli
Saranno confiscate le 27 vetture
sequestrate ad automobilisti con tasso alcolico superiore a 1,5 Altamura:
grazie ai servizi di prevenzione abbiamo disinnescato molte «bombe»
Dal 26 maggio scorso, quindi in poco più di due mesi dall’entrata in vigore del pacchetto sicurezza del governo, decreto ora convertito in legge, la polizia municipale ha sequestrato 27 automobili a persone sorprese a guidare con un tasso di alcol nel sangue superiore a 1,5 grammi per litro. Il dato è stato reso noto ieri a Palazzo Barbieri dal comandante Luigi Altamura che ha presentato un primo bilancio dopo il giro di vite deciso dal governo in fatto di lotta contro chi guida in stato di ebbrezza. «L’ultima vettura caduta nella rete», fa sapere Altamura, «era praticamente nuova, aveva fatto solo cinquemila chilometri e il guidatore è stato sorpreso con un tasso alcolemico di 2,76. Non si è ancora reso conto che non la rivedrà mai più». A meno che qualcuno non l’acquisti per suo conto all’asta giudiziaria che si terrà prossimamente. Le norme, infatti, prevedono la confisca delle auto sequestrate.
Alla presentazione dei risultati ha partecipato anche il sindaco Flavio Tosi. In questo stesso periodo, è stato sottolineato ieri per evidenziare il dato veronese, a Trento i veicoli sequestrati sono stati 16.
Ieri è stato fatto un bilancio anche
del piano «Notti sicure» scattato il primo gennaio. «Fino al 30 giugno», ha
detto il comandante Altamura, «le nostre pattuglie hanno percorso 25mila
chilometri, due volte la distanza tra Italia ed Australia, mostrando un
impegno straordinario motivato dalle centinaia di segnalazioni che ci
giungono». In sei mesi sono stati quasi 3.200 i veicoli e 3.400 le persone
controllate, il 30 per cento in più rispetto allo scorso anno. I conducenti
sottoposti ad alcoblow, lo strumento che segnala se una persona si è posta
alla guida dopo aver bevuto, sono stati 2.500. Di questi, 1.960 sono stati
poi sottoposti all’alcoltest. Solo una minima parte, il 6 per cento, di
questi è poi risultato positivo, ma il dato preoccupante è che spesso i
livelli rilevati sono molto superiori al limite di 0,50 grammi per litro, in
media il tasso è di due. La punta massima è stata di 3,96.
Durante i controlli sono stati inoltre rilevati 88 incidenti, 1.500 violazioni al codice della strada e 121 notizie di reato, di cui 113 per guida in stato di ebbrezza e 8 per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Dei 121 automobilisti fermati in stato di alterazione psicofisica, solo 24 sono stati individuati a seguito di un incidente stradale: in 23 avevano abusato di alcol e uno di droghe. E dei 180 conducenti in stato di ebbrezza individuati nei primi sei mesi di quest’anno dalla polizia municipale, oltre il 62 per cento è stato fermato proprio durante il servizio notturno. «Vere e proprie "bombe" potenziali», li ha definiti il comandante dei vigili, «che grazie alle nuove tecnologie di cui disponiamo siamo riusciti a disinnescare». Durante l’ultimo controllo effettuato in via Forte Tomba sono stati controllati 91 automobilisti in tre ore. Sei di questi sono stati segnalati all’autorità giudiziaria.
Nello stesso semestre, infine, sono stati controllati dalla polizia municipale oltre 350 esercizi pubblici in particolare bar e pub. Le verifiche sono state compiute spesso su richiesta dei cittadini che avevano segnalato problemi di disturbo della quiete pubblica e disagi alla viabilità.
«Il bilancio di questa attività». commenta il sindaco Tosi, «è più che positivo. Sulle politiche per la sicurezza il Comune ha investito molto, ma stanno producendo un miglioramento della qualità della vita dei cittadini». E.S.
IL TIRRENO
Grosseto
Alzano il gomito alla Festa della birra A tre i carabinieri ritirano la
patente
SORANO. Alzano il gomito alla festa
della birra, si mettono alla guida e finiscono nei guai.
I carabinieri della compagnia di Pitigliano hanno continuato ad effettuare servizi straordinari di controllo, in particolare nei comuni di Sorano e nella località termale di Saturnia.
Controlli sulla strada regionale 74 nel tratto tra Sorano e Pitigliano, a poca distanza dalla frazione San Quirico di Sorano che c’era la Festa della birra. Durante tali servizi i carabinieri del nucleo radiomobile di Pitigliano hanno sottoposto a verifica del tasso alcolico con etilometro molti automobilisti al rientro dalla serata. Per tre persone è scattato immediatamente il ritiro della patente e la segnalazione alla Procura. Si tratta di C.P. 70enne di Sorano, B.V. 40enne e R.V. 30enne, entrambi della provincia di Viterbo, tutti avevano superato ampiamente il tasso alcolico limite per guidare autoveicoli con valori rispettivamente di 1,12 - 1,52 ed 1,15 g/l. Comunque tutto il fine settimana ha visto il nucleo radiomobile di Pitigliano impegnato anche in Saturnia dove sono stati operati molti sequestri di sostanza stupefacente, prevalentemente hashish, usata da giovani avventori che dopo aver fatto un bagno termale approfittano della tranquillità dei luoghi, per dedicarsi al consumo di droghe. I carabinieri hanno fermato quattro giovani, di età compresa tra i venticinque ed i trentadue anni, tutti della capitale, mentre erano intenti a consumare della sostanza stupefacente, in totale sono stati sequestrati quasi dieci grammi di hashish. Tutti segnalati alla Prefettura. I carabinieri di Manciano hanno denunciato alla Procura in stato di libertà A.C., 42enne autotrasportatore di Manciano, che nonostante avesse la patente di guida revocata era alla guida di un automezzo pesante.
IL TIRRENO
Ubriachi al volante
I carabinieri ritirano tre patenti
LUCCA. I carabinieri del radiomobile assieme a quelli della stazione di Capannori hanno effettuato una serie di controlli sulle strade secondarie della Piana per combattere la guida in stato di ebbrezza. Tre gli automobilisti trovati al volante con un tasso alcolemico tre volte superiore rispetto al limite minimo consentito dalla legge. Si tratta di S.A., 38 anni, operaio, residente a Porcari, che era al volante di una Punto; L.A., 26 anni, operaio, di Barga, alla guida di una Clio e T.S., 42 anni, di Lucca, a bordo di una Citroen Xsara. Per loro denuncia e patente sospesa per un anno.
E sempre i militari di Capannori hanno denunciato per furto e negoziazione fraudolenta di carta di credito Z.R., 31 anni, ucraino che a metà luglio si era reso responsabile del furto del portafogli di un connazionale a cui aveva sottratto la carta bancomat prelevando 600 euro.
IL RESTO DEL CARLINO
IL GRAVE INCIDENTE DI SABATO NOTTE A PUNTA MARINA: ACQUISITE LE ANALISI FATTE IN OSPEDALE
Quello scooterista era proprio ubriaco
Se di 1.47 era il tasso alcolemico riscontrato alle 6 del mattino, perchè solo allora il conducente dello scooter che nella notte fra sabato e domenica in viale dei Navigatori a Punta Marina ha travolto un ciclista e due pedoni, aveva dato il consenso al prelievo, ben maggiore è il tasso accertato alle analisi del sangue prelevato dal medico del pronto soccorso nell’imminenza del ricovero, ovvero tre ore prima. Dalla cartella clinica acquisita su disposizione del pm Isabella Cavallari dalla Polizia stradale di Faenza — che ha eseguito i rilievi — risulta un tasso alcolemico addirittura di 2.13.
Il grave incidente avvenne all’altezza della discoteca Bbk. Lo scooter, condotto da un ragazzo bolognese di 27 anni, travolse un ciclista fratturandogli una gamba, poi la bicicletta finì come un proiettile contro due passanti: Barbara Bettocchi di 43 anni residente a Imola fu colpita alla testa e le sue condizioni apparvero subito gravissime. La donna è ancora in coma presso il reparto di rianimazione del ‘Bufalini’ di Cesena.
Il conducente dello scooter in un primo momento si rifiutò di sottoporsi alla prova dell’etilometro; poi acconsentì alle analisi solo verso le 6. E in questo frangente il tasso risultò contenuto all’interno del limite, 1.50, oltre il quale scatta il sequestro del mezzo ai fini della confisca. Ora invece con il nuovo dato scatterà appunto anche il sequestro del mezzo che alla condanna sarà confiscato se non risulterà di proprietà di terzi. La pena per la guida in stato di ebbrezza, aggravata dall’incidente provocato, va da sei mesi a due anni di arresto; aggravate anche la pena per le lesioni arrecate ai passanti
IL TEMPO
San Martino L'uomo è anche rimasto
lievemente ferito
Ubriaco causa un incidente, 33enne denunciato dai carabinieri
LARINO La giornata di ieri è stata abbastanza impegnativa per i Carabinieri della Compagnia di Larino, ma soprattutto per i militari delle Stazioni Carabinieri di San Martino in Pensilis e Lucito.
I Carabinieri di San Martino, infatti, all'alba hanno controllato un'autovettura alla cui guida hanno identificato G. G. un 33enne residente del posto. Questi, che versava in stato di ebbrezza alcolica, aveva causato addirittura un piccolo incidente stradale nel corso del quale era rimasto lievemente ferito.
Nonostante l'evidente stato di alterazione psicofisica, il giovane aveva rifiutato di sottoporsi all'accertamento sul tasso alcolemico. Per questo motivo è stato denunciato in stato di libertà dai Carabinieri che lo avevano controllato, alla Procura della Repubblica di Larino, per guida in stato di ebbrezza alcolica.
Immediato è scattato il ritiro della patente di guida.
IL MESSAGGERO
Trans
stuprato e ucciso, i due fermati confessano: l'aggressione dopo aver assunto
droga e alcol
MILANO - Una rapina, uno stupro e poi un violentissimo pestaggio. Così è morto Gustavo Brandau, transessuale brasiliano di 30 anni conosciuto come "Samantha", in Italia da clandestino. Davide Grasso, 19 anni, residente a Rozzano (Milano), oggi ha cercato di spiegare che cos'è accaduto quella notte in cui lui e un ragazzo marocchino di 17 anni hanno causato la morte di Brandau.
Sia Grasso che il minorenne marocchino
hanno confessato, davanti al pm Fabio Napoleone, la loro partecipazione
all'aggressione, avvenuta dopo aver assunto droga e alcool. Il gip Paola
Belsito ha convalidato il fermo di Grasso, difeso dall'avvocato Roberta
Ligotti, per rapina, violenza sessuale e sequestro di persona a cui è
seguita la morte.
Negli interrogatori ciascun indagato avrebbe cercato di scaricare sull'altro le principali responsabilità raccontando, però, di non aver preordinato la morte del viado, che sarebbe stato lasciato ancora vivo lunga la tangenziale. Il corpo del brasiliano era stato abbandonato lungo la Tangenziale Ovest, dove gli agenti lo avevano ritrovato dopo la segnalazione di un altro trans che era presente quando i due hanno costretto Brandau a salire a bordo della loro auto.
Secondo la ricostruzione degli agenti della Squadra Mobile, il 29 luglio, Grasso e il minorenne marocchino hanno chiesto una prestazione sessuale gratuita al viado, in via Novara; poi lo hanno sequestrato, violentato e colpito (non si è certi se con un coltello o un cacciavite) prima di abbandonarne il corpo, che sarebbe stato ritrovato una settimana dopo in avanzato stato di decomposizione. La scena del trans caricato a forza a bordo di una Ford Escort, che i due avevano rubato, era però stata ripresa dalle telecamere messe per motivi di sicurezza dal comune e da un altro trans, "Paola", che aveva cercato di intervenire, senza riuscire a sventare il sequestro. Poi , dopo qualche incertezza, essendo anch'egli clandestino, si era rivolto a un avvocato e quel misterioso episodio era stato denunciato alla polizia. La Ford era stata trovata intrisa di sangue. All'interno della vettura, le impronte digitali del minorenne. Fermato, il giovanissimo marocchino è stato il primo a confessare, facendo il nome del complice.
IL TEMPO
Passo Corese
Ubriaco devasta la stazione Arrestato dai carabinieri
Si è accanito con violenza su vetrate, sedie e panchine della sala d'attesa della stazione ferroviaria di Passo Corese. Francesco G., romano di 40 anni, con precedenti, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Poggio Mirteto. L'uomo, in evidente stato di ebbrezza alcolica, è stato bloccato nella tarda serata di ieri dai militari, avvertiti da alcuni viaggiatori, mentre danneggiava la sala d'attesa della stazione Lazio nord
L'accusa per l'uomo è di danneggiamento di edifici destinati ad uso pubblico. È stato rinchiuso nel carcere reatino di Santa Scolastica.
CORRIERE DELLA SERA
Le universita' vietano lo "sport"
diffusissimo tra gli studenti
Troppo alcol tra i giovani, crociata negli Usa contro il "beer pong"
La gara consiste nel far centro in un
bicchiere pieno di birra con una pallina da tennistavol: chi perde beve
NEW YORK -
Allarme tra genitori e dirigenti universitari americani per il nuovo trend
che imperversa nei campus Usa: il “beer pong”, dove i giocatori cercano di
gettare la pallina di ping pong dentro numerosi bicchieri di birra sistemati
alle due estremità del tavolo da gioco e sono costretti a berla in caso di
perdita. Cioè se il loro bicchiere viene colpito o se, quando è il loro
turno, non fanno "canestro" nel bicchiere dell’avversario.
L'ALLARME - «È una ubriacatura non stop assicurata» denuncia un genitore. Secondo il settimanale Time l’America ha dichiarato guerra al beer pong, accusato di aggravare un problema già endemico nei college USA: l’alcolismo degli studenti. Secondo un recente studio effettuato dell’università di Harvard su un campione di oltre 50.000 studenti in 120 college americani, l’ubriacatura estrema ed estemporanea è oggi parte integrante della cultura dei campus. Per correre ai ripari diverse università, tra cui Georgetown, Yale, Amherst e Tufts, hanno messo al bando il beer pong, spesso anche nei dormitori designati agli studenti over-21, che possono cioè bere legalmente. «Siamo consapevoli che l’età legale per bere in America è di 21 anni - si giustifica il portavoce della Tufts University Michelle Bowdler - Ma non vogliamo che i nostri studenti partecipino ad attività che possono danneggiare loro e gli altri».
PROIBIZIONISMO - Ma la crociata anti-beer pong ha sortito effetti insperati. Al Dartmouth College, dove è stato sostituito con il water pong, si sono verificati numerosi casi d’intossicazione d’acqua che, a detta degli esperti, può essere altrettanto pericolosa. «I proibizionismo non serve a nulla», teorizza Tammy Gocial, dean degli studenti al Kenyon college, in Ohio, che invece di mettere al bando il beer pong ha sviluppato una campagna anti-alcool per sensibilizzare gli studenti al problema. E anche se il nuovo "sport" è stato vietato in diverse città del New Jersey, secondo Time «è qui per stare». Il prossimo gennaio i più entusiasti aficionado del nuovo trend si sono già dati appuntamento a Las Vegas per l’annuale Campionato Mondiale di Beer Pong, organizzato dal sito bpong.com. Tutti possono partecipare, italiani inclusi; basta che amino la birra e non abbiano paura di perdere.
Alessandra Farkas
IL GAZZETTINO
C'è un ragazzetto giovane e ubriaco che ...
C'è un ragazzetto giovane e ubriaco che gioca a carte e pensa alle donne e a divertirsi. L'immagine successiva è quella di un uomo in completo grigio, seduto alla scrivania dell'ufficio ovale. Come si è passati da quella prima immagine alla seconda? Si chiede Oliver Stone nel trailer del film sull'attuale inquilino della Casa Bianca George W. Bush. Il film, dal semplice titolo "W", uscirà negli Stati Uniti a metà ottobre, in tempo per le elezioni presidenziali di novembre. Stone, già regista di "JFK" e "Nixon", sta per concludere la produzione del film che racconterà gli anni della giovinezza di Bush, quelli della droga e dell'alcool, delle notti passate nei locali notturni, a giocare d'azzardo, o magari nella guardiola di un posto di polizia. Non è stato facile trovare chi avesse voglia di interpretare l'attuale Presidente nel film. Lo stesso Josh Brolin (recentemente candidato all'Oscar per il suo ruolo in "Non è un paese per vecchì" dei fratelli Coen) in principio non voleva saperne: «Inizialmente ho riposto con un secco no - racconta l'attore - trovavo insano raccontare di Bush quando questi era ancora in carica ma poi Stone mi ha spiegato che non si sarebbe trattato del racconto degli anni della politica ma del periodo precedente, ed allora ho letto il copione e me ne sono innamorato. Ho provato persino empatia per questo ragazzo viziato, ed ho deciso di interpretarlo».
QUOTIDIANO.NET
CANTANTE DEGLI AEROSMITH
Steven Tyler scrive un'autobiografia E racconta
gli eccessi di alcol e droga
"Le leggende sui festini della band e sull'uso di stupefacenti sono tutte vere e questa volta le sentirete uscire direttamente dalla mia bocca". Questa la promessa di Tyler nella suo nuovo libro che uscirà nel 2009
New York, 8 agosto 2008 - Il cantante degli Aerosmith Steven Tyler sta scrivendo la sua seconda autobiografia, ancora senza titolo, in uscita nel 2009. Ecco, una divisione della casa editrice HarperCollins, ha vinto all'asta i diritti di pubblicazione e sborserà due milioni di dollari per il libro di Tyler, che si annuncia come una summa degli ultimi cinque anni di vita della rockstar sessantenne tra droga ed eccessi.
Ho tanti aneddoti scandalosi nel cassetto e sto per rivelarli al mondo."Le leggende sui festini degli Aerosmith e sull'uso di droghe sono tutte vere e questa volta le sentirete uscire direttamente dalla mia bocca", ha promesso Tyler.
Nel 2003 la band aveva già raccontato il proprio stile di vita sregolato nel libro 'Walk this way: The autobiography of Aerosmith', facendo riferimento alla canzone 'Walk this way', successo del gruppo negli anni Settanta, Tyler, che si è sempre dichiarato salutista convinto, a differenza di come lo dipingevano i media, lo scorso maggio ha rivelato di essere stato in una comunità di recupero perché aveva bisogno di un "ambiente sicuro in cui riprendersi". Un preludio alla bomba autobiografica attesissima dai fan della band di Boston, in Massachusetts.
IL SECOLO XIX
Al volante sotto l'effetto di alcol e droga il diciannovenne che ha investito un vigile Alcolici e musicala Riviera si divide.
IL MESSAGGERO VENETO
camionisti, alla guida soltanto se astemi
tre denunce e ritiro di patente per guida in stato d'ebbrezza
L’ADIGE
L'hanno vista aggirarsi per Strigno completamente ubriaca
SEGNALAZIONE DI BEPPE CORLITO
"se
avete SKY vi invito a guardare la trasmissione che abbiamo realizzato
sugli stili di vita per MAREMMA CHANNEL che andrà in onda sul canale 914
domenica 10 agosto alle 16. C'erano anche i Club ed era un contesto
allargato molto interessante”
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IL MATTINO
09/08/2008 - GIANPAOLO RICCA
«Non
desidero alimentare alcuna polemica: la Festa della Birra non è una
manifestazione per alcolisti, né invoglia ad abusare dell'alcol, ogni
critica è solo strumentale». Così reagisce Antonio Aliberti, presidente
dell'associazione di volontariato «Il punto», alle mille polemiche
scatenatesi negli ultimi giorni intorno alla Festa della Birra il cui
inizio è previsto per stasera. Una protesta dai toni accesi promossa da
don Nello Senatore, parroco di Aiello, e supportata dall'adesione di
circa trenta associazioni. Don Nello ribadisce da giorni il suo "no"
alla manifestazione che definisce «inopportuna» sia perché promuove la
somministrazione di una bevanda alcolica e anche perché organizzata da
un'associazione che si occupa di primo soccorso. Polemiche
roventi che hanno coinvolto anche il sindaco di Baronissi, Franco
Cosimato e i vertici della Provincia di Salerno. Questi ultimi,
attraverso una lettera del presidente Angelo Villani, si son tirati
fuori dalla querelle affermando la loro contrarietà all’evento e
smentendo ogni patrocinio, nonostante il logo della Provincia appaia nei
manifesti. Cosimato, da parte sua, ha affermato che «è giusta una
politica sociale volta a trasmettere specie alle nuove generazioni i
pericoli dell'abuso di bevande alcoliche, ma che ciò non ha nulla a che
vedere con la Festa della Birra». Un nuovo attacco è giunto però ieri
mattina quando, sul sito web della parrocchia di San Pietro, don Nello
ha pubblicato un editoriale in cui denuncia l’atteggiamento, a suo dire
scorretto, del primo cittadino e del presidente de "Il punto". «Due anni
fa Cosimato e Aliberti vennero in parrocchia, si parlò della
manifestazione, ed entrambi la riconobbero come inopportuna e da non
ripetersi. Tant'è che nel 2007 non si è svolta, ma quest'anno è stata
riproposta». «La kermesse - chiarisce Aliberti - nasce da un'idea di
anni fa di tutti i volontari. Forse all'epoca il problema dell'abuso di
alcol si avvertiva di meno, ma ciò non toglie che la nostra è una
manifestazione assolutamente sana. Non fuggiamo davanti ai problemi,
ritengo giustissimo fare informazione e tutelare la salute dei
cittadini, specie i più giovani. Ma la Festa della Birra è un
bell'evento, cresciuto negli anni e continueremo a farlo. Non trovo
contraddittorio che una simile iniziativa nasca da un'associazione di
volontariato, anzi, la nostra presenza garantirà un più attento
monitoraggio della situazione. Faremo informazione, non solo dal palco
invitando a bere con moderazione, ma ci sarà persino uno stand della
polizia stradale con tanto di etilometro. Infine la nostra
manifestazione sarà dedicata ad un volontario che ci ha lasciati due
mesi fa e non ha alcun fine di lucro: poco tempo fa ci hanno rubato un
mezzo antincendio, se qualcosa entrerà nelle nostre casse sarà utile a
ricomprare quello». Tra i contendenti una voce
laica, quella dello pschiatra Giulio Corrivetti, direttore dell’unità
operativa di Igiene mentale dell’ASl Sa 2. «Non demonizzerei la birra -
chiarisce - ci sono ben altre sostanze, mi riferisco alle droghe,
pericolose. addirittura letali, per i nostri ragazzi. Diffusissime,
purtroppo. Una vera minaccia per la gioventù. Festa inopportuna? Beh,
solo perchè la birra, al contrario del vino, non appartiene alla nostra
tradizione».
IL MATTINO
PONTECAGNANO
09/08/2008 - EMANUELA ANFUSO
Pontecagnano Faiano. Maggiore sicurezza per i cittadini di Pontecagnano Faiano. La promessa è del sindaco della città Ernesto Sica all'indomani della legge con la quale sono stati conferiti maggiori poteri ai comuni. Il primo cittadino Sica ha emanato una nuova ordinanza con la quale si dice basta ai fenomeni di bullismo ed alla consumazione di bevande alcoliche tra i giovani e nelle ore notturne. Il provvedimento riguarda soprattutto gli esercizi pubblici e ricreativi a cui si fa divieto di vendita e di somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni. (*) Una misura necessaria dopo i tanti episodi di degrado sociale come schiamazzi notturni, fenomeni di bullismo, teppismo ed i non pochi casi di violenza, compiuti da persone in preda all'alcool o a sostanze stupefacenti. Il comune di Pontecagnano Faiano ha inteso attuare in tempi brevi le linee volute dal governo per ridare sicurezza e tranquillità alle città. In questi giorni i cittadini hanno chiesto alla polizia municipale di Pontecagnano Faiano di intensificare i controlli in città. L'altra sera alcuni giovinastri sono stati visti scorazzare nei giardini pubblici di piazza Sabbato a bordo di motorini. Qualche notte fa pare si sia verificata una rissa sempre in pieno centro. Tutti episodi che hanno convinto il sindaco Sica ed il comandate della polizia municipale Fabrizio Leone, ad adottare le maniere forti nei confronti di balordi e teppisti che minacciano da tempo la quiete pubblica. I cittadini sono preoccupati e non si sentono tranquilli. Nella stessa ordinanza si ribadisce la lotta al fenomeno della prostituzione, ma anche al commercio abusivo ed all'illecita occupazione di suolo pubblico. Il numero delle lucciole si è sensibilmente ridotto dopo i controlli avviati dallo scorso mese dai vigili urbani della città picentina. Saranno gli operatori della polizia municipale a occuparsi dei controlli, insieme ai carabinieri della locale stazione guidata dal maresciallo Andrea Ciappina. I vigili urbani circoleranno per le strade cittadine sino all'una di notte. Da mezzanotte all'alba sono vietati assembramenti e schiamazzi, ma anche caroselli di auto e moto.
(*) Nota:
riguardo alla somministrazione ai minori di anni sedici la legge c’è
già. In merito alla vendita, dall’articolo non si capisce se il divieto
è limitato alle ore notturne. Nel qual caso sarebbe un provvedimento
piuttosto limitato.
LA PROVINCIA DI VARESE
Etilometri in tutti i bar, zone “chill out” per rilassarsi e magari
riprendersi dagli effetti di una sbronza, aperitivi analcolici offerti
abbinamento a stuzzichini ispirati ai Mondiali di ciclismo. Ecco le
iniziative in programma per l’Alcol Prevention Day 2008, la
giornata-evento che accompagnerà la manifestazione iridata con una serie
di iniziative finalizzate a sensibilizzare i giovani sull’importanza di
un consumo equilibrato di alcol. Partita da Ascom e supportata
dall’assessorato ai servizi sociali, dalla Cooperativa lotta contro
l’emarginazione (Colce) e da Confesercenti, l’organizzazione è appena
iniziata ma già le anticipazioni non mancano.
L’evento principale sarà il concorso per “l’aperitivo mondiale”: i bar che decideranno di partecipare, gratuitamente si intende, saranno chiamati a presentare un innovativo aperitivo analcolico corredato da stuzzichini a tema ciclistico tra le 17 e le 19 del 20 settembre. Sarà un’apposita giuria formata da esperti del settore a valutare le proposte e a eleggere il vincitore, che sarà premiato il 24 settembre sullo stesso palco che pochi giorni dopo calcheranno i campioni del mondo.
Ma
l’iniziativa prevede molto di più. «Intanto abbiamo l’idea di fornire di
etilometro tutti i bar che vorranno partecipare» spiega Antonella
Zambelli, fiduciaria Fipe ed entusiasmata organizzatrice dell’evento.
Sarà allestita una mostra fotografica in centro per raccontare
visivamente i rischi derivanti dal consumo di alcol, e in piazza San
Giuseppe sarà mostrata un’auto incidentata con l’abitacolo riempito di
bottiglie vuote, a dimostrazione pratica di quali possano essere le
conseguenze dirette.
IL TRENTINO
POMAROLO. Ancora lamentele contro i giovani fracassoni e ubriachi. A Rovereto non si è ancora sopita del tutto la bufera scatenata dalla Noisy Parade: sui forum locali di Internet continuano i commenti, con molti giovani che difendono la manifestazione e accusano chi protesta di non permettere di divertirsi. Intanto, si aggiungono contro di loro ulteriori proteste da parte di adulti. Questa volta è un gruppo di genitori di Pomarolo, che lamenta il disturbo dato dalla festa “Scossoni di agosto”, tenutasi lo scorso fine settimana nel parco del paese. Musica ad alto volume, giovani ubriachi fradici, con rumori e grida fino alle prime ore del mattino. «Siamo un gruppo di genitori arrivati in paese da poco - commenta una madre - e siamo scandalizzati dopo quanto accaduto. Da una parte ci spiace per i comportamenti tenuti da questi giovani, davvero poco rispettosi non solo degli altri, ma anche della loro stessa salute. Ci rivolgiamo però anche all’amministrazione, che dovrebbe stare più attenta nell’autorizzare feste simili. Il luogo stesso, il parco dedicato ai bambini in centro al paese, non era certo dei più adatti».
L’ADIGE
In poco
più di due mesi dall’entrata in vigore del decreto sul pacchetto
sicurezza, ora convertito in legge, sono 27 le auto sequestrate dalla
Polizia Municipale, per essere confiscate, ai proprietari dei veicoli
sorpresi a guidare con un tasso di alcool nel sangue superiore a 1.5
g/l. Il dato è stato reso noto nell’ambito della conferenza stampa in
cui è stato presentato il bilancio del progetto “Notti sicure nei
quartieri”, relativo ai controlli notturni sul territorio comunale
effettuati dalla Polizia Municipale di Verona nel primo semestre di
quest’anno: erano presenti il sindaco Flavio Tosi e il comandante della
Polizia Municipale Luigi Altamura.
In tema di sicurezza stradale sono stati quasi 3.200 i veicoli e 3.400 le persone controllate, il 30 per cento in più rispetto allo scorso anno; 2.500 i conducenti sottoposti ad alcoblow, lo strumento che segnala se una persona si è posta alla guida dopo aver bevuto; quasi 2.000 i conducenti che hanno poi effettivamente soffiato nell’alcoltest: di questi il 6% è risultato positivo, spesso con tassi di molto superiori alla quota consentita (0.50 g/l), fino ad arrivare a punte di 2.76 e 3.96 g/l. “Un bilancio positivo”, spiega il sindaco Tosi, “perché grazie all’aumento dei controlli della Polizia Municipale, soprattutto serali e notturni, sono state maggiormente evidenziate le problematiche legate sia all’abuso di alcool e stupefacenti che in altri ambiti. Fondamentali sono state le segnalazioni e le richieste dei cittadini relative a problemi legati ad esercizi pubblici, commerciali, affittacamere abusivi, laboratori clandestini e situazioni di occupazione di immobili. Sulle politiche per la sicurezza il Comune ha investito molto, ma con buon risultato per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini”.
Dal bilancio dei controlli risultano rilevati 88 incidenti, 1.500 violazioni al Codice della strada e 121 notizie di reato, di cui 113 per guida in stato di ebbrezza e 8 per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Dei 121 conducenti fermati in stato di alterazione psicofisica solo 24 sono stati individuati a seguito di incidente stradale, 23 per alcol ed uno per sostanze psicotrope. Dei 180 conducenti ubriachi individuati nei primi sei mesi del 2008 dalla Polizia municipale, il 62,7% è stato fermato proprio durante il servizio notturno.
Nel primo semestre di quest’anno infine sono stati controllati dalla Polizia Municipale oltre 350 esercizi pubblici in particolare bar e pub. I controlli sono stati effettuati spesso su richiesta dei cittadini per problemi di disturbo della quiete pubblica e disagi alla viabilità. Oltre alle verifiche di legge su autorizzazioni e personale all’interno, gli agenti sono intervenuti anche multando auto in divieto di sosta e intimando ai clienti di abbassare la voce e rientrare.
IL GAZZETTINO
Roma
I nuovi
poteri riconosciuti dal ministro Maroni ai sindaci sembrano aver
innescato una sorta di competizione tra i primi cittadini che in questi
giorni si sfidano a colpi di ordinanze in una gara a chi è più creativo,
come aveva raccomandato il responsabile del Viminale. È di ieri la
decisione che vieta l'utilizzo delle panchine pubbliche di Voghera, a
partire dalle 23, «a gruppi composti da più di tre persone», firmata dal
vicesindaco Percivalle. Un'iniziativa che sta sollevando aspre critiche
soprattutto da parte degli anziani che ne sono i più assidui
frequentatori. E fa discutere l'ordinanza del sindaco di Cernobbio
Saladini secondo cui chiunque voglia diventare residente (anche i nuovi
sposi) dovrà accettare un'ispezione igienico-sanitaria della sua casa da
parte di agenti di polizia municipale, il cui parere sarà decisivo. A
Genova nei carrugi del centro storico non si potrà più passeggiare con
una bottiglia o una lattina di bevande alcoliche in mano, pena una multa
che va dai 25 ai 500 euro.
Intanto a Verona è scattata la sanzione di 500 euro per chi imbratta muri e monumenti o anche deturpa targhe pubbliche e segnaletica stradale o panchine, voluta dal sindaco Tosi, lo stesso che ha appena vietato l'accattonaggio (pena la confisca del denaro e una sanzione di 100 euro) e sta spingendo per introdurre multe da 500 euro per i clienti delle prostitute in strada. Sempre a Verona, il Comune ha dato lo stop all'utilizzo di un capannone come luogo di preghiera per un gruppo di fedeli islamici. In serata Tosi ha chiarito che non in città non c'è alcun progetto relativo a una moschea, e che la richiesta bocciata riguardava un cambio d'uso non autorizzato.
A Novara ha fatto scalpore il divieto imposto dal sindaco Giordano di sostare in parchi e giardini in più di due persone. Tra le prime ordinanze creative annunciate, ha avuto invece una battuta d'arresto, dopo il coro di no di alcune comunità, quella anti-rovistaggio nei cassonetti voluto dal sindaco di Roma, Alemanno e che sembrava in dirittura d'arrivo.
La più gettonata tra le ordinanze è quella "anti vu cumprà". Il sindaco di Alassio, prendendo esempio da Venezia, ha già firmato un'ordinanza che vieta il trasporto di mercanzia in borsoni e sacchi di plastica. Un doppio stop a venditori abusivi e graffitari, viene dal sindaco di Massa, Pucci che annuncia l'installazione di telecamere nei punti più nevralgici. Per «tutelare il decoro», anche il primo cittadino di Padova Zanonato farà multare i clienti di prostitute che intralciano il traffico ma anche i casi di immobili occupati, di aree invase da ambulanti, o di zone rese invivibili da clandestini.
L'Anci
intanto ha avviato una banca dati delle ordinanze emesse dai comuni in
tema di sicurezza urbana e di incolumità pubblica con l'obiettivo di
realizzare un monitoraggio da condividere con il ministero dell'Interno.
IL SALVAGNTE
Energy drink 'osservati speciali' del ministero del Welfare. Le popolari bevande analcoliche, che spesso però vengono usate dai giovani per cocktail a base di alcol, potrebbero a breve avere etichette ad hoc. "Si stanno valutando specifiche disposizioni di etichettatura - riferisce il ministero di Lavoro, Salute e Politiche sociali - per favorire un uso corretto e sicuro dei prodotti in questione. A tal riguardo la Commissione europea è stata coinvolta per un approccio armonizzato tra i Paesi comunitari". Il riferimento è a un articolo apparso ieri su un quotidiano, in cui si denuncia l'abitudine degli under 30 a consumare, nelle discoteche della Capitale, cocktail alcolici a base di energy drink. "Nel frattempo - prosegue il dicastero - sono in corso i contatti con le associazioni di categoria per disciplinare, anche su base volontaria, una corretta informazione sul consumo di questi prodotti e sulla pubblicità, per permettere scelte consapevoli legate al loro eccessivo consumo o all'assunzione in contemporanea di alcol". (*) Attualmente, per le bevande analcoliche a base di caffeina o taurina vige all'interno della Ue una specifica disposizione di etichettatura che impone l'avvertenza circa il 'Tenore elevato di caffeina', da inserire nello stesso campo visivo della denominazione del prodotto. "Alla luce del quadro normativo vigente a livello comunitario - ricorda la nota del Welfare - il ministero della Salute per favorire un corretto uso di questi prodotti, ed evitarne abusi o usi impropri, aveva già emanato nel 1998 un'apposita circolare. E il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha sottoposto recentemente all'attenzione della Commissione unica per la dietetica e la nutrizione la questione legata al consumo di tali drink, soprattutto negli ambienti giovanili, in associazione con bevande alcoliche o super alcoliche".
(*) Nota:
può sembrare contraddittorio che si pensi di mettere informazioni
sanitarie sulle etichette degli energy drink mentre non ci sono su
quelle degli alcolici. Probabilmente però le informazioni saranno su
“base volontaria”, come del resto accade per le etichette degli
alcolici. Avrà quindi lo stesso effetto. Cioè nessuno.
IL TRENTINO
TRENTO. Con una spesa di poco più di duemila euro, il comune di Trento ha deciso di acquistare tre nuovi etilometri che andranno in dotazione agli agenti del corpo di polizia municipale. Si tratta del modello AlcoQuant 6020, già provati dagli agenti, distribuiti dalla Emmetre di Ravina.
IL MATTINO
Escono fuori strada: muore diciottenne il giovane al volante positivo ai test
09/08/2008 - Un giovane, Samuel Serpa, 18 anni, è morto in un incidente stradale avvenuto ieri sulla strada statale 18 che attraversa il Tirreno cosentino. L’auto su cui viaggiava insieme ad altri quattro amici (tutti sono rimasti gravemente feriti) è uscita fuori strada. Il giovane conducente dell’auto è risultato positivo al test dell’alcol e della marijuana: il ragazzo ha raccontato ai carabinieri di aver tentato un sorpasso quando dalla corsia opposta ha visto un’altra auto che stava accennando alla stessa manovra. A quel punto, ha perso il controllo del mezzo finendo fuori strada. E ancora altri incidenti hanno rallentato ieri il traffico dovuto all’esodo su tutte le autostrade italiane.
LA SICILIA
Un
romeno di 29 anni è stato denunciato in stato di libertà alla locale
Procura della Repubblica, dai carabinieri del nucleo radiomobile della
compagnia di Caltagirone, per avere provocato, a causa dello stato di
ebbrezza in cui si trovava, un incidente costato il ferimento di due
giovani calatini - un ragazzo e una ragazza - che percorrevano la via
Vittorio Emanuele a bordo di un motorino.
L'episodio si è verificato nella tarda serata di giovedì scorso, intorno alle 22.30 circa, lungo la via Vittorio Emanuele, nel tratto che si trova all'incrocio con le vie Duca degli Abruzzi e Stella, nel quartiere San Giacomo. Secondo la ricostruzione dei fatti compiuta dai militari dell'Arma, grazie anche alle testimonianze di alcune persone che hanno assistito alla scena, il romeno viaggiava a velocità sostenuta, alla guida di un'Opel "Astra", in direzione della via Duca degli Abruzzi, mentre i due giovani procedevano in direzione opposta, accingendosi a imboccare la via Stella.
A seguito dell'impatto frontale in cui sono stati coinvolti i due mezzi, l'autovettura investitrice ha trascinato i due malcapitati centauri per una quindicina di metri, concludendo poi la propria corsa. Le ferite riportate dai due giovani non sono, per fortuna tali da destare eccessive preoccupazioni.
Mariano Messineo
IL GIORNO
SEQUESTRO LAMPO A SEREGNO
Rapita e caricata a forza su un camion Salvata dallo stupro grazie a un posto di blocco
Due sudamerticani hanno costretto
una loro connazionale a salire sul furgone, ma dopo pochi chilometri i
due uomini non si sono fermati a un controllo degli agenti e dopo un
breve inseguimento sono stati arrestati
Milano, 8 agosto 2008 - L'hanno caricata a forza su un camion a Seregno, le hanno sfilato gli slip e tenuta nascosta, ma poco lontano sono incappati in un controllo della polstrada di Seregno. A finire in manette un ecuadoriano 25enne, Paul L.P., e un boliviano 22enne, Alex M.L. E' accaduto la scorsa notte intorno alle 3.30. I due sudamericani sono stati bloccati a Sesto in via Monte Grappa e sono accusati entrambi di sequestro di persona.
Secondo la ricostruzione della polizia i due hanno conosciuto a Seregno tre ragazze sudamericane con le quali si sono intrattenuti a chiacchierare. Poi, due di loro si sono allontanate per andare in bagno e hanno sentito le urla dell'amica che veniva caricata a forza dai due su un camion.
Al volante si è messo l'ecuadoriano, mentre il boliviano è rimasto nel vano dell'autocarro con la giovane. I due sono fuggiti inseguiti dalle due amiche della giovane che, però, hanno perso le tracce del camion. Poco dopo è stata la polstrada di Seregno a bloccare i due sudamericani che non si sono fermati a un controllo, ma sono stati bloccati dopo un breve inseguimento.
L'ecuadoriano è risultato ubriaco e mentre venivano effettuati i
controlli gli agenti hanno sentito le urla della ragazza. Quindi, hanno
fatto aprire il portellone del camion e all'interno hanno trovato la
ragazza, le cui generalità non sono ancora note, in lacrime e
spaventata. Con lei il boliviano che teneva nella tasca dei pantaloni le
mutandine della giovane. Per i due sono scattate le manette con l'accusa
di sequestro di persona. L'ecuadoriano è anche accusato di guida in
stato di ebbrezza. A un primo esame, la giovane non presenterebbe segni
di violenza, ma gli accertamenti sono ancora in corso. Sequestrati,
oltre al camion, un materasso, che si trovava nel vano dell'autocarro, e
un preservativo.
IL TEMPO
Ubriaco e drogato faceva la gincana tra i tavolini di un noto bar del
centro storico di Frascati.
09/08/2008- L'uomo è stato fermato, ma il suo è solo l'ennesimo caso di violazione del codice stradale nel Comune. Negli ultimi giorni sono infatti state contestate dalle forze dell'ordine ben 130 multe. E proprio l'alcol è spesso la causa di queste infrazioni.
Nel
corso delle verifiche fatte dagli agenti della polizia di Frascati in
collaborazione con carabinieri e guardia di finanza, infatti, sono
emerse numerose irregolarità soprattutto legate alla somministrazione di
bevande in violazione alla ordinanza comunale. E non solo. Perchè se è
vero che si continua a vendere alcol per strada è altrettanto vero che
molti pub e birrerie non rispettano gli orari di chiusura. Per i ragazzi
diventa così facile ubriacarsi e passare una serata all'insegna dello
sballo.
Non sempre droga e alcol comunque, anche molti automobilisti indisciplinati, sono infatti finiti nella fitta rete dei controlli.
AOSTASERA
Sei patenti ritirate nei giorni scorsi per guida in stato di ebbrezza
Aosta - A finire nei guai, anche un autista di Tir di 47 anni, S.F., era alla guida del suo mezzo pesante, nonostante avesse bevuto.Fermato per un controllo a Pont-Saint-Martin, l’autista è stato sottoposto all’etilometro, ed è risultato positivo.
Continuano i controlli per prevenire la guida in stato di ebbrezza sulle nostre strade. Nei giorni scorsi, la polizia stradale di Aosta ha ritirato sei patenti.
A finire nei guai, anche un autista di Tir di 47 anni, S.F. era alla guida del suo mezzo pesante, nonostante avesse bevuto. Fermato per un controllo a Pont-Saint-Martin, l’autista è stato sottoposto all’etilometro, ed è risultato positivo, con un tasso alcolico di 2,8 g/l. Il Tir, di proprietà di una società con sede legale a Udine, era diretto a Biella.
Altre cinque persone, tra i 32 e i 59 anni, si sono imbattute nei controlli della polizia stradale. A tutti è stata ritirata la patente ed è scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza.
di Cristina Porta
IL PAESE NUOVO
Nel corso di servizi notturni di controllo della circolazione stradale sulla litoranea che collega Gallipoli con marina di Mancaversa, sono stati controllati complessivamente nr. 45 autovetture.
Per 4 persone: un 25 di Torino, un 30enne di Vicenza, un 30 enne di Gallipoli ed un 27 enne di Racale sono stati riscontrati positivi con tassi alcoolemici ben oltre i valori consentiti. I relativi documenti di guida sono stati ritirati.
IL TIRRENO
PONTEDERA. Guidava a zig-zag in via Roma, nei pressi del sottopasso ferroviario. Alcuni cittadini si sono spaventati: l’automobilista, che ha rischiato di investire dei pedoni, ha urtato un’auto in sosta per poi proseguire la sua corsa, andando a sbattere pure contro un muro.
È stato richiesto l’intervento della polizia municipale - è successo l’altra mattina, intorno alle 11 - a cui è stata segnalata l’auto sospetta e anche il numero di targa, in modo da facilitare le ricerche, visto che nel frattempo la vettura si era lasciata un po’ di danni alle spalle.
La pattuglia non ha dovuto fare troppa strada. Nel frattempo, infatti, la macchina era arrivata in via Primo Maggio e, in prossimità di un incrocio, aveva centrato un ’altra vettura, alla cui guida c’era una donna, rimasta sconcertata dall’atteggiamento dell’automobilista.
Neppure il secondo incidente ha convinto F.M., 43 anni, di Pontedera, che era il caso di fermarsi. Ma questa volta nelle vicinanze c’erano anche due agenti della polizia municipale e l’automobilista “distratto” è stato bloccato. L’uomo è stato quindi accompagnato al pronto soccorso per gli accertamenti necessari ad accertare se l’uomo guidava in condizioni alterate.
Inizialmente l’automobilista non ha trovato niente da ridire. Poco dopo invece, quando ormai era davanti al medico, ha dato in escandescenze, rifiutandosi di sottoporsi all’accertamento.
L’automobilista, stando a quanto spiegato dalla stessa polizia municipale, è stato quindi denunciato in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto degli stupefacenti, per il rifiuto di essersi sottoposto all’esame e anche per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
È stato anche multato per non essersi fermato dopo avere causato un incidente stradale.
Pare che alla fine di una
convulsa mattinata, l’uomo abbia ammesso di avere bevuto numerose birre,
dei superalcolici e anche del metadone. Un cocktail che probabilmente
aiuta a spiegare perché andava a zig-zag mentre era alla guida della
macchina.
Sabrina Chiellini
LA NAZIONE
L'inseguimento è iniziato a Castiglion Fibocchi, quando l'automobilista non si è fermato all'alt intimatogli dagli agenti, che lo avevano visto transitare ad alta velocità. Dopo gli speronamenti, i poliziotti si sono annotati la targa e, una volta risaliti al nome del proprietario dell'auto, si sono messi sulle sue tracce. Le infrazioni contestategli sono sufficienti a sei sospensioni della patente
Arezzo, 8 agosto 2008 - E' arrivato a farsi togliere 58 punti dalla patente. Il protagonista è un 27enne che, ubriaco alla guida di una Lancia Delta ha superato il limite di velocità, ha sorpassato altre auto in tratti stradali dov'era vietato e poi, inseguito dalla polizia, ha speronato due volte la volante.
Per questo, la notte scorsa ad Arezzo gli agenti hanno tolto 58 punti dalla patente contestandogli infrazioni sufficienti a sei sospensioni della licenza di guida.
L'inseguimento è iniziato a Castiglion Fibocchi, quando l'automobilista non si è fermato all'alt intimatogli dagli
agenti, che lo avevano visto transitare ad alta velocità. Dopo gli speronamenti, i poliziotti si sono annotati la targa e, una volta risaliti al nome del proprietario dell'auto, si sono messi sulle sue tracce. Gli agenti lo hanno trovato addormentato dentro la vettura parcheggiata in una strada di campagna. L'uomo ha rifiutato di sottoporsi ai controli in ospedale e alla fine è stato denunciato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e guida in stato
d'ebbrezza.
PARMAOK
Sei ubriaco, niente drink: distrugge il locale e picchia agente di polizia
PARMA
Un diverbio col barista che
finisce con l'aggressione di un agente in Questura. L'episodio è
avvenuto ieri sera alle 19.30 al bar Invito di via Farini.
Un
cliente abituale del locale ha improvvisamente dato in escandescenze
dopo il rifiuto ricevuto dal gestore che, vedendolo in condizioni di
ebbrezza, non gli ha servito un drink.
Il barista preoccupato per le reazioni inconsulte dell'uomo ha avvertito la polizia, mentre R.N., 39 anni, ha cominciato ha danneggiare l'interno del locale, scaraventando tavoli e sedie.
L'uomo, originario di Sondrio, è stato condotto in Questura da una pattuglia.
Qui ha nuovamente perso il controllo iniziando prima a minacciare gli agenti e, successivamente, si è scagliato contro uno di loro, afferrandogli il collo.
Nella colluttazione entrambi sono caduti a terra, e solo grazie all'intervento degli altri ufficiali presenti, l'uomo è stato bloccato.
Il 39enne è stato quindi accompagnato al Pronto Soccorso del Maggiore, per un controllo.
L'uomo è stato denunciato per lesioni, minacce e violenza a pubblico ufficiale.
CRONACAQUI
Uno urina nel lavandino del bar, l'altro si rotola per terra: arrestati
ALMESE - Serata indimenticabile per gli avventori e per i proprietari del bar di piazza Martiri, in pieno centro del paese, conclusasi con due arresti da parte dei carabinieri della stazione cittadina. Poco dopo l’ora di cena entrano nel locale due avventori, un tunisino di 28 anni e un marocchino di 34, che sono già visibilmente alterati dall’alcol e forse anche da altre sostanze (su questo aspetto sono in corso ulteriori indagini). I due chiedono da bere ai baristi, che però capiscono che non è il caso di caricarli ulteriormente di alcol. «Ve ne do un bicchiere e non di più, questo è l’ultimo», dice responsabilmente il titolare. Ma, bevuto il bicchiere, i due non ne vogliono sapere di fermarsi e iniziano a dare in escandescenze, gridando, insultando e minacciando i baristi. Addirittura, i due arrivano a urinare nel lavandino del bagno anziché nei sanitari predisposti a tale scopo. A quel punto il titolare capisce che non c’è più margine per fermarli se non chiamare i carabinieri. I militari della stazione cittadina arrivano in un attimo e hanno tutto il loro bel daffare nel cercare di farli tornare alla calma, in mezzo agli altri avventori incuriositi per tutto il trambusto che stava capitando, con uno che si dimenava da una parte e l’altro che si rotolava sul pavimento del bar. Così, per completare l’operazione è stato necessario l’arrivo di una seconda pattuglia, questa volta del nucleo radiomobile di Rivoli. In particolare, il marocchino si è ribellato a più riprese all’arresto per resistenza a pubblico ufficiale, continuando a tentare di divincolarsi prima in auto, poi alla stazione cittadina e infine fino al definitivo trasporto nel carcere torinese delle Vallette. d.p.
09/08/2008
AGRIGENTONOTIZIE
di Gioacchino Schicchi
Cronaca - Agrigento - 09/08/2008
Una
violenta rissa tra extracomunitari è scoppiata ieri sera all'interno di
un appartamento in via Piersanti Mattarella, ad Agrigento. I coinvolti,
5 uomini di nazionalità pakistana e afghana, sarebbero giunti alle mani
per futili motivi: miccia scatenante sarebbe stato lo stato di
ubriachezza di uno di loro. Oltre a calci e pugni, durante la furibonda
rissa, sarebbe volato un vaso, i cui cocci avrebbero ferito in maniera
non grave alcuni dei coinvolti.
Quattro di loro si sono comunque dovuti rivolgere alle cure del pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, a causa delle ferite riportate in seguito alla rissa. Sul luogo, intorno alle 22 si sono recati gli uomini della Sezione Volanti della Questura di Agrigento, che hanno prontamente riportato la calma e denunciato a piede libero i cinque immigrati.
IL RESTO DEL CARLINO
IL PREFETTO di Rimini ordina la chiusura di tre locali per infrazione alla legge sugli alcol...
ITALIA OGGI
Patatine e alcol, in Uk tutti assolti
IL MESSAGGERO VENETO
Ubriaco alla guida del tir: patente ritirata